13 novembre 2012

INDIVIDUO UNICO

Dopo le giornate di festa mi capita di pensare di non aver fatto abbastanza avendo fatto, per paradosso, troppe cose...
Ai ragazzi di casa mia serve vedere il mondo esterno, come a tutti... e imparare e avere stimoli.
Colazione, denti, vestizione non sono rapidissimi passaggi e così per uscire di casa si deve correre...
E spesso mi pento e mi domando se in realtà fare cose non serve più a me che a loro...
Tornando a lavorare e a scuola, i turulli chiedono attenzioni e così penso a loro...
Avere tempo...
Usare le ferie per stare un giorno con ognuno? Vuol dire andare a lavorare a ridosso del Natale e lasciarli a casa con babbo e/o nonna... 
La mia tendenza è quella (quasi sempre) di preferire la famiglia al singolo... 
Leggo Montessori e continuo a lasciare queste tracce per riflettere...

"L'uomo invece è come l'oggetto lavorato a mano: ognuno è diverso dall'altro, ognuno ha un proprio spirito creatore, che ne fa un'opera d'arte della natura. Ma il lavoro è lento ed è lungo. Prima che appariscano gli effetti esterni, deve esserci stato un lavoro intimo, che non è la riproduzione di un tipo fisso, ma la creazione attiva di un tipo nuovo: quindi un enigma, un risultato a sorpresa. (...)

domenica di gioco in oratorio


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