25 settembre 2014

TUTTO NUOVO

Nulla, non mi viene in mente nulla di rilevante che in questo momento resti immutato...
Danilo, dopo 34 anni da precario a Torino, è passato di ruolo! 
Sì; innegabile, siamo contenti... non che non avesse già un contratto a tempo indeterminato... lo aveva. 
Non come docente... però. E lui, in realtà, docente lo è, da sempre.
In questi anni il suo amor proprio, messo a dura prova dalle vicende della vita, più di una volta, ha retto grazie agli incarichi nelle Accademie di Belle Arti.
Però... è passato di ruolo a Ciriè; scuola nuova, assenza di laboratori di stampa dove esercitare la sua professione, zero continuità con gli anni precedenti. Nonostante tutti siano concordi con la poca efficacia di questa sistemazione, nulla si è potuto fare.
Esce di casa alle 6.20, torna molto tardi; i costi per gli spostamenti triplicati e i turulli che ogni mattina lo vorrebbero vedere.
Io, dopo sette anni, ho nuovamente accettato una supplenza come ITP (insegnante tecnico pratico) di fotografia; vorrei, come sempre, divertirmi... quante cose da proporre ai ragazzi... ma meglio frenare, per prudenza e per adeguamento (?) ai colleghi che di entusiasmo, diciamo, ne hanno meno.
In realtà, può sembrare un assoluto errore, l'unica vita a cui sono realmente interessata è quella di casa nostra, dei miei ragazzi in particolar modo.
Una nuova attenzione, una nuova vita.... un nuovo modo da rimettere in piedi per stare assieme.
La fatica è tanta; emotiva soprattutto.
Da ascoltare, in quattro modi diversi; da capire senza parole, in quattro modi diversi, da aiutare e sostenere in quattro modi diversi.
A volte mi sento mangiata sino alle ossa; risucchiata totalmente.
Manca il tempo e anche quello è da gestire in modo differente; Francesco farà uno sport all'interno della scuola; al lunedì, entrerà alle 8.30 e uscirà alle 18.
I turulli piccoli per ora non avranno impegni pomeridiani; se vorranno, qualche attimo a giocare in oratorio o ai giardini; per il resto, il tempo adeguato per raccontare, parlare con i fratelli, avere coccole da mamma e mapi, lavarsi, organizzarsi portapenne e zainetto...
Alle 20.30, in settimana, tutti e tre a nanna, altrimenti non si reggono i tempi lunghi e faticosi della scuola.

Stiamo abbastanza bene anche se, per tenere a freno l'ansia, ho bisogno di stabilità; e in questo momento tutto è il contrario di tutto.
I turulli piccoli sono stupendi; la fatica per adeguarsi alla scuola è notevole... ma stanno manifestando una capacità di adattamento invidiabile, ai miei occhi.
Franci è un ometto, così dicono anche le maestre...
Aiuta i tre piccoli a scuola, con il materiale e gli spostamenti; a volte suggerisce loro alcuni comportamenti adeguati per venirne fuori vivi...
Sto imparando davvero tanto, da loro; purtroppo non sempre mi basta per preservare uno stato di serenità costante.


18 settembre 2014

STREET STYLE 2014

Sto facendo così tanta fatica ad abituarmi alla nuova situazione della nostra famiglia, che non riesco a parlare... a dire il vero, non ne ho neanche tanta voglia... e questo accade di rado. 

Così vi segnalo due iniziative molto carine per uscire di casa nel finesettimana, a Torino. Noi, pensando a Giulia che si sposa (ma che è troppo lontana), ne approfitteremo. 


Due  giorni, in piazza Castello, per guardare, imparare, conoscere alcuni sport di strada.
Come accade in queste occasioni, ci sarà (coda e tempo permettendo) la possibilità di provare gratuitamente le varie discipline.
Sul sito potete scaricare, attività per attività, il programma dettagliato.



E poi l'anteprima del Festival Internazionale del Teatro di Strada di Torino, dal 19 al 21 settembre.
Aspettando la Torino "capitale europea della bolle di sapone", un assaggio in differenti punti della città.


Sul sito, dettagli degli eventi; vi segnalo però: 
- sabato 20 settembre, 16.30 - 17.30, al Parco Ruffini, Laboratorio di Bolle di sapone giganti, speciale bambini. 

8 settembre 2014

CON GLI OCCHI CHE VI BRILLANO, DITEMI...

A me sono venute le lacrime agli occhi...
Perché io, nonostante tutto, ci spero ancora.
Perché tra pochi giorni tre dei miei quattro figli iniziano la prima elementare e vorrei, per loro, tutto questo...
Vorrei sentissero nella loro pancia, il rispetto e la riconoscenza...

Dedico queste righe ai nostri figli che crescono...

foto loretta campomaggi

IL PRIMO GIORNO CHE VORREI 
La lettera aperta agli insegnanti scritta da Alessandro D'Avenia, ex studente, poi professore e scrittore

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. (...)
Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo, quest’anno scolastico. 
Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io?
(...) Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini. Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.
E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete, ditemelo. 
Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri. Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno. Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano.
Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.
Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate solo l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi. E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò.

3 settembre 2014

6 ... 6

Foto Loretta Campomaggi - Serra San Quirico agosto 2014

La vacanze sono finite da molti giorni ormai...
E io, come ogni anno, mese, settimana e quasi giorno, guardo le fotografie dei nostri momenti insieme con un pizzico di nostalgia.
Dovrebbe prevalere l'entusiasmo e la gratitudine... ma non sempre ci riesco.
Fischietto per far finta di nulla; in realtà mi sto agitando per l'inizio della scuola primaria dei turulli piccoli.
Sabato sei ne compiono sei... di anni.
E stanno diventando ometti; la scuola, i bambini, li cambia proprio tanto...
Cerco di immaginarli; cerco di capire come organizzare le nostre vite e la nostra quotidianità in mezzo a questi cambiamenti.
I "salti" non sono facili; e certo l'estate non è stata delle migliori.
Nonostante il nostro impegno per pianificare i due mesi estivi e il rientro al lavoro, le cose hanno preso troppo spesso pieghe diverse. 
Dalla casa in affitto nelle Marche che all'ultimo è svanita, al lavoro di Danilo; dai propositi di "recupero" con Davide al trascorrere tempi separati con i nostri figli.
La nostra estate è stata insolita... ma forse, complice il tempo, è stato così per molti.

Certo è che se vogliamo garantire ai nostri ragazzi uno stare insieme di qualità, noi adulti dobbiamo rivedere il nostro stile di vita, prendendoci più cura del nostro spirito e del nostro corpo. Come fare, francamente, non lo so... :-) ma conto di capirlo presto e metterlo in pratica.