28 maggio 2013

PROMEMORIA


Alessandro deve portare a scuola delle patatine o dei popcorn.
Francesco mercoledì 29 ha le prove del laboratorio teatrale: portare una maglietta verde e una maglietta bianca.
Davide e Chiara vanno in gita giovedì 30... preparare zainetti con il cambio e verificare gli orari.
Chiara venerdì 31 deve riportare il libro della biblioteca scolastica.
Tutti: sabato 1 in montagna.
Tutti: domenica 2 gita in collina con le famiglie della classe di Francesco.
Francesco lunedì 3 alle ore 16 ha il saggio del laboratorio teatrale.
Chiara martedì 4 ha la festa di fine anno: mettere maglietta gialla.
Mamma e/o mapi: mercoledì 5 portare tutti dal dentista alle ore 17.
Mamma e/o mapi: mercoledì 5 alle ore 18.30 riunione in oratorio per l'Estate Ragazzi.
Alessandro lunedì 10 ha la festa di fine anno e a seguire apericena nel cortile della scuola; la mamma porta l'insalata di riso.
Davide martedì 11 ha la festa di fine anno.
Mamma-io giovedì 13 dalle 14 alle 18 ha la seconda parte del corso sulla sicurezza.
Tutti: domenica 16 in montagna con gli amici a festeggiare la fine della scuola.
Francesco lunedì 17 inizia l'Estate Ragazzi.
Alessandro mercoledì 19 va in gita.

Ditemi...è venuto il fiato corto anche a voi :)?





27 maggio 2013

POVERA PATRIA...

POVERA PATRIA

"Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare."

(Franco Battiato)



Ammetto di aver dimenticato ieri le mie famose (ormai) goccine... 
Ammetto essere la seconda volta che accade nella settimana... 
Ammetto che questo mi ha creato qualche piccolo squilibrio, soprattutto stamattina.... e in nottata...
Provate però a mettere assieme stralci del processo Mediaset, Crozza (super) e questo fatto di cronaca... "Disoccupato ruba fette d’arrosto per sfamare il figlio: condannato a sei mesi"

Sappiamo, per esperienza, che i giornali spesso interpretano la realtà in un modo del tutto loro; modificate qualche sfumatura, se volete; ammettiamo che può non essere proprio tutto così, accettiamo che questa giovane coppia qualche cazzata l'abbia fatta...
Valuto però le spese sostenute per "processo con rito direttissimo", guardo i miei figli a tavola e penso a questo bimbo di quattro anni che non vedrà tornare a casa il suo papà.



24 maggio 2013

LA SCELTA DEL PUNTO DI VISTA

Trovo interessante parlare del "punto di vista" perché è un tema che si può approfondire in modi differenti, adatto a bambini e adulti.
Nella fotografia, così come nelle vita, occorre scegliere da che parte stare, da che parte è bene o vogliamo fotografare. In parte detta l'istinto, non c'è dubbio; in parte occorre capire perché stiamo fotografando (o disegnando).
Se lo scopo è mostrare e descrivere un luogo, un oggetto, una persona, allora occorre mostrare gli aspetti caratterizzanti, ossia quelli che maggiormente descrivono le specificità di quella cosa. 
Se si vuole una rapida identificazione occorre scegliere, per così dire, poche cose ma buone: elementi estremamente caratterizzanti.
Se invece vogliamo raccontare, possiamo anche abbondare, in modo da creare una lettura lineare all'interno dell'immagine o del disegno. Lo sguardo legge i segni sparsi... 
Il risultato sarà molto diverso se quello che desideriamo è divertirci e osservare da angoli inusuali; in questo caso otteniamo una sorta di stupore, di sorpresa nel vedere un oggetto, per esempio la nostra casa, dall'alto, ossia come abitualmente non si vede.
Il punto di vista "innovativo" può essere tale perché non tutti abbiamo un elicottero (!), per riproporre l'esempio della casa, oppure perché non è nostra abitudine... 
Svelare punti di vista nascosti, o semplicemente aiutare a una diversa visione a cui non siamo avvezzi, è tema assai affascinante...
E credo istruttivo; un esercizio, come imparare una lingua differente. Insegnare ai nostri occhi a osservare in modi nuovi e, magari, a modificare anche gusti e idee consolidate.
Questa tipologia di linguaggio, nuova, se così possiamo dire, viene costantemente insegnata a noi adulti dai bambini...
I bambini fortunatamente ci aiutano (per me è così) a rinfrescare il modo di vedere... e come potete immaginare (chi mi conosce sa che è li che voglio arrivare) anche il modo di pensare.
Esercitarsi nel guardare un dinosauro da sotto e da sopra e da un lato ecc... aiuta tutti noi a indagare le cose della vita anche in altri modi... e, forse, a giudicare meno.

Vi lascio con l'esercizio fatto con Franci e Chiara; dopo aver visto i disegni di Francesco, gli ho proposto di guardare il suo animale da tutti i lati e di fotografarlo, per osservare con calma...
Esattamente come respirare con il diaframma, è una modalità che dovremmo provare a non perdere invecchiando...


disegni di Francesco

disegni di Francesco









23 maggio 2013

SI TORNA ALLA PARTENZA

Sono strani momenti questi.
La pioggia quotidiana contraddice la lunghezza delle giornate e l'avvicinarsi della vacanze.
Le ultime due settimane di giugno Francesco frequenterà l'estate ragazzi in oratorio; si contano i giorni.
Sempre sorridente e allegro, come i tempi passati, attende la fine del suo primo anno scolastico.
I tre turulli più piccoli, invece, ancora non capiscono che la loro scuola sarà più lunga; si divertono molto ma sono stanchi e quindi nervosi.
Chiara ci fa rincoglionire... vi pare possibile a cinque anni non compiuti, fare opposizione come la fa un'adolescente?
Un giorno dopo l'altro andiamo avanti; io faccio strani sogni, in modo ricorrente. Continuo a sognare persone che "sono andate in cielo". Ho sognato il mio babbo e lo pregavo di non tornare su, di restare qui con noi... gli avrei preparato un letto, senza farmi vedere da nessuno... 
Insomma, la storia era molto più articolata ma è meglio che non mi dilunghi...
Nella mia testa ricominciano a roteare progettini piccoli e grandi, di lavoro... Non posso evitare di fantasticare su attività gratificanti e (anche) remunerate.
Uno dei sogni che in parte sto realizzando in questo periodo è la cucina... il "fare in casa"...
Avete presente quando si pensa ai propri "vorrei" avendo la certezza che tanto non si riuscirà mai?
Bene!
Ho l'impressione, in questo anno, di aver conquistato.
Danilo ed io stiamo "aggiustando" un sogno che lentamente si sta concretizzando (anche se siamo di  nuovo indebitati e non poco)... ve ne parlerò...
Presto ri-proverò ad arrampicare... Foro vetrini e li lucido...
E.... ho fatto il pane in casa e anche la pizza! Una gioia! Una soddisfazione che non immaginate.
Tutte le faccende che solitamente si imparano in età meno avanzata, diciamo :), io le sto sperimentando adesso. 
Dolci, crostate sempre più buone, pizze dalle farciture sempre più divertenti...
E tra poco arriveremo alla pasta...
Quel buon profumo di cotto in casa, i ricordi dell'infanzia e la condivisione dei grandi...
Vi mostro la produzione di sabato scorso, in casa Ferrero (giornata di pioggia, scazzo e compiti)...









20 maggio 2013

AMMUTINAMENTO

Mi domando da ieri se il termine è corretto. Treccani.it scrive:

Ammutinamento

Vocabolario on line
ammutinaménto s. m. [der. di ammutinarsi]. – In senso generico, rifiuto di obbedire agli ordini superiori, opposto da militari, membri di un equipaggio, prigionieri, detenuti, con o senza previo accordo ma sempre in forma collettiva: fare a. o un a.; l’adella ciurma. Secondo il codice militare, si ha reato di a. quando dei militari, in numero di quattro o più, rifiutano, omettono o ritardano di obbedire a un ordine del superiore, oppure persistono nel presentare, a voce o per iscritto, una domanda, un esposto o un reclamo; secondo il codice navale, il reato consiste nella disobbedienza, collettiva o previo accordo, a un ordine del comandante, o nell’abbandonarsi collettivamente a una manifestazione tumultuosa, da parte di almeno un terzo dell’equipaggio. In usi fig. e scherz.: ma questo è un a.!, quando dipendenti, studenti, figli, ecc., si mostrano vivacemente concordi in una protesta, in una contestazione, nel voler ottenere concessioni, nel rifiuto di obbedire agli ordini, e sim.


Ecco, posso affermare senza alcun dubbio che il termine è corretto. Da venerdì tardo pomeriggio a casa nostra c'è stato un ammutinamento. Ed è perdurato sino a ieri; insomma, un fine settimana di merda!
Quando Danilo va a lavorare a Bologna, lo è quasi sempre; intanto perché le mamme sono meno brave dei papà e poi perché le mamme si occupano di bucato, a volte spesa, riordino, pseudo pulizia e, ciliegina, compiti. Oltre questi "si deve" (quando più quando meno, si intende), ci sono i "vogliamo-vorremmo": giocare, riposare, stare insieme, fare cose belle. L'insieme diventa difficilmente realizzabile.
Venerdì sera gli adulti hanno a tavolino studiato una contromossa: sciopero!
Abbiamo scioperato...
Dopo due ore abbondanti in cui il suono della nostra voce è stato ignorato, lavati i denti (unica cosa su cui agisco con la forza), li abbiamo salutati dicendo: "Fate ciò che ritenete meglio, noi andiamo a dormire. Sapete dove è il gabinetto per fare pipì, se volete, e sapete dove è il vostro letto".
Franci dopo dieci minuti dormiva, Davide ha battuto la sua bottiglia sul letto per una mezzora e poi si è addormentato. Chiara e Ale sino alle 23 hanno urlato, cantato a alta voce, provocato in un modo che non so descrivere. 
Temendo una ribellione anche da parte dei vicini, alle 23.10 ci siamo arresi e con una sgridata ben assestata si sono addormentati. 
Il sabato è andato in modo analogo; il poco dormire (nei giorni di festa gareggiano per chi arriva prima nel lettone) ha peggiorato il tutto.
Come se non esistessi. 
Poche le eccezioni, come la colazione. Dopo averli chiamati tre volte, mi sono seduta e ho iniziato a mangiare... Apriti cielo! Non l'avessi mai fatto... Così per una mezzora è durata la pace...
Per il resto, mediamente un incubo. Si resiste solo quando a comandare sono loro.
La chiamano la gang gemellare... E, nel nostro caso, a volte si unisce anche Francesco. Il quale, ammetto, sabato è stato bravo.
Dopo avergli spiegato che avrei scioperato anche per i suoi compiti, si è autogestito i tempi ed è stato abbastanza capace di organizzarsi.
Ci fosse ancora il Progetto Gemelli a cui rivolgersi, una capatina ce la faremmo volentieri.
Perché io e Danilo siamo abbastanza coesi e dunque molto raramente andiamo in contraddizione; siamo determinati e non cediamo sulle decisioni... A volte, forse, siamo troppo severi ma proviamo a chiedere scusa...
Insieme sono forti! E, come ci dicevamo ieri, dobbiamo scovare altra strategia... che non sia separarli (uno va con mamma, l'altro con babbo, l'altro con la nonna, l'altro con Giovanna ecc...).
La separazione fa bene a tutti, noi compresi e soprattutto a Franci; non può essere però un modo per vivere.






17 maggio 2013

GIOVANNA: Francesco e gli altri


Devo prendere provvedimenti; in un metro e quarantotto di altezza, a quarantanni, non possono convivere contemporaneamente dolore al nervo sciatico, cervicale e cistite! Non mi sento molto in forma, a essere onesti... :) E quindi sono contenta della ventata di allegria che arriva dalle righe inviate da Giovanna.
Le pubblico con piacere...



Francesco e gli altri... tutti quei bambini che hanno dovuto affrontare la Prima Elementare. 
O la prima asilo, o la prima attività sportiva, o la prima vera amicizia. 
Crescere è una cosa alquanto difficile, e quando un bambino diventa grande lo diventano anche i suoi genitori.
Per noi, una qualsiasi novità è già difficile, spesso fonte di ansie, non sappiamo se buttarci ma soprattutto sappiamo pensare prima di agire. Un bambino no. La novità, in un bambino, destabilizza, crea ansia, crea forti emozioni.. Un bambino spesso davanti a una novità regredisce, pensiamo quando arrivano i fratellini piccoli, un genitore va via per lavoro, una separazione... tutte cose che rendono la vita di un bambino difficilissima!
La mia bambina quando deve affrontare una cosa nuova si agita, ma tanto. Se la cosa è bella, le si riempie il cuore di così tanta gioia che incomincia a non sapersi contenere, si agita, parla velocissima, ti fa dieci domande in due secondi, se la novità è brutta, spesso le viene male alla pancia. 
Avevo un’amica che quando la sua bambina affrontava le novità, i primi tempi le scappava la pipì addosso. Un’altra cominciava a balbettare, poi qualcuno fa i sogni brutti, altri hanno il mal di testa, e così via.
Non dobbiamo spaventarci delle novità, dobbiamo attrezzare i nostri bambini ad accoglierle. Facciamoci raccontare cosa succede dentro di loro, aiutiamoli ad esprimere le loro emozioni, belle o brutte che siano. Passiamo del tempo con loro, ma soprattutto non perdiamo la testa. E diamoli tempo! Il tempo è prezioso soprattutto in questi casi: è il tempo che aiuta a crescere, i passaggi servono a tutti, grandi e piccini, ci rendono più forti anche come famiglia, come genitori, fratelli e amici... e se proprio non pensiamo di farcela, facciamoci aiutare.
Francesco e tutti gli altri sono diventati grandi, e anche le loro mamme e i loro papà.


14 maggio 2013

ZAAC INSEGNA L'INGLESE

Con questo bel sole meglio stare all'aria aperta piuttosto che davanti a un pc.
La portabilità dei dispositivi consente di realizzare entrambe le cose contemporaneamente.
A parte tutto (ai giardini giochiamo a palla e non con il tablet!) vi segnalo questo sito; da tempo ho appuntato l'indirizzo, non so bene come ci sono arrivata...

http://www.zaac.it/Home_page.html


Lo trovo un modo divertente e leggero per imparare l'inglese, dai 5 ai 7 anni.

Cito dalla home :"My name is Zaac è un programma educational che si propone di aiutare i bambini ad imparare la lingua inglese. L’obbiettivo di questo programma è quello di comunicare ai più piccoli concetti scolastici attraverso il loro immaginario (...)".
Provate e guardate la parte con le video lezioni; accattivanti e leggere.





13 maggio 2013

SPORT A TORINO


Ma che bello che bello che bello...
Talmente bello da non voler per nessun motivo uscire di casa stamattina.
Sono a lavorare; da circa 40 minuti il docente sta facendo "le sue cose" al pc della cattedra e una dozzina di ragazzini di prima superiore stanno imprecando, bestemmiando, alternando rutto, pisciare e varie.
Abbiamo passato una mattinata stupenda, ieri.
Una mattinata dove abbiamo visto e sentito sulla pelle la "positività", il valore dei giovani (alcuni), la voglia di stare bene: abbiamo tutti voglia di vivere bene.
Altro che festa della mamma; un fine settimana da sogno.
Venerdì ultima lezione in piscina.
Franci, impaziente, mi deve parlare al telefono: ha avuto sul diario una faccina col sole e un bellissimo incoraggiamento "Continua così. Le maestre sono molto contente di te!".
Cena con Stefano e qualche cartone tutti insieme; sabato compiti e biciclettata al parco delle papere con alcuni compagni e famiglie della prima C.
Di sera, pop corn e Geronimo Stilton.
Poi, domenica mattina, una passeggiata in centro.
Ci saremmo stati il doppio delle ore; non si riusciva ad andare via! Bellissimo... b-e-l-l-i-s-s-i-m-o...
Sole e aria pulita. Lo sport scende in piazza. Quantità di gente giusta, quel che basta per incontrare volti conosciuti e per notare volti nuovi; no alla paura di perdere i turulli nella ressa.
Tantissimi luoghi in città dove vedere, conoscere, provare sport di tutti i generi. Dalla prova di immersione in piazza Castello al Parco Dora con bike polo e arrampicata.
Gratuito. Volontari sorridenti con la capacità di emanare voglia di vivere, di coinvolgere e intrattenere i bambini. Volontari che con gentilezza ci hanno venduto le rose per il Sant'Anna (ospedale a cui siamo debitori) e l'azalea per la Ricerca sul Cancro (a cui siamo grati).
Vorrei per Torino questo spettacolo per altri tre fine settimana... perché avremmo voluto provare tutto!
Ci siamo limitati al basket, alla scuola di circo e allo scherma! :) ci hanno fatto morir dal ridere.
Stupendi! Timidi ma curiosi, grazie all'unione che fa la forza, si sono divertiti tantissimo.











10 maggio 2013

UN PUNTO FERMO

Difficile scrivere queste righe.
Sono molto stanca senza sapere perché. Le mie medicine funzionano alla grande e l'ansia è entro limiti ragionevoli. Alla faccia di chi snobba i farmaci, la qualità della mia vita e di chi mi sta vicino è nettamente migliorata.
Sono stanca alla schiena e al collo; attacco di cervicale e dolori diffusi mi stanno stroncando.
E mi secca perché questo è un periodo di raccolto e il raccolto, adesso, è ottimo.
A volte sono disarmata; l'assenza (mentale) di Danilo spesso è faticosa. D'altro canto io non ce la farei a gestire da sola la mole di lavoro e responsabilità di cui si fa carico, sempre silenziosamente.
I turulli che parlano parlano, parlano sempre, uno sopra l'altro perché c'è poco tempo e (magnificamente) vogliono raccontare, a volte, è un tormento.
Io, però, mi sento realizzata e soddisfatta.
Ho la consapevolezza di aver fatto bene. E non perché "siamo fighi" ma perché ho lavorato per stare uniti, per decidere e valutare insieme, per chiedere aiuto e confronto. E perché il nostro figlio 1, con l'appoggio di tutti, ha trovato da solo la sua piccola strada.
Insomma, ho quattro figli e una famiglia... 
Io godo a vederli fiorire!
Franci mi sta insegnando tantissimo; è un bambino molto sensibile ma non lo siamo con medesimi parametri e questo è affascinante.
Accanto a lui sto ripercorrendo le mie di strade, le mie scelte (di allora), le mie opinioni e priorità.
Sono sua mamma e, nonostante le mie insicurezze, sono stata capace di fargli arrivare amore e serenità. 
E lui, per contro, mi sta insegnando a sbianchettare convinzioni fuorvianti che da anni affollano la mia testa.
Chiara, Alessandro e Davide sono sempre più grandi e stiamo imparando a conoscerli.
Credete sia facile? Conoscere i propri figli, intendo... 
Desideri e necessità diversificati, richieste diversificate...
Eppure ci siamo; ci siamo... E loro con noi.
Se voi poteste guardare i loro occhi...
Ora devo andare... ma proseguirei a lungo.
Una bella sensazione di armonia.


6 maggio 2013

ITALIA

Non amo parlare di politica, non passo tutto il tempo (poco) libero a leggere di politica e andamento delle borse.
Al lunedì mattina, però, c'è l'effetto "Report" della domenica sera; in genere durante la nottata tra domenica e lunedì non dormo molto... Sino a tardi riordino colazioni, merende, vestiti per la scuola ecc...
Un pochino di voglia di "tagliare" dal lavoro per far tagliare i miei figli... e stare ancora un giorno insieme.
Quando finalmente ci si rilassa, in un modo o nell'altro dalla Gabanelli si passa.
E resta l'amaro in bocca.
Ora: io non sono "abbastanza" per fare considerazioni e ragionamenti.
Ammetto però che l'età si fa sentire; il mio romanticismo sta perdendo colore.
Ho sempre sbandierato orgoglio nell'essere italiana. Guarda come siamo bravi nella solidarietà, guarda che bella ospitalità, e che colori, che sentimento e che arte...
Saranno le recenti elezioni, saranno le nuove stelle nel firmamento della politica... e la delusione delle vecchie... sarà, ripeto, che sto invecchiando...
Non sono più così orgogliosa ma delusa sì.
Il fatto che creatività e competenza italiane non possano essere messe a frutto non è, evidentemente,  contingenza di un ventennio... è qualcosa di più.
Spero abbiate visto la puntata di Report di ieri sera...
Quando poi si parla di beni culturali e ambientali e di patrimonio, non so perché ma mi incacchio proprio.

Creatività! Ne abbiamo tantissima! Li guardate bene i nostri bambini? E li ascoltate i giovani laureati e imprenditori italiani? Quelli che portano all'estero le idee fighissime perché qui nessuno li ascolta...
Porta a Porta, durante la settimana: ascolto qualche minuto e poi giro. Ex tipografo cinquantenne dorme in auto perché ha perso il lavoro. A parte che mi fa ridere questo pensiero assai sbalordito... (conoscevo famiglie in auto in tempi non sospetti, quindici anni fa)... mi cadono le braccia sentendo parlare di "sussidio"... a cinquant'anni? E questa è  la modernizzazione?

Nella via dove abita mia mamma poco meno di un anno fa, se non sbaglio, hanno chiuso un bar per strani traffici.
Venerdì Ciotti ha inaugurato il nuovo bar: Bar Italia Libera.
Siamo capaci di questo... e di molto altro! Questo fermento e questo tipo di competenze interessa molti; molti piccoli che stanno alla base della piramide.
E se la base vacilla, non dovrebbe vacillare anche la punta? Non sembra...

Vi lascio alcune righe (da Report) e una foto: buca delle lettere con 5 bollettini da pagare, in un giorno qualunque ... io, di queste buste, ne vado fiera...

BELLI DA MORIRE Di Stefania Rimini 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
L’Italia è la meta più desiderata dal mondo: siamo il paese più “cliccato” su Google dopo gli Stati Uniti e la Cina. Dal turismo possono arrivare 500.000 nuovi posti di lavoro da qui al 2020, secondo il piano strategico commissionato dall’ex ministro del turismo Piero Gnudi. Se facessimo le mosse giuste, ci potremmo portare a casa 30 miliardi di euro. 

E non c’è solo il potenziale dell’industria turistica, che finora dà lavoro a 1 su 10, ci sono anche le industrie culturali e creative. Sono quelle che ruotano intorno al patrimonio storico, artistico e architettonico, producono una ricchezza di 76 miliardi e danno lavoro a un milione e quattrocentomila persone. Ma se contiamo anche l’artigianato, il design e il made in Italy, l’economia della cultura vale il 15% della nostra ricchezza e dà lavoro quasi a 1 italiano su 5. E allora, per uscire da questa crisi, perché non puntare su quello che solo noi abbiamo?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Le tipologie di turismo catalogate nel mondo sono 160, noi siamo in grado di offrirne 100. Dal turismo legato al nostro patrimonio culturale dove siamo unici nel mondo a quello enogastronomico, dai monti, i mari, laghi, fiumi, rurale, qualunque cosa, è un settore strategico, in crescita, quindi può dare lavoro ad un sacco di gente, perché i turisti vengono da tutto il mondo, bisognerebbe saperlo vedere ed organizzare. Tutti continuano a dirlo, ma fino adesso cosa è stato messo? chi è stato messo a presidiare la nostra principale risorsa? un ministro senza portafoglio, che al massimo ha portato i
cani in spiaggia e allora cosa si può fare per non diventare un paese bello da morire.

(...)

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Se nonostante le ricchezze che abbiamo non vengono abbastanza turisti possiamo ringraziare, con le dovute eccezioni, enti locali e ministero. È tutto un sistema che pensa in modo vecchio. Ora in tutto il mondo, dove c’è una risorsa primaria, c’è un ministro di peso, noi non ci ricordiamo neanche chi ci è mai stato nel senso che è come se non esistessero. Adesso il governo Letta ha fatto una bella cosa: ha messo insieme i beni culturali col turismo e il nuovo ministro è Massimo Bray, sarà uno capace? Quello che sappiamo è che lui proviene, ha lavorato alla Treccani, è direttore della rivista Italianieuropei e la sua esperienza specifica nel settore proviene dall’organizzazione della notte della taranta. Allora, intanto per cominciare a dimostrare le sue capacità potrebbe per esempio mettere subito mano a questa questione: da una parte ci sono le aree naturali protette e dove non ci si può fare niente e il paesaggio non curato scompare, dall’altra ci sono casi in cui rovinando il paesaggio ti danno pure dei soldi. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Nel centro storico di Urbino, la città dov’è nato il Rinascimento, le botteghe di artigianato artistico sono state rimpiazzate dalle paninoteche per studenti, è la delusione di chi come lo scrittore inglese David Selbourne si era trasferito a vivere in
questa città.
DAVID SELBOURNE – SCRITTORE
Quando siamo arrivati per la prima volta era un paradiso, forse questa è la nostalgia di un vecchio. Penso di no, ci sono zone della città tristemente abbandonate. Quando i giovani fanno i propri bisogni nei vicoli della città è una “shame”, una vergogna, si può avere fiumi di birra in Urbino, ma non c’è un calzolaio. Questo significa una mancanza dello spirito civico.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
E poi sulle colline il paesaggio di Raffaello è oggi chiazzato dagli impianti fotovoltaici.
ROBERTO PODGORNIK – AGRICOLTORE 
E ad un certo punto l’anno scorso in pochissimo tempo, nel tempo di un mese, perché scadevano le autorizzazioni o scadevano insomma i tempi, hanno costruito quell’impianto fotovoltaico a terra fatto su terreno della comunità montana ed ecco che di tutto questo bel quadro noi ci ritroveremo per i prossimi vent’anni quel, quell’obbrobrio che si poteva benissimo farlo diciamo frazionato su tutte le fabbriche o
comunque su tutte le industrie, su tutto ciò che è già cementificato lungo le due valli del Foglia e del Metauro. Quindi è rovinato questo splendido paesaggio. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Come nelle Marche così anche in Toscana il paesaggio si è fotovoltaicizzato dall’oggi al domani. A Suvereto questo signore si è ritrovato una centrale proprio di fronte alla sua casa delle vacanze. 
STEFANO VOLPI
Sì, sì, è qui da vedere, fino all’anno prima c’erano i girasoli, ripeto, e adesso guardate cosa c’è. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La legge regionale che lo consentiva limitava la potenza a 200kw per impianto.
STEFANO VOLPI
La potenza totale di questo impianto sono circa 600 kw. Hanno creato 3 aziende e ogni azienda ha fatto 200 kw, 199 per l’esattezza, e sono stati messi vicino.
Chiaramente è stata elusa la regola, però in realtà un impianto così da quanto mi risulta dovrebbe stare a 200 metri dall’abitazione.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Ora la vista di cui si gode è questa e tutto per una questione di soldi.

(...)

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Cosa vediamo adesso: un patrimonio pubblico, inutilizzato, di pregio e dei giovani in cerca di lavoro con delle idee per cavarci fuori un reddito. Cosa fa l’amministrazione lungimirante, e c’è, dice “prego”, accomodatevi, un opportunità per voi e anche per me perché così l’immobile non si degrada. Normalmente però, da a Catania a Milano per chi ha spirito d’iniziativa l’ostacolo è sempre lo stesso. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Quando si fanno avanti dei giovani con un progetto per aprire un’attività in uno dei tanti palazzi storici in disuso, cosa fa la Pubblica Amministrazione? Li rimpalla.
ROSANGELA ARCIDIACONO – ESPERTA GESTIONE BENI CULTURALI
Questo era l’ex carcere borbonico. È veramente grande e si estende per una superficie di 16mila metri quadri che non è poco, al centro di Catania….
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Questa ragazza ha studiato gestione dei beni culturali all’estero. É tornata in Sicilia per realizzare il primo museo internazionale contro la mafia; ha lo studio di fattibilità e ha già trovato i finanziatori.
ROSANGELA ARCIDIACONO – ESPERTA GESTIONE BENI CULTURALI
Tutt’oggi loro aspettano chiaramente di poter spendere questi soldi una volta che noi dichiariamo quale è la struttura. Dare posti di lavoro, incrementare, crescere per portare guadagni e guadagnare e investire.
PACO SANNINO
Perché un posto così avrebbe portato comunque posti di lavoro fissi, stabili?
ROSANGELA ARCIDIACONO – ESPERTA GESTIONE BENI CULTURALI
Assolutamente sì almeno 50 posti di lavoro a professionisti.
PACO SANNINO
Eh, son tanti al giorno d’oggi!
ROSANGELA ARCIDIACONO – ESPERTA GESTIONE BENI CULTURALI
Sono tanti!
PACO SANNINO
E la risposta qual è stata?
ROSANGELA ARCIDIACONO – ESPERTA GESTIONE BENI CULTURALI
Andatevene.
PACO SANNINO
Così? Secco?
ROSANGELA ARCIDIACONO – ESPERTA GESTIONE BENI CULTURALI
Si diciamo è stata… “qua dentro volete tutti questa struttura e qua dentro ci andranno gli uffici della sovraintendenza e quindi non dobbiamo parlare di niente”.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Invece di incassare l’affitto dai privati che l’avrebbero anche ristrutturato, la Regione ha preferito insediare in questo palazzo gli uffici della soprintendenza e per metterci il cappello sopra, ha messo su in fretta e furia una mostra.
PACO SANNINO
Quanti visitatori vengono? 
FRANCESCO PRIVITERA – DIR. MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI
CATANIA
Non ne sono arrivati in quantità moltissima per questa mostra; l’anno scorso… però consideri che, ripeto, è stato aperto solo per alcuni mesi nel 2012. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Anche a Palermo ci sono 20 mila mq di spazio pubblico che sta andando in malora: i 43 capannoni dei “Cantieri culturali alla Zisa”.
PASQUALE MAGGIORE – ASSOCIAZIONE NOMOS
Guardate, anche lì; una pena, una pena! Anche questo è tutto vuoto! Lo “Spazio 0” che è uno spazio storico, le prime giunte Lombardo lo avevano valorizzato molto. Era uno spazio dove si facevano delle performance teatrali, musicali molto belle, molto interessanti. Adesso deve essere rimesso in moto. Questo, vedete, il soffitto era stato ripristinato, è rimarcito. É una serie di capannoni tutti messi alla stessa maniera: in qualche modo ripristinati e poi fatti rimarcire dalla vecchia giunta Cammarata. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Questi capannoni abbandonati, loro li vorrebbero far diventare un centro internazionale di arte culturale del Mediterraneo. Farebbero lavorare 86 imprese che hanno prodotti artistici già pronti per 950mila euro. Gli investitori ci sarebbero e il Comune si toglierebbe dall’impaccio di gestire un bene e mantenerlo, ma non si riesce mai a ragionare di numeri.
PASQUALE MAGGIORE– ASSOCIAZIONE NOMOS 
Prime lettere interlocutorie a giugno 2010, il livello regionale non ci ha neanche risposto, non ci ha mai risposto, il livello provinciale idem, il livello comunale ci harisposto per la prima volta qui a Palermo e però da luglio a dicembre non c’è stata più nessuna interlocuzione. 
PACO SANNINO
Che c’è il rischio anche di perdere il finanziatore, no? 
PASQUALE MAGGIORE– ASSOCIAZIONE NOMOS 
Assolutamente sì, perché si perde in credibilità! Cioè: se io vado a parlare con una fondazione bancaria di questo progetto, io perdo di credibilità se poi ci ritorno dopo tre anni o dopo due anni… ma anche dopo un anno!
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
É perché la logica in Italia è ancora quella del feudo: c’è un patrimonio vuoto che va crollando e le amministrazioni non hanno idea di quello che vogliono farci, ma non permettono alle imprese di lavorarci dentro. É chiaro che se poi non si hanno i soldi per mantenere questo patrimonio, tocca venderlo. Ma il caso di Ferrara dimostra che non deve per forza andare così.

STEFANIA RIMINI
Cosa sono queste?
FABRIZIO CASETTI – ASSOCIAZIONE GRISÙ
Qui era ospitata una collezione di macchine da proiezione di tutti i cinema di campagna e quindi queste sono tutte le pellicole recuperate dai cinema abbandonati.
STEFANIA RIMINI
Ma ci fate qualcosa? 
FABRIZIO CASETTI – ASSOCIAZIONE GRISÙ
E sì, eh?
STEFANIA RIMINI
Cosa ci fate?
FABRIZIO CASETTI – ASSOCIAZIONE GRISÙ
Ah, qui siamo pieni di creativi e quindi questo qua sarà materia prima… noi vedremo di recuperare tutto il possibile.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
L’ex caserma dei vigili del fuoco di proprietà della Provincia di Ferrara era invasa da 10 anni di abbandono e l’ente aveva provato a venderla all’asta.
MARCELLA ZAPPATERRA - PRESIDENTE PROVINCIA DI FERRARA 
La base d’asta era di 6 milioni, ma era la base d’asta!
STEFANIA RIMINI
Non si è presentato nessuno?
MARCELLA ZAPPATERRA - PRESIDENTE PROVINCIA DI FERRARA 
Non si è presentato nessuno a quella cifra.
STEFANIA RIMINI
Quindi non la vendete più, in pratica? 
MARCELLA ZAPPATERRA - PRESIDENTE PROVINCIA DI FERRARA 
Francamente ad oggi abbiamo cessato di fare tentativi di vendita, abbiamo con loro fatto un contratto di comodato gratuito. 

(...)

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Da Ferrara a Milano, si vede che la Pubblica Amministrazione fa la differenza per una piccola impresa che o parte o chiude. Questi due giovani avevano creato un servizio per portare in giro i turisti con degli itinerari prestabiliti e un autista, sulle macchinine che si usano sui campi da golf e che ora sono qui ad ammuffire da 2 anni.
FRANCESCO FREDDI – IMPRENDITORE 
Abbiamo per esempio un Leonardo e un Chiese tour, che compre le chiese principali, e le tappe principali di Leonardo Da Vinci. Nonché, per esempio, un’altro fashion tour… 
STEFANIA RIMINI
Avevate già contattato anche gli alberghi? Preso accordi?
FRANCESCO FREDDI – IMPRENDITORE 
Avevamo contattato tutti i principali alberghi di Milano, quelli soprattutto a 5-6 stelle, insomma, diciamo, per dire… 
STEFANIA RIMINI
Che erano interessati?
FRANCESCO FREDDI – IMPRENDITORE 
Che erano molto interessati perché era un servizio nuovo, innovativo, diverso e soprattutto ecologico. 
STEFANIA RIMINI
E che nelle altre città si fa…
FRANCESCO FREDDI – IMPRENDITORE 
E che nelle altre città si fa, tranne Milano. MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
Ci hanno fermato in modo plateale davanti al castello, al castello Sforzesco. Erano in sette agenti, due macchine civetta e una moto, hanno sgommato davanti alla macchinina, si sono fermati e hanno incominciato a controllare la macchina. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Il problema è che in Italia non si riesce a fare niente se non hai una licenza, per qualsiasi cosa.
MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
I tassisti ci hanno guardato subito male e hanno subito pensato che noi fossimo una
concorrenza sleale nei loro confronti.
STEFANIA RIMINI 
Solo che voi stavate facendo tutta un’altra cosa…
MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
Noi stavamo un’altra cosa. Esiste un altro albo, che è l’albo delle guide turistiche, noi abbiamo trovato il sistema di poter lavorare, facendo speakerare una guida turistica. Quindi…
STEFANIA RIMINI 
C’era un messaggio registrato di una guida turistica… 
MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
Di una guida turistica che spiegava i vari monumenti della città.
STEFANIA RIMINI 
Però, le guide turistiche vi hanno guardato male?
MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
Anche loro ci hanno guardato male, anche loro è un albo che volevano proteggersi a tutti i costi. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
E tra acquistare i veicoli e tenerli parcheggiati, alla fine ci hanno rimesso anche 30mila euro di tasca loro. 
MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
Non so se tecnicamente si dice causa, però ci siamo dovuti andare dal giudice…
STEFANIA RIMINI 
Com’è è finita? 
MARCO TARANTOLA – IMPRENDITORE
Siamo riusciti a vincere, a vincere contro il comune di Milano ci ha risarcito una somma irrisoria, di 90 euro. Questi 90 euro non siamo ancora riusciti ad incassarli perché ha intestato a due società lo stesso assegno. E non possiamo neanche recuperarli. È una beffa, però è così. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Intanto hanno dovuto licenziare 4 persone, e sono altri posti di lavoro persi.Quindi abbiamo il patrimonio, abbiamo le piccole imprese che ci vorrebbero lavorare, ma l’amministrazione è sorda, anche a Roma.
MAURO MARENZI – GEOMONDO 
Sono partiti, hanno preso l’aereo, sono andati a chiamare Google, l’hanno portato in
Italia per svolgere esattamente il lavoro che noi da tempo svolgevamo sul nostro
territorio. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Come Google street view, anche quest’azienda di Bergamo sa fare la digitalizzazione dei monumenti. Ma invece di guardare in casa propria, il ministero dei Beni Culturali è andato a cercare Google, che ne è stato ben contento.
CARLO D’ASARO BIONDO – AMMINISTRATORE DELEGATO GOOGLE SUD EST
EUROPA
Il marchio Italia e il marchio “made in Italy”, è un marchio molto forte, secondo noi, come stima di ricerca, è il secondo marchio mondiale dopo Coca Cola.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Anche l’azienda italiana aveva offerto al Ministero un progetto di digitalizzazione del
Colosseo.
MAURO MARENZI – GEOMONDO
Peccato che questo progetto è rimasto nei cassetti per ben 8 mesi. In pratica, il giorno dopo che Google era già all’interno del Colosseo, il nostro progetto è finalmente uscito dagli uffici del ministero dei Beni Culturali ed è finito tra le mani della sovrintendente. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Il risultato è che la sua impresa che paga le tasse in Italia ha dovuto licenziare 10 dipendenti e ora ha solo qualche collaboratore esterno. Mentre Google, che paga le tasse all’estero, incassa dalle pubblicità che compaiono a lato degli Uffizi virtuali, che il Ministero gli ha “virtualmente” regalato. Il patrimonio è l’unica risorsa vera per creare occupazione al Sud. I fondi non mancano: l’Unione Europea due anni fa, aveva destinato alla Sicilia 48 milioni. Dovevano servire a creare 240 nuove imprese intorno ai beni culturali, assegnando 200mila euro a ognuna. Che fine hanno fatto?
SERGIO GELARDI – DIRETTORE BENI CULTURALI REGIONE SICILIA
Attualmente mi è arrivata una proposta di finanziamento per alcune parrocchie nel catanese e sto appunto verificando in questi complessi bandi, in queste complesse procedure, se questi progetti e questi soggetti e quindi le parrocchie, sono appunto abilitati a richiederli o se invece il diritto doveva aspettare a imprese che appunto sostengono sotto i livelli di investimento e di occupazione dei progetti di valorizzazione dei beni culturali. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Eppure c’è chi ci prova seriamente e rischia in proprio, come il capitano Ignazio Billera, che dopo 38 anni di lavoro in mare, è tornato a San Vito lo Capo con un progetto.
IGNAZIO BILLERA – TRAPANI EVENTI
Quattro anni fa decido di portare in Sicilia il festival internazionale degli aquiloni. È qualcosa che avevo visto anche in giro per il mondo, e appunto avendo noi qui il vento e il mare, le spiagge meravigliose, tutti gli ingredienti necessari… A questo punto,come primo anno, io inizio a fare proprio l’imprenditore. Cioè so bene che devo sostenere delle spese. E poi confidavo sinceramente anche in un aiuto istituzionale, visto il beneficio, la ricaduta che tutto questo ha avuto sul territorio.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
La ricaduta è stata di 80-100mila visitatori e alberghi e ristoranti pieni a maggio, un mese in cui la spiaggia di solito è vuota. Solo che far venire gli aquilonisti da tutto il mondo non costa poco.
IGNAZIO BILLERA – TRAPANI EVENTI
Siamo intorno ai 200mila euro di primo costo.
PACO SANNINO
Cioè ce li ha rimessi lei? 
IGNAZIO BILLERA – TRAPANI EVENTI
Sì, diciamo che siamo stati costretti in famiglia, nel corso di questi anni anche a vendere proprio un appartamento perché io ho pagato sempre tutti. 
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Allora un progetto che porta turisti alla fine non ha contributi sufficienti mentre si trovano 1000 euro per le guide scout, 5 mila per la banda musicale, 3 mila per l’Unione cacciatori, 5 mila per il Comitato festeggiamenti Maria santissima della Confusione. Ma qual è il criterio con cui vengono erogati questi fondi?
NICOLA AUGUGLIARO – EX ASSESSORE SPETTACOLO COMUNE DI VALDERICE
Per tutti i politici, il vero, grande problema ed obbiettivo è la loro prossima campagna elettorale. E diventa molto più semplice in questo senso, foraggiare una sagra di paese che in qualche modo ti darà lustro e visibilità nell’ambito di 5 o 10 mila persone.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
Ma a forza di buttare i soldi, è andata a finire che quest’anno per promuovere il turismo non c’è rimasto un euro.
MILENA GABANELLI IN STUDIO 
Ecco a furia di spendere soldi a caso adesso la Commissione Europea ha proposto di “non finanziare più gli eventi in Italia per lo scarso valore aggiunto”. Questi sono i risultati, quando i centri decisionali con competenza sul patrimonio sono in tanti, tutti si tengono stretta la loro fetta di potere e non riescono a mettersi d’accordo su come spendere bene i soldi che hanno. Al sud erano stati destinati, sono stati destinati 6 miliardi di fondi strutturali, sono riusciti ad impiegare solo 33 milioni. Per dire, nelle città di mezzo mondo si portano in giro i turisti sulle macchinine elettriche, a Milano no. Invece per quel che riguarda i grandi gioielli, quelli per i quali non servono le idee perché si vendono da soli, come i grandi musei, qui i privati ci sono. Secondo l’Antitrust sono sempre gli stessi a spartirsi in maniera opaca un grandissimo mercato.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO 
All’ultimo piano di questo palazzo a piazza Venezia ha sede una delle più importanti entità private che operano nel campo dei beni culturali. Si chiama Civita e ha in mano i servizi di qualcosa come 76 siti, da Pompei agli Uffizi alla Reggia di Caserta. Il presidente onorario di Civita è l’ex sottosegretario Gianni Letta, vicepresidente è il senatore del Pdl Bernabò Bocca, mentre il presidente di Civita Servizi è Luigi Abete, l’ex capo della Confindustria. Ma con tutto quello che ha da fare Gianni Letta, è normale che uno come lui che rappresenta lo Stato faccia parte di una società privata che domina il mercato della gestione dei beni culturali pubblici?
STEFANIA RIMINI
E’ normale che sia dentro una società privata che poi dopo lavora all’interno dei beni pubblici?
ALBERTO ROSSETTI – DIRETTORE CIVITA SERVIZI
Gianni Letta è il presidente onorario dell’associazione che ha uno statuto di un soggetto no profit a cui aderiscono circa 160-170 tra imprese, fondazioni…
STEFANIA RIMINI
Quindi non conta che ci sia Gianni Letta insomma? Non vi favorisce in niente?
ALBERTO ROSSETTI – DIRETTORE CIVITA SERVIZI
No, ci… anzi siamo sempre molto felici che, nonostante i suoi impegni, dedichi tempo, spazio all’attività dell’associazione.

(...)