26 maggio 2014

BIMBO CHE SOFFRE

Di sofferenze ce ne sono di tanti tipi; noi stiamo entrando in guerra con quelle di Davide... il quale non ce la fa più.
Nuovamente punizioni e punizioni a scuola perché i compagni si lamentano che Davide spinge, Davide fa male, Davide per prendere il pallone butta a terra qualcuno.
"Davide non controlla il suo corpo, non riesce ad ascoltare; persino quando siamo a tavola parla in continuazione e noi, essendo 25, a tavola dobbiamo stare zitti". "Davide ha bisogno di essere contenuto..."
Io ho tutte le intenzioni di contenerlo... anzi di tenerlo... di tenerlo con me.
Sì; Davide è un bambino molto molto molto faticoso e impegnativo che, certo, fa saltare il sistema nervoso e abbatte la soglia di tolleranza.
A casa, per fortuna, ha iniziato a fare grandi pianti; "sono cattivo... non mi vogliono bene... cosa è la prigione? Allora ci vanno quelli come me... perché io faccio male agli altri".
La neuropsicomotricista ha detto di Davide belle cose; e certo ci ha dato consigli molto utili e ci ha detto di stare sereni.
Davide chiede molto a noi-famiglia; e noi stiamo rispondendo... al meglio, si intende.
Franci, assolutamente adorabile, con i limiti del suo essere per fortuna ancora un bimbo, sta cercando di sostenerlo, di rassicurarlo, anche con il corpo. 
Abbracci e dormite insieme, nello stesso letto, stanno rendendo Franci più partecipe e orgoglioso.
Alessandro non gradisce affatto. Così con me è particolarmente vendicativo e acido con i fratelli.
Ha dalla sua, però, una dolcezza e una immediatezza che lo aiutano (e spesso così per noi); è capace di farsi voler bene, di rendersi adorabile perché molto diretto e per nulla timido.
Davide non è così; è diverso e ciò che mi rattrista è che a volte ho la percezione che nel suo ambiente di comunità lo si vorrebbe diverso da così... non è facile volergli bene.
Sta sentendo pienamente tutto questo e sta comprendendo che qualcosa non va...
Altra faccenda è capire però come modificare se stessi.
La scuola primaria sarà dura per lui; da un lato non vedo l'ora che possa ricominciare da zero.
Saranno tre mesi molto impegnativi; io devo organizzare (accettate e comprendete il termine, vi prego) la gestione delle mie affettività.
Davide ha bisogno di grande intimità e di vicinanza, di esempi positivi e soprattutto di tanta, tanta, tanta stima per se stesso... Devo trascorrere tempo con lui, molto tempo.
Tempo che, ovvio, non so come ricreare e moltiplicare.
Sono fiduciosa però!...
Ha iniziato a parlare e a piangere. E questa è una buona partenza.
Sono pronta.

foto Loretta Campomaggi






2 commenti:

  1. è difficile ma tu sei una mamma attenta, saprai supportarlo e poi come dici tu ci sarà un nuovo inizio, ambiente diverso e forse tutto questo gli gioverà anche se lo scoglio "1° elementare" non è una passeggiata...ma sinceramente io pensavo peggio...

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  2. Ti ammiro per questa tua capacità di prenderti cura di ciascuno dei tuoi figli (anche se sono quattro ed il tempo è sempre poco) con attenzione e cura alla sua personalità unica e particolare.
    Sono certa che saprai, anzi saprete, aiutarlo.
    Spesso, cambiare ciclo di studi e maestre è una buona opportunità per dare di sè una immagine diversa, non viziata dalle esperienze passate.

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