10 settembre 2013

TASCHE PIENE DI SASSI

Basta poco, qualche frase, qualche viso tirato e labbra serrate per far arrivare il cattivo umore.
Questo ho pensato, uscendo dalla nuova classe di Francesco, stamattina. Secondo piano, aula 25; le stesse pareti e gli stessi corridoi... e le stesse facce.
Tranne rare eccezioni, niente gioia, niente trasporto e emozione...
Qualche parola di rimprovero per le famiglie poco collaborative (e chi meglio di me, rappresentante uscente, lo sa)... E una nuova raccolta di soldi: 7,50 euro per 21 bambini.
Poi, il bollettino, alla posta, che per l'ennesima volta pago di tasca mia.

Nonna Maria è andata a prendere Franci alle 12.30; per fortuna, giornate brevi, per questa settimana.
Allegro e di buon umore: da scuola è uscito così e questo mi basta.
Io sono infastidita; dalle famiglie (non tutte ma molte), dai bambini con la cresta in testa (non tutte ma molte), dalle polemiche prima delle parole di saluto e di accoglienza...

Disagio. Dopo pochi minuti l'ennesimo senso di disagio che questa scuola (?), classe (?), bambini (?), maestre (?) mi lasciano...

E poi, non chiedete come, ho deciso che non ci voglio cascare più.
Le risorse le abbiamo; e anche se in questo periodo ci siamo fortemente indebitati (in aggiunta, 3000 al meccanico proprio non ci volevano), voglio aprire il pensiero...
Il cosiddetto "fissarsi" che porta ad andare un pochino fuori di testa.

Bene.
Stamattina ci sono riuscita... Non so come ma mi è venuta in mente la frase di Jovanotti... 


"Sbocciano i fiori sbocciano, 
e danno tutto quel che hanno in libertà, 
donano non si interessano, 
di ricompense e tutto quello che verrà, 
mormora la gente mormora 
falla tacere praticando l'allegria (...)"


Penso alle tasche piene di sassi di Danilo e dei miei turulli e sto bene! Ma proprio bene...
Per questi 41 anni mi regalo la libertà che fa bene al cuore...





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