4 settembre 2012

CONTO ALLA ROVESCIA

Ultima settimana...
Il rientro a scuola è imminente; i turulli sono emozionati. 
Franci impaurito ma gasato.
Io penso alle mattine in cui l'ansia e il timore del ritardo mi assalgono e mi viene la nausea... 
Lo so, lo so... che esagerazione.
Provateci :) Il lavoro è proprio molto lontano dalle loro scuole e ogni piccolo imprevisto (cacca, cellulare dimenticato, cerniera rotta, crisi di malinconia, macchina parcheggiata lontana...) creano disagio.
Non ci penso, ci provo! Che è già un inizio.
Imparerò anche io e loro cresceranno... anche se spero non troppo rapidamente. 
Sono così belli e affettuosi che vorrei lunghi periodi di vicinanza.


Occorre preparare i bambini al rientro a scuola, motivarli e incoraggiarli, soprattutto quando si ha la fortuna di passare alcune settimane lontani da casa.
Vi propongo alcune righe interessanti, pubblicate dal sito dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. 

"Come favorire nei bambini la curiosità e il gusto per l’apprendimento? 
Da quando sono piccolissimi trasmettere con parole e comportamenti che imparare cose nuove è un piacere e un valore. 
Porsi come esempio, i bambini imparano osservando ed imitando il comportamento dei genitori. 
Manifestare interesse e curiosità e scoprire insieme le cose nuove (sui libri, internet, videocassette ecc..). 
Trovare momenti e spazi per la lettura insieme (il bambino sfoglia o colora il libro insieme al genitore). 
Abituare il bambino a momenti di silenzio e a stare da solo per sapersi organizzare giochi ed attività autonome. 
Abituare il bambino a momenti di attività tranquille che richiedono attenzione e concentrazione. 
Andare insieme in libreria per scegliere i libri. 
Individuare insieme i programmi TV educativi da condividere nella visione. 
Nel tempo libero e nelle vacanze includere anche visite ai musei, ad acquari, mostre (ne esistono di specializzati per i bambini). 

Quando il bambino va a scuola. Cosa fare.

Curare insieme il materiale scolastico e il suo angolo studio. 
Gradualmente richiedergli l’autonomia e la responsabilità in questo compito. 
Stabilire sempre lo stesso orario per lo studio preceduto da un momento di riposo ed attività tranquille, e seguito da giochi ed impegni più intensi. 
Parlare di quello che si è fatto a scuola condividendolo nei momenti in cui tutta la famiglia è riunita. 
Riconoscere i suoi successi, non sopravvalutando i risultati, ma apprezzare quello che di nuovo si è appreso e valorizzare il bambino per la sua crescita intellettiva. 
Non sottovalutare i risultati negativi, insieme capirne il perché e trovare per tempo la causa e le possibilità di soluzione anche con l'aiuto dell'insegnante e dello psicologo. 
Porre attenzione al senso di colpa che il bambino può avere rispetto all'insuccesso ed al possibile senso di inadeguatezza o insicurezza personale. 
Far sentire al bambino che genitori ed insegnanti sono alleati nel comprendere e risolvere le sue difficoltà. 
Non svalutare mai il lavoro o il comportamento degli insegnanti davanti al bambino. (Ma se non siamo daccordo parlare con l'insegnante o il responsabile della scuola). 
Cercare di essere sempre informati sulle attività svolte dagli insegnanti a scuola. 
Collaborare, quando possibile e in accordo con i docenti, ad attività integrative apportando eventuali contributi personali e professionali per far comprendere al bambino che la scuola è parte della società a cui tutti apparteniamo".


Spero che sino a qui abbiate letto.
Chiudo con un trafiletto di Giovani Genitori, numero di settembre, che mi ha regalato una prospettiva che non avevo sino ad ora avvicinato così chiaramente.
"Sono curiosi i bambini: ................... Anche i genitori sono curiosi. Vogliamo sapere quali insegnanti rimangono e quali se ne vanno .......dove si andrà in gita, cosa si mangerà in mensa, ........., quando si accendono i termosifoni, dove si fa l'intervallo, se i bambini si mettono la maglia se fa freddo...............
Alla curiosità dei bambini la scuola è sempre tenuta a dare una risposta. Non dovrebbe valere lo stesso per la curiosità dei genitori (...........) La scuola è un affare tra insegnanti e bambini. I genitori, una volta supervisionate le linee generali, dalla scuola dovrebbero star fuori. Il che significa diminuire l'ansia del controllo, credere negli insegnanti, fidarsi dei propri figli ... (...)".

Ci penso bene... ma bene bene. Sono d'accordo. 

3 commenti:

  1. Che bel post! UTilissimo e molto conciliante. Seguiro i consigli :-)

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    1. guarda; ho riletto queste righe più volte negli ultimi tre giorni... rischio di dimenticarle ma accadrà, le rileggerò :) PS grazie :)

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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