27 gennaio 2014

PIANGERE SENZA MOTIVO

Pagine e link in abbondanza...
Sono confusa, parecchio. E così comincio a piangere, quando posso, senza far danni...
Una visita dalla neuropsichiatra per parlare di Davide, prenotata.
Influenza di Ale passata.
Auto nuova arrivata.
Un conto in banca che proprio non vuole mettersi in quadro e un continuo bisogno di chiedere soldi per arrivare alla fine del mese.
Sì, questo mi crea disagio; ho sempre supercalcolato e preventivato anche l'impossibile... e adesso, se voglio far andare Chiara in piscina, devo chiedere un prestito...
Certo, non muore nessuno se la piscina si interrompe; il cibo e un tetto lo abbiamo...
Però stiamo tagliando anche le piccole cose...
Ripeto... siamo nella media :) e a volte anche sopra. Sono a disagio però...
Lo sono tanto; è come se fossi in una fase irreversibile di sfascio...
Io con il part time sto meglio e posso avere qualche attenzione in più per i miei ragazzi. 
Proprio non si può tornare indietro però, almeno per qualche anno.
Ieri sera ho iniziato a riordinare in un album alcune stampe degli anni passati, un lavoro che è lì fermo da mesi.
Prendo in mano le foto del mio babbo, penso a tutte quelle piccole grandi cose dei suoi ultimi mesi e poi ricordo le domeniche degli anni passati; fantastico un pochino su come sarebbe oggi vederlo in mezzo a tutti questi nipoti.
Poi dispenso coccole e rassicuro i turulli su ogni minimo e piccolo aspetto delle loro e nostre vite.
A letto, anziché intrecciare collane o dormire, mi pianto a guardare prima "Braccialetti rossi" e poi "Arrivederci ragazzi"... e inizio a piangere... e penso che me le cerco...



23 gennaio 2014

TRAM PER IL COMPLEANNO

A dicembre Francesco è diventato un settenne.
Per festeggiare il suo compleanno quest'anno non avevamo voglia di stare chiusi in una stanza, nonostante la stagione fredda.
I turulli sono grandi; andare a spasso per Torino ci piace tantissimo.
Per festeggiare con alcuni amichetti suoi e alcuni amichetti nostri, abbiamo pensato di organizzare una gita sul tram storico, il 7.
Partenza da Piazza Castello e percorso circolare, passando dal centro di Torino.
Appuntamento ore 10 e a seguire cioccolata calda e caffè in via Garibaldi, rigorosamente offerti dal festeggiato ;)
Grazie al bel sole che ci ha accompagnato, alla pazienza di Danilo, all'aiuto delle altre mamme che hanno distribuito con noi la cioccolata e qualche biscotto, la mattinata è volata via, con serena e spensierata allegria.
Niente fatica per organizzare, niente casa stravolta, tutto il piacere di stare in compagnia.







20 gennaio 2014

E SE NELLA CLASSE DI TUO FIGLIO TROVI UN BULLO?


"Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo (...) è caratterizzato da tre fattori che permettono di discriminare tale fenomeno da altre forme di comportamento aggressivo e dalle prepotenze. Questi fattori sono: l’intenzionalità - il comportamento aggressivo viene messo in atto volontariamente e consapevolmente.
La sistematicità - il comportamento aggressivo viene messo in atto più volte e si ripete quindi nel tempo.
L’asimmetria di potere - tra le parti coinvolte (il bullo e la vittima) c’è una differenza di potere, dovuta alla forza fisica, all'età o alla numerosità quando le aggressioni sono di gruppo.  La vittima, in ogni caso, ha difficoltà a difendersi e sperimenta un forte senso di impotenza.

Bullismo diretto: comportamenti che utilizzano la forza fisica per nuocere all'altro. In questa categoria sono presenti comportamenti come picchiare, spingere, fare cadere, ecc.

Bullismo verbale: comportamenti che utilizzano la parola per arrecare danno alla vittima. Ad esempio, le offese e le prese in giro insistenti e reiterate.
Bullismo indiretto: comportamenti non direttamente rivolti alla vittima ma che la danneggiano nell'ambito della relazione con gli altri. Sono comportamenti spesso poco visibili che portano all'esclusione e all'isolamento della vittima attraverso la diffusione di pettegolezzi e dicerie, l’ostracismo e il rifiuto di esaudire le sue richieste. 

Bene... e se in mezzo agli "amichetti" dei vostri figli ci fossero dei bulli?
Siamo capaci di valutare e leggere nel modo corretto gli eventi?

Durante questa settimana ho avuto modo di guardare alcune mamme (tra cui la sottoscritta) con la testa inzuppata di problemi legati ai figli: dubbi, preoccupazioni, incertezze sulle scelte e i comportamenti migliori da adottare... 
Tutte le volte mi ripeto che forse stiamo sbagliando: troppo cerebrali, siamo troppo cerebrali...
Poi ascolti una mamma al telefono;  i racconti di come si comportano certi bambini che a te non sono mai piaciuti (forse non ti sono mai piaciuti i genitori)...bambini che stanno con tuo figlio più di quanto ci stia tu e ... e allora si  riavvolge il nastro e si torna al punto di partenza.

Per approfondire, propongo il seguente link  http://www.smontailbullo.it/webi/
Ci troverete molto materiale tra cui bibliografia e filmografia...
Un punto di partenza, magari anche a scuola: proiettare o leggere qualche storia a tema.




14 gennaio 2014

LEGGERE L'OROLOGIO

Spulcio vecchie prove Invalsi e mi accorgo che è giunto il momento di imparare a leggere l'orologio :)
Come sempre non si riesce a tenere il ritmo della mia mente (ossia a fare tutto ciò che vorrei).
Guardo in rete e trovo questa applicazione da installare; gratuita e molto leggera, la scaricate da qui http://www.nonsoloscuola.org/software/software.htm e in una valanga di altri siti.

Il nome è EASY CLOCK.

Nelle note del programma trovo queste note; sono di qualche riga ma molto carine :)
"Nessuno sa quando e da chi è stato inventato l'orologio. Uno dei primi orologi meccanici fu realizzato dall'italiano Giovanni Dondi nel 1365. La parola "orologio" deriva dal latino "horologium" (= misuratore dell'ora). La parola "ora" deriva dal latino "hora" (= spazio di tempo). La parola "minuto" deriva dal latino "pars minuta", la parola "secondo" dal latino "pars secunda". L'origine della parola "ora" è forse nella parola egiziana "Oros" (= dio sole). Il senso antico originale di "ora" sarebbe dunque "lo spazio di tempo in cui compare il dio Sole". Gli Egiziani, circa 4000 anni fa, dividevano questo spazio di tempo (il giorno) in dieci ore, più un'ora all'alba e un'ora al tramonto. Gli astronomi Babilonesi, mille anni dopo, presero questo sistema di 12 ore perché si inseriva benissimo nel loro sistema di numeri "magici". I Babilonesi misuravano la durata di un anno esattamente in 360 giorni: ogni giorno il Sole avanzava nel cielo di un grado, sino a compiere il giro di 360° (il simbolo ° rappresenta ancora oggi il sole). Il numero 360 era dunque un numero molto importante, ed erano importanti e magici tutti i suoi sottomultipli, in particolare il 6 e il 60. Anche il numero 24 era importante, perché contiene come sottomultiplo il 6 e perché moltiplicato per 12 dà 360...
Per questo motivo, a partire da circa il 1300 a.C. il sistema delle 12 ore (12 ore di giorno + 12 ore di notte) è stato approvato dagli astronomi Babilonesi e pian piano è diventato il nostro sistema.
La magia del numero 60 spiega anche perché in un'ora ci sono 60 minuti e in un minuto 60 secondi...
Con questo sistema, il giorno "sale" dalla prima alla sesta ora (360 minuti), e "scende" dalla settima alla dodicesima (360 minuti); lo stesso fa la notte.
E la storia non finisce qui: per i Babilonesi ogni ora del giorno era dedicata ad uno dei sette "pianeti" allora conosciuti: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno. La prima ora del giorno dava il nome al giorno. Per questo motivo Lunedì deriva da Luna, Martedì da Marte, Mercoledì da Mercurio, Giovedì da Giove, Venerdì da Venere, Sabato da Saturno, Domenica dal Sole. Nella lingua italiana si sono perse le "dediche" del Sabato a Saturno e della Domenica al Sole, ma queste si conservano ancora in inglese (Sabato = Satur-day, Domenica = Sun-day). Da questo sistema di dediche deriva la parola "oroscopo", che significa "guardare l'ora", cioè, più precisamente, guardare a quale pianeta è dedicata una certa ora (ad esempio: l'ora in cui uno è nato)."

Ho installato Easy Clock e lo trovo ben fatto perché riesce visivamente a rappresentare il trascorrere delle ore con il passare della giornata.

8 gennaio 2014

LA TUA DOULA IN NEGOZIO



Abbiamo sempre gironzolato per negozi dell'usato; per un paio di anni mi sono divertita molto a "Mercante per un giorno"... dove ho venduto le cose più disparate e conosciuto personaggi buffi.
Ho visto aprire e chiudere negozi dell'usato per bambini senza capirne bene il motivo; da me, al Motovelodromo, hanno comprato tante mamme, spesso mi hanno addirittura cercata per essere certe non mancassi all'appuntamento.
Nel nostro quartiere sento ormai da un anno dire con frequenza: sei passata in quel nuovo negozio in Corso Peschiera, usato per bambini?
Così ci sono andata... "C'era 2 volte. La favola del riuso" http://www.cera2volte.it/
E effettivamente ho capito le "differenze" rispetto a locali analoghi che hanno avuto vita breve.
Il luogo è bello! Accogliente, pulito! Non si sa perché la maggior parte dei negozi che si occupano di usato debbano essere polverosi.
Si trovano giocattoli e abbigliamento di buona - ottima qualità. E i libri sono praticamente nuovi! Una fila di Geronimo Stilton da far girare la testa! :)
Abbiamo comprato qui gli sci usati per me e Franci; mentre la settimana precedente un bel sacchetto di Gormiti... 
In quella occasione ho conosciuto una Doula che mi ha parlato degli incontri che si svolgono nel negozio : il cerchio delle mamme in gravidanza, un momento per condividere, scambiarsi esperienze, conoscenze, emozioni e fantasie "in un clima di sorellanza e con una certa dose di ironia... Insieme, con la forza del cerchio, si lasciano emergere le capacità innate delle future mamme".
Gli incontri si svolgono nel negozio, in Corso Peschiera 183/d dal mese di gennaio; il costo è di 8 euro.
Tisane e biscotti rendono più fluido e facilitano il colloquio :)

Mi sembra una opportunità da pubblicizzare; innanzi tutto per la gradevolezza del luogo e poi perché far parte di un gruppo di auto-mutuo-aiuto fa bene.

Sul sito del negozio trovate dettagli, numeri di telefono e informazioni su Doula Olga e Doula Marzia.









7 gennaio 2014

NON COME APPARE



Ogni sera penso alle rubriche di questo spazio... e mi mancano moltissimo.
Mi manca la progettazione settimanale dei contenuti (mai rispettata!); mi manca l'appuntamento quotidiano.
Non so bene cosa sia successo; me lo sto domandando... d'istinto viene da pensare che tutte le difficoltà "gemellari" sono svanite: così non è. Oppure che non ci sono più ansie: così non è. O invece che non ho più aspettative e/o delusioni: così non è.
Non ho più voglia di parlare... In realtà, è questo.
Ho da settimane una insonnia che prima o poi mi sbriciolerà; sì, perché un conto è non dormire quando non si lavora e si portano i figli a scuola, un conto è quando la macchina della quotidiana "normalità" è a regime.
In questo periodo mi sembra di sentire, mio malgrado, tanto pettegolezzo. E sento anche la non-simpatia che nutrono alcuni nei nostri confronti... 
Con alti e bassi, faccio fatica.
Facciamo fatica... A me non sembra di fare bene. Guardo queste giornate di vacanze e, nonostante abbiamo concesso molto e sgridato altrettanto, nonostante ci sembra complessivamente di essere stati tutti bene, mi segue sempre la sensazione di non fare "abbastanza". 
Si alimenta quando uno di loro non vuole vestirsi e uscire ma gli altri sì, quando non si dorme e poi si diventa maneschi con i fratelli, quando non si sa a chi dare retta per primo, quando ti accorgi che alla fine nell'attesa uno dei quattro ha persino dimenticato cosa voleva da te.
Noi non siamo la famiglia felice come le tante descritte sul web dalle mamme.
A fatica si conduce un pasto in armonia: uno fa le smorfie a quello che ha di fronte, l'altro gli stuzzica un piede, l'altro schifa il cibo che ha divorato il giorno prima; e poi, chi non ha almeno un figlio che deve cagare proprio durante la cena? Quando poco di questo avviene, si intrecciano tre o quattro dialoghi in contemporanea, a coppie o da soli... come se fossimo a una tavola calda.
Di tempo insieme ne abbiamo passato abbastanza, in questo periodo natalizio. Ma cosa vuol dire? Spesso che siamo stati vicini... Ognuno a fare le proprie cose: chi stende e riordina, chi disegna, chi dorme, chi gioca, chi monta la sesta confezione di Lego... A me sembra bello; non sufficiente ma bello.
Ma a loro?
Forse sono tutte pippe mentali da rientro, forse è l'insonnia... è che a volte non li vedo così felici come vorrei.
Li ritengo fortunati (in salute e con un tetto)... ma a volte, ripeto, mi domando se meglio di così non si possa proprio fare...
Quando si comprende che le strategie, lo stare insieme, le scelte del tempo da condividere e quello da conservare gelosamente, ... sono per il bene loro e non per il nostro?