27 marzo 2014

PORTARE I BAMBINI IN FASCIA

Eccomi!
Non è che posso tutti i giorni scrivervi del mio stato d'animo e del periodo di estrema difficoltà in cui ci troviamo :)!
Di più utilità sono gli argomenti conservati nella mia cartellina delle "cose-di-cui-parlare".
Tra questi, alcuni suggerimenti che arrivano dalla doula che ho incontrato al C'era 2 volte di corso Peschiera.
Ve ne avevo già parlato qui, ricordate?

Andando in negozio, ho visto il volantino che pubblicizza la sua attività, gratuita, sull'uso delle fasce.
Quante immagini mi sono venute in mente!
A partire dal viaggio in Africa, anno 1996, sino al viaggio verso l'asilo nido di via Braccini, anno 2009, dove il passeggino triplo era più lungo di una spanna rispetto all'ascensore.
Ho provato di tutto: zainetti, marsupi, fasce... ma usare quest'ultime non è affatto facile.

Ed è per questo che lo consiglio caldamente... un obbligo, in realtà, per chi ha gemelli o figli di età prossima, dovrebbe essere un obbligo :)

"Se desideri portare il tuo bambino in fascia ma non sai come fare, vuoi un consiglio rispetto alle posizioni o vuoi fare alcune prove insieme, puoi chiedere aiuto alla doula che ti darà consigli sui vari supporti, fascia, mei tai, fascia ad anelli. Sarà a tua disposizione gratuitamente presso il negozio C'era 2 volte, il martedì, il giovedì e il venerdì dalle 9.00 alle 12.00 (doula Olga 327-5797979 doula Marzia 333 9871669)"

immagine tratta dal sito: http://olgapasin.it/doula/portare-piccoli/

24 marzo 2014

GEMELLI

Non si finisce mai... di sbagliare, di imparare.
A volte ho la percezione di vivere in uno stato di "normalità" :) a volte invece constato che noi alla normalità non siamo destinati.
Tre dei  nostri figli sono gemelli; ed è una sperimentazione costante, continua.
Perché quando si va a dormire la sera non può esistere il momento di intimità con ognuno di loro, o la storia letta a due.
Anche adottando la solita tecnica dei turni, non avendo una camera da letto per ognuno, occorrerebbe inziare dal "primo" alle 19.30 per terminare con la messa-a-letto dell'ultimo alle 22.00.
Polemiche e lagne; perché si vogliono bene, certo. Si tutelano uno con l'altro; ma non si finisce mai (o quasi) di misurare chi ce l'ha più lungo.
Al mattino Davide patisce la sveglia; di sera non vuole dormire. E così richiede tanta ma tanta santa pazienza....
E ce la mettiamo perché ne ha un gran bisogno... ma chi non ne ha? Ci palesa Ale con i suoi modi da tirare sberle. 
Basta un attimo... quell'attimo in cui siamo tutti insieme e boom! 
Alessandro diventa un mostro.
Una smorfia, un dispetto, uno sberleffo dopo l'altro.
"Dai che facciamo tardi; su... vieni. Metti le scarpe"... e sta fermo... immobile a guardarti... lui che si veste e si rifà il letto da solo, quando vuole.
Uno tira un pizzicotto; l'altro si lamenta perché il vicino mastica i cereali a un volume troppo fastidioso... 
"Mamma, tizio ha messo le mani dentro la tazza del latte e sta  colando."
"Mamma, caio non si lava i denti, sta giocando con l'acqua".
"Smettila, smettilaaaa!!! Mamma sempronio mi da fastidio".

Metteteci anche che la mamma a volte (ormai raramente) vomita al mattino... e che non ha mai voglia di svegliarsi ... e che spesso soffre di insonnia.

Metteteci anche che la mamma se li mangerebbe di baci tutte le sere e tutte le mattine... ma tra uno screzio e una raccomandazione, di tempo poco ne resta.

Se ne usciamo sani di mente, tutti, vicini di casa compresi, ci meritiamo un premio Nobel...

ma quanto sono belli! Foto Loretta Campomaggi - non usatela!




20 marzo 2014

CERCO UN CENTRO DI GRAVITÀ PERMANENTE

Cerco di mettere a fuoco; tante cose che ronzano in testa, progetti - desideri - impegni e bambini belli con cui stare.
Oggi pomeriggio Davide inizia un percorso con una neuropsicomotricista; tre incontri individuali per cercare di capirlo e, quindi, per aiutarlo a rasserenarsi e a governare meglio se stesso.
Io sono incredula rispetto a una serie di avvenimenti di questi ultimi tempi...
Non sopporto più le parole... soprattutto quando arrivano a sproposito.
E trovo che sia una grande dote essere amici silenziosi.
Insomma... ho una gran voglia di solitudine.
Avere tanti figli, essere in molti moltiplica non di poco le conoscenze; tante mamme, tanti bambini e un mondo pieno, proprio pieno di esperienze e sapori...
Questo è fantastico! 
Molto emozionante, eccitante e istruttivo; mi piace esserci, mi piace che i miei figli si accorgano di essere circondati da "tanto" e sono contenta quando riusciamo a essere rete per altre famiglie.
Essere in tanti vuol anche dire ascoltare molto; e io cerco di farlo al meglio...
Arriva il periodo però in cui non ne posso più.
Adesso è così; mi piace, banalmente, l'allegria dell'essere tanti e questo vortice di persone che ci accompagna. 
Ma se il sorriso viene scambiato (sempre) per agio (in tutti i significati che può assumere) e autorizza a impacchettare me, la nostra vita e le nostre scelte, etichettando e classificando, allora no... non ho più voglia. 
Silenzio....
Francesco mi sta insegnato a non spettegolare più e a pensare bene. Ed è per questo che ho scelto di "tagliare" via: situazioni e persone.
Abbiate pazienza; piccole grandi delusioni che mi portano a riflettere...

Gli amici che perdurano nella nostra vita, anche a distanza, sono piene di tanta bellezza, non c'è dubbio...
Perché tempo per parole vuote, chiedo scusa, non ne abbiamo ... che già si fanno i turni in auto e a tavola per raccontare parte della nostra giornata...

Una persona un giorno mi ha scritto: "Durante i giorni che siamo stati a Torino ho avuto modo di passare tantissimo tempo con nonno, cosa che non facevo da tanto tempo. Abbiamo parlato, chiacchierato, mi ha raccontato tante cose di quando i figli erano piccoli, dei tanti lavori e sacrifici. Lunedì mattina poi, in piazza Castello, ha ricevuto una telefonata da un signore che seguono con la Caritas; ha una storia di sperpero e gioco d'azzardo alle spalle e che secondo me, dalla conoscenza che ho, è decisamente troppo esigente e troppo poco riconoscente, come se tutto gli fosse dovuto pronto e servito. Ne parliamo e discutiamo, ed esprimo la mia opinione, lui mi guarda, e con una semplicità unica mi dice "Sai, c'è sempre una ragione dietro la povertà di una persona, ma non sta a noi dover giudicare, noi dobbiamo aiutarlo perché povero"... io sono rimasta di sasso. 
Ti giuro me l'ha detto con una serenità e "nobiltà" che mi hanno veramente colpito".




18 marzo 2014

PAROLE PAROLE PAROLE...

Tante cose da raccontare; alcune tristi e deludenti ma perlopiù stimolanti e allegre...
Arrivo!
Riprendo fiato dopo la fatica di queste interminabili (e calde) giornate e arrivo :)

6 marzo 2014

GIUSTO O SBAGLIATO

Negli anni della scuola materna a Francesco spesso "sparivano" giochi; è capitato che io abbia telefonato alle rispettive mamme per chiedere la restituzione del maltolto.
In prima elementare, l'anno scorso, è capitato che io abbia scritto ad altre mamma per avere informazioni su "altre" versioni degli stessi fatti; Francesco ha più volte domandato di poter regalare giocattoli o simili ai bambini un pochino più "carismatici" della classe, così "almeno posso giocare con loro".
Quest'anno è sempre tornato da scuola con gli stessi giocattoli e libri con cui è uscito al mattino.
A volte, con nostra grande soddisfazione, i bambini si sono prestati le loro cose, rispettando i patti e la parola data.

E poi inizia la stagione delle figurine; dal nonno Francesco ha in dono l'album e un cospicuo mazzo di bustine da aprire. Come dire di no a un nonno, l'unico, anziano, dolce che purtroppo vediamo meno di quanto vorremmo?
Noi, dal canto nostro, ne compriamo al massimo uno la settimana; due se arriva qualche 10 sul quaderno e qualche nota di merito vestita da faccina con il sole.
Un giorno Francesco arriva a casa con delle figurine; ipotizzo una dozzina...
Inizia l'interrogatorio... Giura di dire la verità ma i suoi occhi dimostrano altro; e glielo faccio notare: se lo guardo dritto in viso io capisco alla perfezione se c'è qualcosa che non va nelle sue parole...
Di per sé quello che sento da lui è verosimile: i genitori di S. seguono molto il calcio e ai miei occhi è un bambino più intraprendete di Franci.
Così faccio passare qualche giorno e scrivo alla mamma di S., il bambino che secondo Franci ha regalato di sua spontanea volontà.
E quindi quello che è emerso nelle indagini, confermato anche da Franci, è: S. voleva giocare con la battaglia navale magnetica di Francesco e "in cambio" gli ha dato le sue figurine.
Questo è accaduto circa da un mese e mezzo. 
Dico alla rispettiva mamma che non mi piace, che il giocare non si baratta; come scrive lei per prima, è stato uno scambio, ormai è andata, non importa, non ti preoccupare...
Al mio figliolo faccio notare che ci ha mentito; da quel momento in poi niente più figurine di altri bambini in questo modo. Gli permettiamo di scambiarle, senza fare pasticci: esce da casa con tre e ritorna con tre.

Suggerisco di portare un altro dono al compagno di classe; e così scegliamo insieme un bel mazzo di carte dei supereroi, quelli della Coop, che tanto fanno impazzire i bambini. 
Franci le sceglie, le prepara, mette un elastico; ma no, S. non le ha volute perché "non gli interessano, non le colleziona". 
Gli offre i suoi doppioni (con un pacchetto ogni sette giorni non ce ne sono molti) ma no, quelle le ha già.
S. rivuole le sue...

Non importa, non ne abbiamo più parlato; chiarito con la mamma, per me tutto è andato a posto. Teniamo sotto controllo la faccenda. Un giorno ha barattato una parte della merenda con una figu di P. ma mi sembra senza strascichi... 
Fine della storia; basta... non ne voglio sentir parlare...

Invece no; S. rivuole le sue figu, quelle che Franci ha già attaccato sull'album.
Ieri è uscito da scuola, alle 16.30, è corso incontro a Danilo e preoccupatissimo gli ha detto: "S. mi ha detto che o gli do 7 euro o stacco le sue figu dall'album e gliele ridò".
Ne parlano tra di loro; ci vorrebbe un miracolo per far interagire Danilo con altri genitori, e così la patata bollente ieri sera, dopo la piscina e l'arrampicata, arriva a me.
Con santa pazienza e una gran dose di voglia di mediazione, telefono alla mamma di S.
Perché a me, di istinto, mi viene voglia di scegliere un piccolo regalo per lui, insieme a Franci, che non è un "pagare" ma uno scambiare-scusa-facciamo pace.
La mamma di S. mi dice che dopo l'accaduto ha impedito al figlio di portare figurine a scuola, che quello che è fatto è fatto, che ci sono bambini più furbetti (!!!) e altri meno... E che col passare del tempo S. ha iniziato a essere molto arrabbiato per questa storia.
Però non vuole, questo mi piace moltissimo e lo condivido, che i bambini parlino di soldi: "se da piccoli acquistano questa abitudine, da grandi saranno i classici adulti che ragionano solo con la moneta".
Mi ha ripetuto più volte di stare tranquilla; le ho proposto un piccolo regalo ma mi ha detto di prendere un paio di pacchetti di figu per S. per chiudere questa faccenda tra di loro e farlo contento.
Io lo faccio ben volentieri, anzi, lo abbiamo fatto; stamattina abbiamo preso tre pacchetti prima di andare a scuola.
Questa è una mamma che, pur nelle notevoli differenze tra età e stile di vita, mi è simpatica e con la quale sento affinità. Come faccio con gli altri "adulti" amici che vivono vicino ai miei figli, le chiedo di tenermi informata su eventuali faccende non "corrette" di Franci... a me sembra normale, non vi pare?
Per noi "di casa" Francesco è un bravo bambino, corretto, educato... non racconta bugie, in genere, ma questa volta è scappata...
Io di lui, onestamente, penso bene... Mi bastano gli occhi... Però... sono bambini e vai a sapere. 
Insomma: se i miei figli fanno minchiate, qualcuno me lo vorrà dire, no?
Questo ragionamento non è stato speculare...
Sono solo io che voglio essere certa che crescano bene?
E non è una faccenda di numeri... avendone quattro, ho bisogno che mi si aiuti a osservarli (!!!).
Lo farei anche con uno solo... 
Secondo interrogativo che pongo a me ed estendo a voi; quando l'anno scorso Francesco era "fregato" (me lo concedete?) raramente sono arrivate delle "scuse"; "non si fa, mi raccomando, i bambini non sono cattivi, hanno solo brutte abitudini... manda giù il rospo e guarda avanti...".
Che lui abbia imparato a nuotare, non è che ci dispiaccia così tanto; insomma... anche il barattare il suo giocattolo di società per ottenere delle figu, è una strategia! Io non glielo dico però è un modo per poter stare in un luogo non facile con bambini non sempre facili.
Stamattina abbiamo comprato i tre pacchetti e, onestamente, ho ammesso che non so se è giusto o sbagliato farlo... però in questo modo chiudiamo con le richieste, facciamo contento S. e quindi entrambi si sentiranno più liberi di giocare insieme... 
Cosa è che non mi piace non lo so; però io con sta storia ho chiuso!
Speriamo in bene...

Franci e io ci siamo salutati con il nostro solito sorriso, a distanza...