5 febbraio 2013

SOGNI PROIBITI

So... so che adesso vi aspettate un racconto che parla di quelle robe; ma proprio non posso farlo... no, soprattutto da quando le mie splendide nipotine leggono questo blog (che emozione!).
Vi racconto ugualmente un altro sogno proibito...
Vi è mai capitato di fare un giro a Palazzo Reale, in un orario improponibile, senza altri visitatori accanto a voi... e di immaginarvi con un bellissimo abito d'epoca, a ballare nel salone con un fantastico ometto oppure di camminare nei corridoi e nelle sale...
Il mio sogno proibito è molto simile...
Lavoro in un istituto molto grande; gli ambienti sono distribuiti in due differenti ali. 
I corridoi sono tantissimi e grandi.
Li ho percorsi centinaia di volte, da studentessa, da docente e da tecnico; al mattino prestissimo ma anche di sera tardi.
Corridoi larghi e lunghi... per correre e andare.
La mancanza di spazio è un tema ricorrente nella mia esistenza; da bambina ho visto per anni i tanti sacrifici del mio babbo e della mia mamma per lasciarci, in quel guscio di noce che era la portineria in cui vivevamo, qualche metro in più a disposizione.
Molto spesso ho immaginato i miei turulli (magari accompagnati da qualche amichetto... tanto qui c'è spazio per tutti!) saltare liberamente e godere di questi ambienti dai soffitti altissimi che ben si prestano al loro divertimento.

Una sera qualunque, di una settimana qualunque, i bimbi ed io abbiamo deciso di fare una sorpresa a Danilo che aveva consigli di classe sino a tarda serata...
Siamo venuti, dopo la loro scuola, in altra scuola, questa dei grandi...
E abbiamo fatto un giro per corridoi e piani.
Siamo arrivati al quarto, dove lavoro io, e abbiamo goduto della vista di Torino al tramonto...
Poi siamo scappati dalla parte opposta e ci siamo divertiti come dei pazzi...
Trattenendo un pochino il fiato (e metti caso che spunta qualcuno a farmi un mazzo tanto...), ci siamo concessi qualche trasgressione (non si corre mai nei corridoi :))...
Evviva! Ricorderemo a lungo... molto a lungo...












2 commenti:

  1. Ricordo ancora con tanta gioia quando, da piccola, qualche volta mi portavano nella scuola in cui mia nonna faceva la bidella.
    Scuola deserta, enorme, tante rampe da salire e scendere.
    Ed entravo nelle aule, sbirciavo nei quaderni sotto al banco, immaginavo chi fosse il proprietario.
    Era meraviglioso, ed è una delle poche cose che ricordo con chiarezza della mia infanzia.
    Grazie per avermele fatte tornare in mente.

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    1. grazie a te... hai scritto delle righe bellissime... mi sembra di sentire l'emozione

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