24 aprile 2013

FONDAZIONE MERZ




Ma che bel posto la Fondazione Merz!
Sarà che abbiamo visitato in un giorno di vacanza, di sole, di relax... sarà che è vicino casa e nei pressi troviamo parchi per giocare... sarà che queste nuove fondazioni sono adatte alle famiglie e intorno all'arte si respira sempre (o quasi) accoglienza.
E poi i colori, i disegni e il modo di vedere che hanno bambini...
Tinguely ha intrappolato lo sguardo di Franci, il quale nei giorni a seguire ci ha più volte fatto notare la somiglianza con altre immagini e meccanismi e ingranaggi del quotidiano.
La spesa da sostenere per la tessera musei e per i biglietti di ingresso non è irrilevante; mai come quest'anno li trovo soldi ben spesi.
Inserisco le foto che ho preparato per questo post e cerco in rete informazioni per preparare questo lungo fine settimana da trascorrere insieme.

dal web
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23 aprile 2013

LA SVOLTA

Ha ragione Giovanna quando dice che a causa del mio magonare metto sempre in dubbio il nostro operato e autorizzo gli altri a giudicare.
Stiamo girando l'angolo.
Non abbiamo risolto totalmente i nostri problemi ma Francesco è molto più sereno.
E questo stare senza urla e pianti e autolesionismo permette a tutti noi di vedere gli eventi in modo più lucido, più ordinato e razionale.
Personalmente sto imparando a distinguere cosa è legato a noi famiglia, cosa è legato a Franci, cosa è legato alla scuola, genericamente intesa, cosa è legato a quella classe specifica.
In altri termini, stiamo riflettendo su percorsi alternativi, cambiando classe e maestre. Si riflette sul futuro...
La serenità di Francesco, il suo andare a dormire nuovamente di buon umore, il suo svegliarsi nuovamente di buono umore, ci permettono di ascoltarlo bene. 
E sta imparando (personalmente lo trovo commovente) a parlare di se stesso, a raccontare la sgradevolezza di alcuni episodi scolastici, a motivare tanti modi di agire suoi.
Abbiamo ascoltato i consigli che ci sono stati dati e abbiamo agito modificando piccole abitudini e continuando, senza vacillare, a dimostrare la nostra volontà di stare insieme e di stare bene. 
Costantemente gli abbiamo ripetuto di avere fiducia in noi e, poi, nelle maestre. A volte siamo intervenuti in sua difesa, cercando di fargli percepire la nostra protezione incondizionata, sopra ogni cosa.
Abbiamo ceduto a richieste di uscita anticipata, motivandone l'eccezionalità.
Il suo letto non è più nella stessa stanza degli altri tre; questa scelta inizialmente ci è sembrata una sorta di punizione, di scelta di esclusione. 
E invece è la volontà di differenziazione; Franci non gioca più come prima, ha degli obblighi differenti e responsabilità che l'anno scorso non aveva. 
Può permettersi, però, di leggere più a lungo a letto la sera, di parlare con mamma e mapi senza orecchie indiscrete che ancora, per fortuna, tendono al gioco. 
E può alzarsi mezzora più tardi; da qui la volontà di non portali più a scuola tutti assieme. 
Le due scuole (elementare e materna) sono a pochi metri di distanza e, per rispettare i nostri orari di lavoro, in questi mesi, siamo usciti insieme, portando prima i turulli e poi Franci.
Lui è sempre stato molto contento di fare un giretto nella sua ex classe e di vedere giochi, operatrici, maestre... Più volte gli abbiamo offerto di evitare questa piccola tortura...
Da alcune settimane abbiamo scelto noi per lui: quando siamo presenti sia io sia Danilo, facciamo un doppio giro; prima i turulli e poi alle elementari.
Così facendo, dorme una mezzora in più (che non è poco) e si gode casa e colazione per i fatti suoi; non vive più la tortura di dover lasciare i giochi dei piccoli a favore del quaderno.
Questi ingredienti, uniti al sabato al parco, hanno aiutato Franci al recupero di serenità e positività.
Ci sono anche altri contributi; immagino una attenzione da parte delle maestre. Sicuramente la sua necessità di rassicurazione, con modalità e misure diverse, è stata accolta.
L'aspetto che per un genitore è il più gratificante, è osservare un figlio e guardare quanto equilibrio, in autonomia, riesce a ottenere nelle situazioni non semplici.
Ha scelto con chi stare; parla molto delle bimbe e non si vergogna più di stare con loro. Ha parole positive per i bambini che noi, in segreto, riteniamo i più buoni e intelligenti.
Ha, nel suo piccolo, capacità di giudizio e cerca di stare bene nonostante molto si opponga.
Non soffre più per gli sfottò... Non avete idea di quante risate abbiamo fatto insieme per il "mi dicono che ho la mamma bassa!"... (corsi e ricorsi storici :))
In buona sostanza.... Francesco è cresciuto e sebbene a volte abbia delle sfumature da monello che non ci piacciono tanto, ha fatto e ci ha portato a fare, un percorso di crescita bellissimo.
Nelle prossime puntate, le valutazioni che stiamo elaborando in merito al futuro...
Famiglia Ferrero... altro gol! 

il gatto della Santorre








16 aprile 2013

IL CELLULARE DI CARTA

dal web

Questo è il mio cellulare... e, pensate che cosa eccezionale, lo uso da quasi due anni :)
Solitamente ne cambio uno ogni sei mesi...
Lo scorso sabato, per rallegrare Davide e Ale malati e costretti a casa nonostante il sole, abbiamo iniziato a disegnare cellulari sul cartoncino.


E così, dopo l'epoca del telefono disegnato sui sassi, è la volta di quelli in cartoncino.
Uno dopo l'altro; io sagomo e taglio e coloro il bordo e loro riempiono lo schermo.
Chiara si è lanciata e ne ha fatti alcuni da sola.


  


Per qualche ora hanno tutti parlato al telefono e gesticolato (imitatori perfetti, quasi come guardarsi allo specchio).
Quando è stata la volta di Franci (nel frattempo faceva i compiti), la faccenda si è complicata.
"Mamma, non riusciamo proprio a farlo spesso, vedi, come il tuo...".
Come dire di no? Cartoncino, squadretta e forbici. Il retro lo aveva già disegnato Fra; a me non resta che tagliare lo "spessore", pareggiare i due lati con le forbici, prendere la colla stick e iniziare a attaccare il lato lungo.
Sulle curvature, per adattare il cartoncino, ho eseguito degli intagli, in modo da seguire la forma.
Ecco il risultato. 

A seguire, una guerra civile.
Considerando che stanotte dovrò farne altri tre, mi sono organizzata.
E condivido con voi.



Istruzioni.
Stampare su cartoncino chiaro.
Con la punta della forbice o con una biro scarica o con le unghie, fate una traccia dove occorre piegare.
Come notate, il retro del telefono ha due sagome concentriche in più; la prima è dove occorrerà mettere la colla per farlo aderire al lato superiore e il secondo è il vero e proprio spessore.
Aiutatevi, in curva, con dei piccoli intagli; varieranno a seconda dello spessore del materiale che state usando.
Il cellulare lo potete stampare con percentuali differenti di riduzione o ingrandimento, a seconda di ciò che volete ottenere.
E, considerando che oggi mi sento un pochino Muciaccia, arricchite le vostre creazioni con i colori che preferite e se invierete le foto, ovviamente, le pubblicheremo...
Buon divertimento!






15 aprile 2013

HO FATTO UNA BELLA COSA

Anzi, ne ho fatte due...
Me lo dico. Punto e avanti. Ve le racconto.
Nelle ultime settimane mi è più volte capitato di avere la sensazione di sbagliare: nel modo di lavorare, nella relazione con Franci, nella mia assenza con i turulli, nel rapporto con le nostre maestre, nella gestione delle nostre economie.
L'istinto, a volte, occorre farlo andare...
E così ho fatto.
Ho organizzato un momento comune con i compagni di Franci e le rispettive famiglie.
Un "sabato mattina al parco" durante una giornata di primavera... finalmente il sole.
Credo che per vivere bene il tempo scolastico (otto ore sono tantissime) sia indispensabile un bel rapporto tra bambini. E l'impressione, non solo mia, è che invece nella classe di Franci questo sia scarso; bambini dispettosi, ripicche, sgambetti a lungo andare sono poco piacevoli.
Franci ha reclamato più volte la necessità del gioco. Nell'intervallo, per loro, niente cortile.
Insomma: un giorno mi scappa di dire... "Ma scusa, noi al parco ci andiamo spesso; invitiamo anche il resto della classe e vediamo che succede".

Il mio modo di fare e di parlare, nella veste di rappresentante di classe, non è stato affatto apprezzato in questi mesi, anzi... criticato...
Dopo la bellissima esperienza alla scuola dell'infanzia, non pensavo neanche potesse esistere un modo così formale e critico di parlare tra genitori. Probabilmente negli anni passati il clima era favorevole e il contatto tra tutti noi più frequente; si è sempre ringraziato, mai preteso e la critica era posta in modo costruttivo. Adesso, invece, si, qualche grazie c'è ma molte lamentele sull'orario e sul tipo di proposta e sulla scarsa informazione e sul luogo ecc... 
Considerata la fatica che faccio per stare dietro a ogni cosa della mia vita, questo modo di parlare mi rattrista.
Queste righe per spiegare la lieve preoccupazione con cui mi sono preparata all'appuntamento; ho scritto avviso per il diario, poi mandato mail e poi mandato sms.
La sera prima ho preparato i miei primi cantucci! Un successone: i bambini non li hanno nemmeno toccati ma noi adulti li abbiamo spazzolati.
La mattinata al parco è stata piacevolissima. 
I nostri bambini hanno giocato insieme, maschi e femmine, e poi a volte in piccoli gruppi. 
Vero è quello che dice Margaret: forse chi contribuisce a creare un clima non favorevole non si è presentato all'appuntamento... 
Guardavamo questo gruppo di bimbetti saltellanti e ci sono piaciuti: decisamente a loro agio e felicissimi di stare insieme. E noi adulti con loro; io ho ascoltato e chiarito un paio di cose con alcuni genitori. 
Ho sorriso, goduto del sole, visto Danilo contento e Franci al settimo cielo.
Abbiamo iniziato a conoscerci e ci siamo piaciuti...
Insomma: tutto come dovrebbe essere! E per noi famiglie-con-bambini-che-stanno-vivendo-male-la-prima-elementare, è stata una bella rassicurazione.

dal web

La riuscita della giornata non è un mio merito, ovvio. Lo è l'aver lasciato perdere il parlare a favore del fare. Ho-abbiamo fatto una bella cosa! 
La seconda bella cosa che ho fatto: comprare dopo tantissimo tempo il trapano per forare i vetrini del mare; mio, per me, il mio mondo, il mio sogno, la mia giovinezza e la nostra storia.
Stupendo! 
Adesso preparatevi! 
Tra poco in linea la nuova produzione :)



12 aprile 2013

FAVOLE AL TELEFONO - il venerdì del libro

Anche questa settimana partecipo al venerdì del libro di Homemademamma.
Abbastanza per caso... E vi spiego.
La scorsa settimana facevo zapping sulla pagina fb di mammacomeme.
Trovo l'interessante elenco che l'AIE (associazione italiana editori) ha elabarato: i 100 libri imperdibili per ragazzi.
Inizio a guardare e mi salta all'occhio questo libro di Rodari... ma noi ce l'abbiamo! Stranamente, lo abbiamo anche trovato nelle nostre librerie.
Iniziamo la lettura.
Ed è bellissimo, ma bello bello...
Righe che fanno sorridere piacevolmente e spontaneamente dai 4 anni ai 52.
La lunghezza è perfetta e si presta anche per i più piccoli.




dal web
Questa l'ultima che abbiamo letto; se volete spiluccarne altre, seguite il link: http://www.filastrocche.it

La passeggiata di un distratto (dal sito)
di Gianni Rodari
“Mamma, vado a fare una passeggiata”.
“Va’ pure, Giovanni, ma sta’ attento quando attraversi la strada”.
“Va bene, mamma. Ciao, mamma”.
“Sei sempre tanto distratto”.
“Si mamma. Ciao, mamma”.
Giovannino esce allegramente e per il primo tratto di strada fa bene attenzione. Ogni tanto si ferma e si tocca.
“Ci sono tutto? Si”. E ride da solo.
E’ così contento di stare attento che si mette a saltellare come un passero, ma poi s’incanta a guardare le vetrine, le macchine, le nuvole, e per forza cominciano i guai.
Un signore, molto gentilmente, lo rimprovera:
“Ma che distratto, sei. Vedi? Hai già perso una mano”.
“Uh, è proprio vero. Ma che distratto, sono”.
Si mette a cercare la mano e invece trova un barattolo vuoto. Sarà proprio vuoto? Vediamo. E cosa c’era dentro prima che fosse vuoto? Non sarà mica stato sempre vuoto fin dal primo giorno…
Giovanni si dimentica di cercare la mano, poi si dimentica anche del barattolo, perchè ha visto un cane zoppo, ed ecco per raggiungere il cane zoppo prima che volti l’angolo perde tutto un braccio. Ma non se ne accorge nemmeno, e continua a correre.
Una buona donna lo chiama: “Giovanni, Giovanni, il tuo braccio!”
Macché, non sente.
“Pazienza,” dice la donna. “Glielo porterò alla sua mamma”.
E va a casa della mamma di Giovanni.
“Signora, ho qui il braccio del suo figliolo”.
“Oh, quel distratto. Io non so più cosa fare e cosa dire”.
“Eh, si sa, i bambini sono tutti così”.
Dopo un po’ arriva un’altra brava donna.
“Signora, ho trovato un piede. Non sarà mica del suo Giovanni?”
“Ma si che è suo, lo riconosco dalla scarpa col buco. Oh, che figlio distratto mi è toccato. Non so più cosa fare e cosa dire.
“Eh, si sa, i bambini sono tutti così”.
Dopo un altro po’ arriva una vecchietta, poi il garzone del fornaio, poi un tranviere, e perfino una maestra in pensione, e tutti portano qualche pezzetto di Giovanni: una gamba, un orecchio, il naso.
“Ma ci può essere un ragazzo più distratto del mio?”
“Eh, signora, i bambini sono tutti così”.
Finalmente arriva Giovanni, saltellando su una gamba sola, senza più orecchie né braccia, ma allegro come sempre, allegro come un passero, e la sua mamma scuote la testa, lo rimetto a posto e gli dà un bacio.
“Manca niente, mamma? Sono stato bravo, mamma?”
“Si, Giovanni, sei stato proprio bravo”.



9 aprile 2013

LEGGERE



Francesco chiede al babbo: "Tu come fai a sapere tutte queste cose?" .... 
"Leggendo Fra si impara molto; nei libri ci si trova dentro il mondo..."
Il giorno dopo arriva Davide e dice: "Io so sciare!".
Ci piacerebbe, sì...  Vorremmo tanto ma chissà quando potremmo permetterci per tutti qualche risalita o affitto...
"Ma no, Davide... No hai mai sciato, non lo sai fare".
"E invece sì. Ho letto il libro che abbiamo in camera e ho imparato" :)

8 aprile 2013

IL MUSEO DELLA JUVE




I tre turulli nani ci stanno facendo a cubetti piccoli piccoli...
Francesco ha bisogno dei suoi spazi e ha bisogno di fare più esperienze da solo; guardando la medaglia dall'altra parte, questo vuol dire che "i tre" devono essere in parte esclusi.
E non è di loro gradimento :)
Ci è stato suggerito di dedicare a Fra spazi più ampi con il babbo, da soli...
E cosa meglio di questo?!?
Ingresso gratuito con tessera Musei.
Si parla di sport... e che sport (non che le mamme debbano essere per forza sedentarie, monotone e apatiche... è che il calcio è calcio).

L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Pasqua, Danilo è andato a prendere Franci leggermente in anticipo; hanno attraversato la città con i mezzi pubblici e chiacchierato molto.
La meta: il Museo della Juve.
Ne hanno parlato molto bene... a loro è piaciuto e io sono stata contenta di vederli insieme.
Avere delle esperienze separate, in casa, vuol dire avere tante cose da raccontarsi e tanto da imparare dagli altri. 
L'altra sera ho detto loro, a tavola: "Pensate quando tra qualche anno ognuno di voi avrà i suoi amici e ognuno di voi li farà conoscere ai suoi fratelli... Pensate: un giorno studierete cose diverse e vi appassionerete  a cose diverse. Avremo tantissimo da imparare e da raccontare...".
Quel mercoledì sera ho iniziato a vedere una piccola parte di questo...

dal web
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5 aprile 2013

FEDERICO - il venerdì del libro


Eccomi.
Non avevo programmato la partecipazione ma da ieri sera non riesco a trattenermi :)
Lo conoscerete sicuramente... i libri di Lionni sono unici.
Vi parlo di Federico, un regalo che Anna e Stefano hanno fatto a Chiara per il suo compleanno.
Lo abbiamo (ri)letto ieri sera, con i turulli piccoli.
In rete ho trovato questa recensione che sintetizza benissimo il fascino di questa storia di topini: 
"Si potrebbe considerare questa favola, estremamente delicata, una sorta di "rilettura" e reinterpretazione della più famosa La Cicala e la Formica nel senso di un'apertura mentale, di abbattimento di rigidi schemi e dell'esigenza di arricchire la vita di poesia. Lionni in questa favola crea un momento di magia: consigliato principalmente agli adulti!" (http://www.lafeltrinelli.it/products/9788883621208/Federico/Leo_Lionni.html)

Insomma, diciamocelo chiaramente: è questo un periodo in cui sono sensibile al tema del "lavorare"... 
Penso, ovviamente, alla scuola elementare... 
Federico lavora in un "altro modo" rispetto ai suoi compagni; e si scorrono le righe del libro aspettando il momento in cui tutti gli faranno "un mazzo così"; anziché fare provviste in senso classico, lui raccoglie raggi del sole e guarda i colori e immagazzina parole...
Ognuno fa la sua parte; e, in chiusura, a Federico arriveranno i ringraziamenti per aver collaborato a modo suo a superare il gelido inverno.

RIPARTIRE... ANCORA DUE GIORNI

Queste vacanze sono volate; non ci siamo mossi da casa, se non per una gita in montagna fatta di pranzo in compagnia, allegria, palloni e passeggiata.
A conti fatti, il tempo incerto non mi è dispiaciuto eccessivamente. Abbiamo dormito per ben due notti consecutive in modo decente; poi, ovvio, Chiara si è un pochino ammalata e così abbiamo recuperato l'insonnia perduta.
Due notti in bianco per male alle orecchie. Adesso sembra stia meglio.
Inutile negarlo; a me piace stare a casa con i turulli. Mi piace non andare a lavorare e non portarli a scuola. Avere dei tempi di vita più accettabili, dei ritmi più naturali... anche se per lavarci-vestirci-uscire occorre quasi sempre lottare.
Francesco, a casa, si è rilassato e vederlo con i suoi occhi belli e il suo viso tondo raggiante mi riempie di vita... 
Non è sempre così per Davide e Ale; il primo non scende a compromessi mai. Urla, urla e urla di protesta.
Il secondo ruota attorno agli altri e troppo spesso pensa di rendersi visibile facendo piccoli dispetti ai fratelli, facendo la peppia spiona, ripetendo a pappagallo con annesse smorfie.
Chiara consolida l'atteggiamento da "ragazzina" impertinente; fortuna che ancora sa chiedere scusa.

In tutta onestà, a volte penso che la scuola elementare ingrigisce i bambini; il rientro alla scuola dell'infanzia è condito da sorrisi e evviva. 
Certo, qualche abbraccio in più a mamma e mapi, per fortuna, ci sono... 
Tutte le maestre che abbiamo incontrato alla materna sono brave, indiscusso.
Non mi piace credere che per imparare si debba rinunciare al gioco, non mi piace la regola dei numeri e dell'omologazione, non mi piace che per venirne fuori si debba sotterrare la specificità di ognuno.
Siamo decisi e questa situazione, in un modo o nell'altro, migliorerà.
Francesco ripete costantemente che a lui non piace studiare, che a lui non piace leggere, che a lui non piace andare a scuola. "Tanto io sono un po' tonto; e poi sono lento. Sai che tizio ha finito l'album della figurine e finisce sempre tutte le schede? Lui è veloce". Un mondo diviso tra lenti e veloci; un pregio fare tutto bene e molto rapidamente... Mi manca il respiro...
Lo osservo, il mio Francesco. Appena arriva a casa, cerca un foglio e i colori e fa dei disegni stupendi... L'anno scorso non ce la si faceva, tra noi e le maestre, a fargli fare un lavoro. Insomma, arriverà, no? Avrà altre doti, no? Stiamo visitando un museo ogni tre settimane; ed è sempre più silenzioso nel guardare.

Le giornate pasquali sono state giornate di disintossicazione da pensieri di questo tipo; qualche raro accenno, canticchiando le sillabe che a Franci non piacciono ancora molto e ripassando la T maiuscola corsiva (sai mamma, la faccio sempre minuscola e quando nella data devo scrivere Torino, sbaglio sempre. Mi aiuti a farla bene?).
Ci siamo concessi momenti in compagnia, in famiglia e cartoni animati. Amici e cioccolata. Franci ha potuto godere del suo essere grande, andando al cinema con Stefano e facendo una gita col suo papà.
Noi abbiamo riflettuto sulle parole ascoltate negli ultimi tempi e abbiamo valutato i consigli e le opinioni della psicologa della scuola e del grafologo che visiona i lavori di Fra.

Leggo e mi aggiorno in rete e vedo che le nostre difficoltà sono condivise.
Guardo avanti ma non lontano perché altrimenti non vedo dove metto i piedi.