19 novembre 2014

DISLESSICO

Non ci serve un foglio di carta per capirlo... e neanche una valutazione ufficiale... Davide è dislessico.
E non mi chiedete le sfumature; il tipo di dislessia, se è più disgrafico o dislessico o disminchico (come dico ultimamente).
Non è una malattia infettiva e neanche un segno di scarsa intelligenza ecc...
Tutte le so, queste faccende, tutte.
Le so tutte; come so che fortunatamente ce ne siamo accorti adesso (anche se secondo la mia opinione l'anno scorso di segnali ne avevamo già abbastanza... ma non siamo stati ascoltati attentamente).
So che siamo circondati da persone amiche e competenti; so che di aiuti ce ne sono di tante misure.

davide - agosto 2014 - questa foto non si usa, è mia
Però... sentire crescere la sua tristezza e vedere nei suoi occhi la frustrazione fa star male.
Sono la sua mamma... e quindi concedetemi il rammarico e il senso di vuoto che a tratti, in solitaria ovviamente, mi fanno scendere qualche lacrima (per chiarimenti, vedere Finardi, Le donne piangono in macchina).
I suoi pianti a scuola aumentano; nonostante la bravura degli insegnanti, Davide sa che non riesce a fare quello che stanno tutti facendo (compresi i suoi fratelli gemelli). 
Io, con lui, ho una confidenza crescente. Parliamo di ciò che non riesce a fare e lascio che si senta libero...
Con Chiara e Ale invece no, non sto facendo bene.
Perché non li stimolo a leggere e a essere orgogliosi e a ostentare le conquiste scolastiche...una sensazione di imbarazzo mi blocca.
Fortunatamente Davide non dorme in camera con loro; questo permette di avere qualche minuto personale e singolo.
Certamente non sto incitando Alessandro e Chiara nella lettura, cosa che li sta emozionando e che cercano con forza di fare con noi.
Non ho segreti con i turulli, non ne ho mai avuti. Gestire la gelosia di Alessandro, il nervosismo di Chiara, i cambiamenti di Franci (e le tamarrate dei suoi compagni che iniziano a parlare di sesso), il mondo diverso e complesso di Davide, mi sta prosciugando.
Tutto questo mi sta (nuovamente) mettendo alla prova. E a volte mi sento sola e impaurita.
Martedì 25 novembre il primo di non-voglio-neanche-immaginare-quanti colloqui.
Un nuovo capitolo...



14 novembre 2014

ESPERIENZA CREATIVA CON CRAYOLA

articolo sponsorizzato

Ciao a tutti!
Anche quest'anno noi Ferreri abbiamo testato alcuni prodotti Crayola.
Ricordate questo articolo? Anche in questo caso ci siamo divertiti tantissimo!
I prodotti che ci hanno inviato sono questi:
- laboratorio pennarelli
- charms mania
- color spray

I nostri ragazzi crescono e le attività per il tempo libero fortunatamente cambiano con loro.

Partiamo dalla fabbrica di pennarelli.




 



Ho apprezzato molto la tabella inserita nella confezione dove comprendere le mescolanze; tot parti di un colore e tot parti di un altro colore permettono di ottenere quella particolare sfumatura.
La comprensione è immediata, anche per bambini piccini.
Ai nostri turulli è piaciuto molto poter scegliere, per esempio, di avere a disposizione pennarelli del loro colore preferito (in genere ne hanno uno per ogni confezione).
Le etichette a disposizione hanno dato modo di personalizzare e individuare le loro creazioni.
Il materiale permette di divertirsi e di avere pennarelli dei colori necessari senza sporcare o fare danni in casa.
Nel sito Crayola trovate le informazioni sui kit per i ricambi.
VOTO della famiglia: 8

La fabbrica della perline... ufficialmente charms mania :)








Questo lavoro è per bimbetti forse un pochino più grandi dei nostri perché a mio avviso merita un progetto, un disegno dei gioielli che si vogliono ottenere. La confezione è ricca e ben curata ed offre molte possibilità (dal colore alla forma alla decorazione).
Trovo sia adatto soprattutto per trascorrere in modo gratificante e allegro intere giornate a casa.
VOTO della famiglia: 7 1/2

E infine....
l'aerografo :) o color spray!
Indiscutibilmente dei tre è quello che ci è piaciuto di più! Molto bello, utile, ben curato e soprattutto... senza pile!
Si può usare su carta o su stoffa (cambiando il tipo di pennarello) e si può ottenere l'effetto dell'aerografo.
Il colore "a spruzzo" ai ragazzi è piaciuto molto; a noi adulti anche perché è un bel modo per lavorare assieme (uno carica l'aria e l'altro disegna e poi si ruota).
In prossimità del Natale, ho già iniziato a immaginare magliette che possono disegnare loro stessi, da regalare agli amichetti, personalizzando l'augurio.
Pensavo alla squadra di calcio dei giardinetti.... fare un logo e colorarlo con l'aerografo... una maglietta per tutti!
E infine agli addobbi per la casa :)
Molto molto bello e ben curato il corredo.
VOTO della famiglia: 10











25 settembre 2014

TUTTO NUOVO

Nulla, non mi viene in mente nulla di rilevante che in questo momento resti immutato...
Danilo, dopo 34 anni da precario a Torino, è passato di ruolo! 
Sì; innegabile, siamo contenti... non che non avesse già un contratto a tempo indeterminato... lo aveva. 
Non come docente... però. E lui, in realtà, docente lo è, da sempre.
In questi anni il suo amor proprio, messo a dura prova dalle vicende della vita, più di una volta, ha retto grazie agli incarichi nelle Accademie di Belle Arti.
Però... è passato di ruolo a Ciriè; scuola nuova, assenza di laboratori di stampa dove esercitare la sua professione, zero continuità con gli anni precedenti. Nonostante tutti siano concordi con la poca efficacia di questa sistemazione, nulla si è potuto fare.
Esce di casa alle 6.20, torna molto tardi; i costi per gli spostamenti triplicati e i turulli che ogni mattina lo vorrebbero vedere.
Io, dopo sette anni, ho nuovamente accettato una supplenza come ITP (insegnante tecnico pratico) di fotografia; vorrei, come sempre, divertirmi... quante cose da proporre ai ragazzi... ma meglio frenare, per prudenza e per adeguamento (?) ai colleghi che di entusiasmo, diciamo, ne hanno meno.
In realtà, può sembrare un assoluto errore, l'unica vita a cui sono realmente interessata è quella di casa nostra, dei miei ragazzi in particolar modo.
Una nuova attenzione, una nuova vita.... un nuovo modo da rimettere in piedi per stare assieme.
La fatica è tanta; emotiva soprattutto.
Da ascoltare, in quattro modi diversi; da capire senza parole, in quattro modi diversi, da aiutare e sostenere in quattro modi diversi.
A volte mi sento mangiata sino alle ossa; risucchiata totalmente.
Manca il tempo e anche quello è da gestire in modo differente; Francesco farà uno sport all'interno della scuola; al lunedì, entrerà alle 8.30 e uscirà alle 18.
I turulli piccoli per ora non avranno impegni pomeridiani; se vorranno, qualche attimo a giocare in oratorio o ai giardini; per il resto, il tempo adeguato per raccontare, parlare con i fratelli, avere coccole da mamma e mapi, lavarsi, organizzarsi portapenne e zainetto...
Alle 20.30, in settimana, tutti e tre a nanna, altrimenti non si reggono i tempi lunghi e faticosi della scuola.

Stiamo abbastanza bene anche se, per tenere a freno l'ansia, ho bisogno di stabilità; e in questo momento tutto è il contrario di tutto.
I turulli piccoli sono stupendi; la fatica per adeguarsi alla scuola è notevole... ma stanno manifestando una capacità di adattamento invidiabile, ai miei occhi.
Franci è un ometto, così dicono anche le maestre...
Aiuta i tre piccoli a scuola, con il materiale e gli spostamenti; a volte suggerisce loro alcuni comportamenti adeguati per venirne fuori vivi...
Sto imparando davvero tanto, da loro; purtroppo non sempre mi basta per preservare uno stato di serenità costante.


18 settembre 2014

STREET STYLE 2014

Sto facendo così tanta fatica ad abituarmi alla nuova situazione della nostra famiglia, che non riesco a parlare... a dire il vero, non ne ho neanche tanta voglia... e questo accade di rado. 

Così vi segnalo due iniziative molto carine per uscire di casa nel finesettimana, a Torino. Noi, pensando a Giulia che si sposa (ma che è troppo lontana), ne approfitteremo. 


Due  giorni, in piazza Castello, per guardare, imparare, conoscere alcuni sport di strada.
Come accade in queste occasioni, ci sarà (coda e tempo permettendo) la possibilità di provare gratuitamente le varie discipline.
Sul sito potete scaricare, attività per attività, il programma dettagliato.



E poi l'anteprima del Festival Internazionale del Teatro di Strada di Torino, dal 19 al 21 settembre.
Aspettando la Torino "capitale europea della bolle di sapone", un assaggio in differenti punti della città.


Sul sito, dettagli degli eventi; vi segnalo però: 
- sabato 20 settembre, 16.30 - 17.30, al Parco Ruffini, Laboratorio di Bolle di sapone giganti, speciale bambini. 

8 settembre 2014

CON GLI OCCHI CHE VI BRILLANO, DITEMI...

A me sono venute le lacrime agli occhi...
Perché io, nonostante tutto, ci spero ancora.
Perché tra pochi giorni tre dei miei quattro figli iniziano la prima elementare e vorrei, per loro, tutto questo...
Vorrei sentissero nella loro pancia, il rispetto e la riconoscenza...

Dedico queste righe ai nostri figli che crescono...

foto loretta campomaggi

IL PRIMO GIORNO CHE VORREI 
La lettera aperta agli insegnanti scritta da Alessandro D'Avenia, ex studente, poi professore e scrittore

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. (...)
Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo, quest’anno scolastico. 
Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io?
(...) Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini. Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.
E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete, ditemelo. 
Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri. Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno. Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano.
Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.
Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate solo l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi. E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò.

3 settembre 2014

6 ... 6

Foto Loretta Campomaggi - Serra San Quirico agosto 2014

La vacanze sono finite da molti giorni ormai...
E io, come ogni anno, mese, settimana e quasi giorno, guardo le fotografie dei nostri momenti insieme con un pizzico di nostalgia.
Dovrebbe prevalere l'entusiasmo e la gratitudine... ma non sempre ci riesco.
Fischietto per far finta di nulla; in realtà mi sto agitando per l'inizio della scuola primaria dei turulli piccoli.
Sabato sei ne compiono sei... di anni.
E stanno diventando ometti; la scuola, i bambini, li cambia proprio tanto...
Cerco di immaginarli; cerco di capire come organizzare le nostre vite e la nostra quotidianità in mezzo a questi cambiamenti.
I "salti" non sono facili; e certo l'estate non è stata delle migliori.
Nonostante il nostro impegno per pianificare i due mesi estivi e il rientro al lavoro, le cose hanno preso troppo spesso pieghe diverse. 
Dalla casa in affitto nelle Marche che all'ultimo è svanita, al lavoro di Danilo; dai propositi di "recupero" con Davide al trascorrere tempi separati con i nostri figli.
La nostra estate è stata insolita... ma forse, complice il tempo, è stato così per molti.

Certo è che se vogliamo garantire ai nostri ragazzi uno stare insieme di qualità, noi adulti dobbiamo rivedere il nostro stile di vita, prendendoci più cura del nostro spirito e del nostro corpo. Come fare, francamente, non lo so... :-) ma conto di capirlo presto e metterlo in pratica.


16 luglio 2014

NONZA

Eccoci qui!
La settimana in Corsica è stata una esperienza bellissima!
Per me era un test- prova-esame... il cui esito è stato positivo.
Ci siamo riposati, abbastanza, abbiamo fatto piccole ma anche più impegnative gite... abbiamo guardato, annusato, ascoltato....
Paesaggi mozzafiato e gente di tutti i generi; odori della macchia mediterranea, una nuova lingua...
Vedere Alessandro che saluta e ringrazia tutti in francese è stato proprio un godimento!
Esattamente come lo è stato vederli dormire senza esitazione in letti nuovi di una casa nuova, stare in viaggio intere giornate senza mai lamentarsi, anche quando la loro mamma vomitava ininterrottamente per cinque ore per il mal di mare...
Guardare Danilo negli occhi e capire che, come nella vita precedente, il senso del luogo nuovo, della scoperta, piccola o grande, vicina o lontana, può ancora esserci, anche con quattro figli insieme a noi.
In particolare la Corsica ci ha regalato l'agio del sentirci liberi...
Vedere i ragazzi muoversi soli, serenamente, saltare, abbandonare i braccioli, andare in mezzo alle onde con una temperatura dell'acqua diversa da quella dell'Adriatico... correre sulla spiaggia, avanti e indietro, con sti musi felici e pieni di vita.
Le partite di calcio, tre contro tre, in spiaggia.... (ovviamente io e Chiara in porta :)); la grigliata, a sostituzione del ristorante... dove noi non si va.
Insomma... pare un peccato non si riesca a far calare maggiormente questo benessere nella vita "normale" (o almeno io non ci riesco...)

La nostra vacanza è scendere a compromessi, come sempre, e come per tutti credo.
A me spiace per esempio non poter conoscere meglio un luogo anche attraverso il cibo; vorrei che i nostri turulli sin da piccoli assaggiassero e imparassero a entrare nei locali pubblici con una maggiore disinvoltura rispetto alla mia.
Però occorre scegliere; e così noi abbiamo fatto.
Si mangia a casa ma ci si concedono extra che fanno vacanza; coca e patatine, grigliata, crepes...
Una vacanza economica che ha fatto contenti tutti... proprio tutti...
Mentre son qui a ragionare sulla prossima meta (quanto mi piace!), vi racconto in breve la nostra "giornata corsa più bella".... La gita a Nonza, la spiaggia nera sul dito.
Due tragitti diversi per l'andata e il ritorno; se posso evitare di ripercorrere la stessa strada son contenta.

All'andata siamo passati da Bastia attraversando Patrimonio, per arrivare dall'altra parte dell'isola; la nostra casa si trova a Poggio Mezzana.
Ci siamo fermati diverse volte per guardarci attorno; occasione per fare anche un ripasso di storia.

 
foto Loretta Campomaggi
 
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Appena si arriva sulla costa, viene voglia di buttarsi in acqua direttamente dal finestrino.
foto Loretta Campomaggi

Per arrivare allo spiaggione nero di Nonza, si cammina un pochino; nonostante i graffi e i sassi nelle scarpe, i turulli sono stati grandiosi. 
Zainetto in spalla, tutti, ci siamo fatti conquistare dallo spazio e dal senso di apertura, dal colore dell'acqua e dal profumo dell'aria.
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Metri e metri di spiaggia deserta, ci hanno fatto spogliare e camminare con un agio solitamente sconosciuto.
Abbiamo notato che ci sono molte scritte fatte da legna e sassi, visibili dall'alto...
Così Danilo e i ragazzi si sono cimentati... e divertiti tantissimo... il primo è stato Francesco; prendi un legno e prendine altri... e mettili sopra...
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Pranzo dei nostri, al sacco... e ritorno.
foto Loretta Campomaggi

Siamo passati da St Florent; i bimbi hanno fatto una piccola pennica in auto... meglio! anche perché si è ancora camminato parecchio.
Ci siamo divertiti a scegliere, al porto, la nostra "barchetta" preferita; una domanda sopra l'altra e questo a me piace sempre un sacco (le risposte le ha Danilo....!)
foto Loretta Campomaggi
Visita e crepes (meritate) per i turulli e un caffè (finalmente) per noi.
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Il ritorno senza fretta; sempre fermandosi di quando in quando, passando per Oletta di Tuda...
A casa, alle ore 19.30, un bagno al mare in prossimità del tramonto per Davide, Francesco e papi... mentre Chiara e Ale si sono rilassati con una doccia un pochino più duratura delle altre sere...

Una giornata di armonia proprio bella!


25 giugno 2014

CI SIAMO!



Ci siamo...
ultimo giorno di scuola dell'infanzia, prima vacanza "semi-seria" dei Ferreri, saluti alle maestre, saluti ai colleghi (che non sempre tornano)... insomma... se poco poco mi conoscete sapete che le giornate sono emotivamente ingombranti.
Il caldo, la pressione in calo, qualche delusione di conoscenti che non sanno separare affari e amicizia (affidare lavori se e soltanto se i rapporti sono istintivamente sani), tanti progetti lavorativi ma nulla che va in porto... insomma, tutto questo mi rende fiacca e insonne.

I miei ragazzi però sono bellissimi!
Ma non sapete quanto! Fanno girare le balle, cavolo se riescono a sfiancarci... però sono un sogno!
E non vedo l'ora di godere della loro compagnia e presenza, del loro gioco e della loro forza.
Questo è estate... per me è il tempo non del riposo ma del ristoro con gli affetti e i luoghi che amo.

Danilo ed io abbiamo avuto mesi economicamente molto impegnativi; i debiti ci sono ancora tutti, immobili.
Ma come disse Andrea un giorno venendo a Torino, se aspetti di non averne più, starai sempre ferma.
Mesi di piccole rinunce, caffè, bar, stop persino ai kebap da asporto. Mesi in cui si paga (solo) cibo, condominio, rette scuole.
Però ci siamo riusciti! Il biglietto per un traghetto per sei lo abbiamo comprato... già da molti mesi... 
Insomma... finalmente, una apertura (nuova) e nuove cose per i turulli... i quali, ovvio, sono gasatissimi...

foto loretta campomaggi - penultimo giorno a scuola
Forse non è sempre condivisibile; la fatica quotidiana e il sacrificio in cambio di una manciata di giorni in luoghi nuovi e con una lingua nuova...

Per me è una meta raggiunta, un bel regalo per tutti noi,  un modo per crescere.