21 marzo 2013

ARRAMPICATA

Eccoci qua...
le giornate scorrono e la primavera è arrivata.
Noi siamo giù di tono; io sono poco propositiva e il mio sonno è sempre irregolare e altalenante.
Francesco piange, a volte più a volte meno e non c'è tanto il modo per interessarlo al "far bene" (che poi sei più contento...)
La nota positiva della settimana c'è, però... anzi, a dire il vero... più di una, si sa; io viaggio con l'umore di Franci e sbaglio. In casa siamo talmente tanti che dovrei guardare più attentamente nel particolare.
Davide, Ale e Chiara continuano a vincere medaglie. Quando fanno gruppo tra loro sono odiosi: la colazione e la messa a nanna due momenti emblematici.
Stanno però crescendo a vista d'occhio... gioielli, veri e propri gioielli... molto più preparati al mondo di quanto non lo siamo Franci ed io messi assieme.
Danilo è instancabile: lavora giornate intere senza una parola di lamentela, mai.
Io stento a vedere il bicchiere mezzo pieno; e mi sento in colpa perché con un sole così, quattro turulli così, un marito così e una nonna così (e non parliamo degli amici) non si può avere il muso neanche per dieci minuti.

Arrampicata! Da qui si riparte...
Franci, dopo cinque mesi, ha chiesto di interrompere la piscina.
E così abbiamo fatto; i suoi ingressi sono stati dirottati su Davide e Chiara. Ale va con la scuola materna.
Lunedì pomeriggio ha fatto la prima prova di arrampicata.
Ce l'abbiamo fatta: i suoi occhi brillavano ed è bravo. Finalmente! Qualcosa in cui può sentirsi bravo.

Inserisco alcune riflessioni prese dal web; mi hanno aiutata a capire quanto immaginavo e quanto sentivo dai racconti di Giovanna e Gabriella.


(da http://www.leiweb.it/benessere/fitness/2012/arrampicata-micaela-solinas-30706074007.shtml)
Quali sono i benefici (fisici e psicologici) di questo sport? 
"Da un punto di vista fisico, se praticata correttamente, l'arrampicata aiuta a sviluppare le capacità coordinative, l'equilibrio, la mobilità generale, la sensibilità e la percezione del proprio corpo e dei propri movimenti, l'elasticità, la resistenza e la forza, soprattutto degli arti superiori, senza contare i benefici indiretti derivati dalla pratica di un'attività in mezzo alla natura. Da un punto di vista mentale può aiutare a sviluppare capacità di base quali la concentrazione, l'attenzione, la gestione delle proprie risorse psico-fisiche, la previsione e la risoluzione di problemi, la gestione della paura e delle emozioni, la collaborazione, la relazione con i compagni. Va però sottolineato che perché questo accada bisogna saper lavorare adeguatamente sulla tecnica". 

Quali sono le caratteristiche fisiche che deve avere un free climber (muscoli, testa, etc..)?
"Non esistono caratteristiche particolari, chiunque può praticare l'arrampicata a livello amatoriale se non ha specifiche problematiche psichiche e motorie. Alcune persone ovviamente sono più dotate di altre. Se sei giovane, magro, sciolto e forte probabilmente sarai facilitato, ma su un terreno adatto e con un istruttore competente tutti possono provare l'esperienza dell'arrampicata e migliorare le proprie capacità. Con la giusta tecnica e una buona condizione fisica di base si possono affrontare terreni di media difficoltà senza allenamenti specifici e intensivi che diventano invece via via più necessari col crescere delle difficoltà". 


(da: http://corda-doppia.blogspot.it/2010/03/climbing-teraphy.html)


Ho ipotizzato benefici concreti sia a livello motorio che a livello psicologico.
Partiamo dai più semplici e intuibili. 

A livello di abilità motorie l’arrampicata mi sembra una disciplina sportiva completa che permette uno sviluppo muscolare sia della parte superiore che di quella inferiore del corpo senza particolari rischi (per lo meno in età infantile) alle articolazioni, essendo i movimenti dell’arrampicata a “carico naturale”, cioè non sovraccaricando le articolazioni, le fasce muscolari e la colonna. 

Dal punto di vista della motricità si ha uno spiccato sviluppo di equilibrio e coordinazione dei movimenti sia in progressione verticale (dal basso verso l’alto e viceversa) che laterale (l’arrampicata impone movimenti precisi e inusuali progredendo sia frontalmente che lateralmente).
A livello di psicomotricità per scalare è necessario acquisire e sviluppare la consapevolezza del proprio corpo e dei propri movimenti, unitamente ad un grande autocontrollo e capacità di concentrazione, per affrontare situazioni di tensione emotiva (mantenere il sangue freddo quando per esempio non si riesce a progredire e si teme di cadere).
La verticalità è qualcosa a cui non si è abituati. Comporta il superamento di una barriera, di un limite fisiologico: la forza di gravità. E il tutto contando solo sulle proprie forze.
Qui entra in gioco anche l’aspetto psicologico e motivazionale.
Per scalare in sicurezza bisogna imparare a conoscere, infatti, le proprie capacità, ma anche i propri limiti. Ciò significa non sottovalutarsi, ma soprattutto non sopravvalutarsi, imparando a gestire al meglio le proprie emozioni (autocontrollo).
Il miglioramento e la crescente capacità di autocontrollo portano ad un progressivo sviluppo dell’autostima.
Interessanti risvolti potrebbero avere anche gli aspetti psicologici dell’attività agonistica, anche se paragonabili a quelli riscontrabili in tantissime altre discipline sportive.
Da una breve ricerca fatta tramite il web ho scoperto che nel maggio 2006 a Rovereto (TN) si è tenuto il convegno-progetto Born to Climb ove si è affermato che:
“L'arrampicata come terapia per disabili e ragazzi in situazioni di disagio psicologico in quanto attività che stimola sia gli aspetti muscolo-scheletrici della persona ma anche e soprattutto la sfera emotiva.
Una sfida che permette di esprimere le proprie potenzialità determinando di conseguenza un evidente miglioramento stima di sé. L'arrampicata come metodica di insegnamento nelle scuole con l'obiettivo di proporsi come una futura attività tradizionale da realizzarsi durante le normali lezioni di Educazione Fisica.”



Ok! 
Quello che leggo mi piace e mi fa pensare che a Franci possa fare bene...
PS: per aggiornarvi: ho chiesto informazioni anche per gli ingressi degli adulti :)

tutte le immagini tratte dal web
 



5 commenti:

  1. Tesoro! Benvenuta fra i ragni. Anche Anna adora arrampicare :-( non ne sono felice, sono una fifona...andate in v. Braccini? :-) un abbraccio forte xxxg

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    1. ciao! sì ma dalla parte opposta della strada! al cus :) abbracci anche a te PS ma finirà che ci incontreremo... :)

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  2. Bè, come non essere d'accordo..io adoro arrampicare e io e l'Alpamrito portiamo il nano con noi da quando è nato in palestra una volta alla settimana.
    Fa bene? Come tutti gli sport ma ha una particolarità: non è solo uno sport, se la pratichi anche fuori, dove dovrebbe essere praticata, dopo un po' vuoi anche andare in montagna e fare vie di misto e scopri quanto sono belli i posti che puoi raggiungere e diventa uno stile di vita, molto più di semplice attivitò fisica..
    p.s. MI pareva di avertela suggerita, o sbaglio?
    Speriamo che continui a piacergli e mi raccomando, non abbiate paura, non è affatto più pericoloso di altre attività

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    1. :))) stamattina ho chiesto se posso arrampicare anche io mentre lui fa lezione... senza vederci, ognuno per i fatto suoi... ha ringhiato un NO secco :) a presto e grazie

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  3. Ti ho assegnato un premio. Se ti va, è qui: http://www.mammavvocato.blogspot.it/2013/03/blog-che-ispirano-ed-inspirano.html

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