7 gennaio 2014

NON COME APPARE



Ogni sera penso alle rubriche di questo spazio... e mi mancano moltissimo.
Mi manca la progettazione settimanale dei contenuti (mai rispettata!); mi manca l'appuntamento quotidiano.
Non so bene cosa sia successo; me lo sto domandando... d'istinto viene da pensare che tutte le difficoltà "gemellari" sono svanite: così non è. Oppure che non ci sono più ansie: così non è. O invece che non ho più aspettative e/o delusioni: così non è.
Non ho più voglia di parlare... In realtà, è questo.
Ho da settimane una insonnia che prima o poi mi sbriciolerà; sì, perché un conto è non dormire quando non si lavora e si portano i figli a scuola, un conto è quando la macchina della quotidiana "normalità" è a regime.
In questo periodo mi sembra di sentire, mio malgrado, tanto pettegolezzo. E sento anche la non-simpatia che nutrono alcuni nei nostri confronti... 
Con alti e bassi, faccio fatica.
Facciamo fatica... A me non sembra di fare bene. Guardo queste giornate di vacanze e, nonostante abbiamo concesso molto e sgridato altrettanto, nonostante ci sembra complessivamente di essere stati tutti bene, mi segue sempre la sensazione di non fare "abbastanza". 
Si alimenta quando uno di loro non vuole vestirsi e uscire ma gli altri sì, quando non si dorme e poi si diventa maneschi con i fratelli, quando non si sa a chi dare retta per primo, quando ti accorgi che alla fine nell'attesa uno dei quattro ha persino dimenticato cosa voleva da te.
Noi non siamo la famiglia felice come le tante descritte sul web dalle mamme.
A fatica si conduce un pasto in armonia: uno fa le smorfie a quello che ha di fronte, l'altro gli stuzzica un piede, l'altro schifa il cibo che ha divorato il giorno prima; e poi, chi non ha almeno un figlio che deve cagare proprio durante la cena? Quando poco di questo avviene, si intrecciano tre o quattro dialoghi in contemporanea, a coppie o da soli... come se fossimo a una tavola calda.
Di tempo insieme ne abbiamo passato abbastanza, in questo periodo natalizio. Ma cosa vuol dire? Spesso che siamo stati vicini... Ognuno a fare le proprie cose: chi stende e riordina, chi disegna, chi dorme, chi gioca, chi monta la sesta confezione di Lego... A me sembra bello; non sufficiente ma bello.
Ma a loro?
Forse sono tutte pippe mentali da rientro, forse è l'insonnia... è che a volte non li vedo così felici come vorrei.
Li ritengo fortunati (in salute e con un tetto)... ma a volte, ripeto, mi domando se meglio di così non si possa proprio fare...
Quando si comprende che le strategie, lo stare insieme, le scelte del tempo da condividere e quello da conservare gelosamente, ... sono per il bene loro e non per il nostro?

2 commenti:

  1. Io credo che voi facciate tutto il possibile e più che a sufficienza.
    In questi giorni mi sono spesso chiesta se non sia un errore quello che faccio io, cercando di dedicare tempo al nano e solo a lui. Perché a lui non basta mai è spesso diventa più capriccioso ed insofferente, mentre se faccio altro e lo lascio giocare tranquillo, dopo un po' di lamentele, chiacchiera, canta e mi sorride felice. Forse viviamo troppo per loro, mentre una volta si viveva solo per gli adulti e si curavano i bambini solo per l'aspetto accudimento...forse avere più figli costringe semplicemente a non esagerare con le attenzioni, perché un eccesso e' come il difetto, come tutti gli estremi: fa male.
    Quanto ai pettegolezzi, non so perché spettegolino su di voi ma se può consolarti, anche nella mia cerchia c'è chi critica tutto, dalla scelta del bilinguismo al fatto che è un figlio solo ( come se fosse sempre solo una scelta!!!), al fatto che io cerchi di stare in ufficio a lavorare il più possibile perché ho da fare, anche durante le feste, alla circostanza che non mi piace cucinare ma dico di no a patatine fritte e dolci tutti i giorni ecc. ecc.
    Insomma, vai avanti e non ti curare di loro!!!

    RispondiElimina
  2. Carissima... ti rispondo alla ventesima volta che ri-leggo ciò che mi hai scritto... Grazie! hai espresso in sintesi e punto dopo punto cose che penso... ma che ultimamente sono incasinate in testa come dentro a un frullatore.
    Hai ragione, hai ragione... vedo mamme in crisi che in realta si curano molto (solo?) dei figli.. e spesso mi domando se non sia il caso di imparare "a lasciar perdere"...(parlo per prima di me)... voi come state? Ti ringrazio tanto per il tempo e i pensieri che condividi qui :) a presto

    RispondiElimina