25 agosto 2015

AQUILONI



foto - Loretta Campomaggi

Siamo tornati in città da appena tre giorni e, guardando le foto varie da google foto, ho già quel misto di contentezza e nostalgia.
Onestamente, mi sembra impossibile pensare di dover ricominciare un altro anno di scuola...
Perché, per noi, questo è (anche e ancora) motivo di tristezze, pianti e delusioni.
Certo, come in tutto, sempre c'è l'aspetto positivo... si fa fatica a goderne però.

Una immagine della passata vacanza Danilo ed io la porteremo nel cuore: Alessandro e l'aquilone.
Ale non è un bimbo immediatamente avvicinabile; è di poche parole, con una spiccata sensibilità che lo porta ad eccessi di gelosia inimmaginabili. 
Per questo spesso diventa una merda.
Gli ultimi dieci giorni, al mare, ha trovato una sintonia particolare, con noi, con i fratelli, con gli spostamenti e gli "impegni"; da quando ha ritrovato in borsa il suo aquilone, non è più uscito di casa senza lo zaino, non ha più trascorso una giornata senza farlo volare.
Ha imparato a farlo alzare, a legarlo per andare a fare il bagno in mare, a riannodare il filo se Davide per sbaglio se lo portava via con le gambe :)
Ha imparato a ripiegarlo.
Vederlo attento, concentrato, silenzioso con il suo aquilone ci ha riempito di ammirazione e di dolcezza. 
Una sua conquista, in solitaria, con poco intervento nostro, che ha meravigliato e dato del "bello".


Leggo nel web:

"Per Vasco Rossi si può «stare per dei mesi appesi a un aquilone guardando il cielo che si muove ed il sole che muore». Per Charlie Brown - e il suo creatore Charles M. Schulz - l’aquilone è invece l’ennesima fallimentare nemesi: un filo che lo avviluppa, un albero (cannibale) che glielo mangia. Per i ragazzini di Kabul una tradizione e il ricordo di una gioia proibita dai talebani, che lo scrittore Khaled Hosseini racconta nel Cacciatore di aquiloni. Per Giovanni Pascoli un anticipo di primavera che, come «bianche ali sospese», come una «cometa per il ciel turchino», si alza sopra Urbino in una giornata di limpida gioia infantile: «e il viso e il cuore, porta tutto in cielo»."

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