31 agosto 2012

Non farti sorprendere dai pidocchi:Paranix Prevent

Articolo sponsorizzato

NON FARTI SORPRENDERE DAI PIDOCCHI:PARANIX PREVENT

 

 

Non so bene perché, ma ho sempre pensato che i pidocchi si prendono in inverno.

E ho scoperto di non essere la sola!

L’esperienza devastante dello scorso autunno mi ha fatto aprire gli occhietti!

Appena rientrati alla scuola dell’infanzia, bam! Il botto! Pidocchi prima della fine della settimana. E non eravamo neanche approdati alla giornata di scuola completa…

Sapete quando sono definitivamente scomparsi da quella classe? A Marzo! Un incubo… Anche perché, nel mio immaginario, pediculosi per quattro teste di bambini equivale a panico - terrore – assenza prolungata dal lavoro – notti insonni – cuscini – spazzole – pettinini – capelli a zero…

Io e i pidocchi abbiamo un rapporto complesso smiley

Quando Stefano, che tra pochi giorni compie 18 anni, era piccolo, io non ero molto più grande di lui… Sto scherzando… Ma non del tutto; non avendo figli miei e non avendo esperienza di bambini in comunità, nulla sapevo di pidocchi, pruriti, contagio ecc…

Serata di cartoni insieme sul divano e viaggio in autostrada sino a quando, sua mamma, fortunatamente, si è accorta che anche le ciglia erano invase.

Continuavo a dire: “Non grattarti, non grattarti, dai, che ti irriti la testa!”. Poveretto, era invaso.

Li aveva presi in piscina o ai giardini.

Ve lo racconto perché leggendo le righe sul sito Paranix mi è ritornato in mente l’episodio e una risatina per la mia imbranataggine me la sono fatta.

“A scuola, in palestra, ai giardinetti: nella vita di un bambino le occasioni di socializzazione sono infinite ed è proprio attraverso il contatto fisico che un pidocchio può passare da una testa all'altra”.

Considerando che attorno al tema “pidocchi” le persone riescono a volte a essere cattivelle, razziste e ignoranti, ho deciso di leggere in rete e di fare una corretta prevenzione. A settembre, esattamente il 12, si parte con la scuola elementare e l’esperienza dell’anno passato non la voglio neanche vedere da lontano.

Dal sito Paranix ho avuto molti spunti e così ho sperimentato per voi il Paranix Prevent.

Andate a leggere in rete e, se volete, fatemi sapere se condividete.

 

Quando si gestisce una vita con quattro bambini piccoli, alcuni requisiti sono indispensabili: nessuna salopette perché ci si impiega troppo tempo per andare in bagno, felpe solo con zip, crema solare solo da spruzzare… La praticità senza rinunciare alla qualità è al primo posto.

Primo motivo per cui mi è piaciuto il flaconcino del Paranix Prevent: lozione spray no gas, come si legge sulla scatola.

Non avendo bisogno né di preparazione né di risciacquo e considerando che si spruzza sul capello asciutto, possiamo anche noi “famiglia numerosa” usarlo senza svegliarci tre ore prima o prendendo ore di permesso sul lavoro. Un po’ come lavarsi i denti, tutte le mattine, dalla scorsa settimana e per qualche giorno, il Paranix ci protegge creando, cito: “un ambiente sfavorevole all’infestazione. Riveste il capello con una pellicola protettiva che riduce l’adesività delle eventuali lendini. Nutre e ammorbidisce i capelli facilitando la pettinabilità.”
Il secondo motivo per cui “I like!” è immediato… senza insetticidi.

Non siamo omeopati e non ci affidiamo a medici omeopati; ammetto però che facciamo largo uso di rimedi naturali. Soprattutto grazie agli insegnamenti della mia amica Marina e alle letture fatte in questi anni, quando si può, preferiamo l’utilizzo di prodotti omeopatici.

E il Paranix Prevent agisce grazie alle proprietà di estratti vegetali come il Neem Oil, Frazione Purificata di Tea Tree Oil e Thymus Vulgari in esso contenuti.

Globalmente, la nostra esperienza, sino ad oggi, è più che positiva…

Vi consiglio un giro nel sito ufficiale e vi saluto con il “simpatico” Ludwig…

Dimenticavo: il Paranix Prevent ha un profumo buonissimo!

 

 



 

27 agosto 2012

UN ALTRO GIORNO...

è andato.
Non sono più capace, no... non riesco a scrivere un nuovo post.
Tra persone che mi dicono che le parole scritte pesano molto e occorre metterle giù con attenzione, tra persone che mi elencano mille motivi per cui essere contenta di tornare a casa e tornare a lavorare e tornare a non stare più con i miei turulli come vorrei... sono in confusione.

Domani facciamo i bagagli e si torna a Torino, con tappa Forlì.
Se voi poteste vedere la luce che illumina oggi questo paesaggio, capireste perché è difficile lasciarlo.
Se voi "sentiste" il bene che ci vogliono, capireste perché è difficile allontanarsi.

Queste settimane di vacanze sono state molto belle; a tratti faticose ma elette senza dubbio le vacanze più belle degli ultimi sette anni.
Andare via da qui mi carica sempre di nostalgia... ma porto con me anche una grande scorta di energia.

Settembre è un mese di feste... 
Io compio 40 anni tondi tondi.
I bimbi 4.
Stefano 18.
Poi c'è la scuola elementare... e ci impegneremo per viverla come una festa...
In casa alcune cose sono provvisorie ma abbiamo già fatto molto...

A me, per essere felice, è (quasi) sufficiente vedere che stiamo tutti bene...
E dunque in un angolo del mio cuore resta sempre la promessa che se "non ce la faccio più" mi fermo, rinunciano a qualche soldino... 
Vi saluto con una foto che a me piace moltissimo. 
Accantonando la tristezza nel vedermi così flaccida (una volta la faccenda era ben differente...), ringrazio Giulia e Francesca, le fotografe, per il regalo: questa è la seconda foto che ci ritrae tutti insieme, la prima degli ultimi due anni.




16 agosto 2012

ESTATE - NEGRAMARO

Stamattina, verso il mare, cantando a squarciagola... 

"In bilico tra santi e falsi dei - sorretto da un'insensata voglia di equilibrio - e resto qui sul filo di un rasoio ad asciugar parole che oggi ho steso e mai dirò non senti che tremo mentre canto - nascondo questa stupida allegria quando mi guardi 
non senti che tremo mentre canto è il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai 

in bilico tra tutti i miei vorrei - non sento più quell'insensata voglia di equilibrio che mi lascia qui sul filo di un rasoio a disegnar capriole che a mezz'aria mai farò non senti che tremo mentre canto - nascondo questa stupida allegria - quando mi guardi non senti che tremo mentre canto è il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai 

in bilico tra santi che non pagano e tanto il tempo passa e passerai come sai tu in bilico e intanto il tempo passa e tu non passi mai nascondo questa stupida allegria quando mi guardi non senti che tremo mentre canto è il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai!"



11 agosto 2012

PICCOLO LAGO - SALBERTRAND

All'inizio di luglio siamo andati con i bambini a visitare un piccolo lago.
Passeggiata molto carina, leggermente impegnativa, che i bimbi hanno affrontato bene, sempre con il loro zainetto, il loro corredo, e la loro mela da mangiare intera, spuntino dell'arrivo.

Abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare il lago ma ora vi spiego.
Entrando in paese, seguire le indicazioni per l'ingresso dell'Ecomuseo.
Con l'auto si potrebbe proseguire sino al piazzale indicato in direzione area attrezzata, sentiero a destra rispetto all'Ecomuseo. Noi abbiamo fatto inversione e abbiamo lasciato l'auto sotto, prima del ponte, accanto al parco per bambini e allo spiazzo, molto carino, con tavolo picnic e acqua fresca.
Il sentiero è sterrato e non particolarmente comodo; abbiamo preferito farlo a piedi.
Quello che vedete qui sotto è l'arrivo al parcheggio (per poche auto).


Seguire dunque la direzione: Lago della Ghiacciaia.
Leggendo i pannelli esplicativi, capirete: è un laghetto artificiale utilizzato, prima dei refrigeratori, per produrre ghiaccio. Incontrerete, come prima cosa, la ghiacciaia.
Ghiacciaia: "Il freddo sfruttato come risorsa economica. L'edificio con spessi muri in pietra, interrato e ricoperto da alberi con funzione ombreggiante costituisce l'ultimo esempio di ghiacciaia ottocentesca piemontese ancora integra".
Lago ghiacciato: "Laghetto artificiale ove avveniva la produzione del ghiaccio che, conservato fino all'estate, caricato sui carri, ricoperto di sacchi di juta, veniva trasportato fino ai mercati di Torino e Briancon".
Il luogo è da fiaba e la storia molto affascinante, per grandi e piccini.


Questo è l'arrivo al laghetto e la circumnavigazione...
Una sosta per giocare con il ruscello che alimenta il lago...



Ciliegina sulla torta! Girarsi e trovare questo: la Sauna "Ricostruzione in legno del prototipo di smoke-sauna, progettata dal grande architetto finlandese Alvar Aalto, realizzata in tre successivi workcamp internazionali tra il 2003 ed il 2005".




Ci intratteniamo in riva al lago; si gioca e ci si riposa. Io faccio qualche foto, leggo ai bimbi qualche riga esplicativa e Danilo fa notare particolari che i turulli non vedono. 
Ancora un giro e qualche spiegazione... Il laghetto sembra un luogo fuori dal mondo...
Ci allontaniamo e cerchiamo un prato riparato dove mangiare; e lo troviamo... Uno spettacolo. Stiamo bene, quanto stiamo bene... 
Un pranzo, lento, molto allegro e con il dolcetto finale.
Poi, nanna per i piccoli e due passi con mapi per il grande.





A seguire, acqua, fiume e gioco, tanto gioco. 
Franci inizia solo e poi, con il risveglio, arrivano tutti. Prima una mano, poi l'altra, poi il piede, poi l'altro piede... e siamo zuppi, dalla testa ai piedi, tutti! Per più di un'ora abbiamo giocato con due contenitori dello yogurt e uno della plastilina, sassi e legnetti.





Come abitudine, si torna verso l'auto e si conclude il pomeriggio con abbondante merenda e gioco nel parco. E che parco! Come sfondo i monti, aria rigenerante, niente coda, pulizia e spazi ampli.
Bimbi sereni, adulti appagati.
Bello!



Nel caso voleste approfondire: http://www.altavallesusavirtuale.com/salbertrand/ecomuseo.htm

http://www.lucasitalia.it/getfile.asp?tipo=fileeventi&id=246




8 agosto 2012

DON FABIO

Scrivere questo post è difficile perché mi sembra di doverci mettere dentro tutto e tanto; e ho paura di "dimenticare".
Scrivo quello che ho vissuto io e, certo, non è cronaca e verità... Questo è il mio punto di vista e il mio sentimento.
Ho l'impressione che lui forse abbia compreso molto bene il senso della vita. O forse no, forse era solo "fatto così".
Fabio, maggio 2005, il giorno del nostro matrimonio

Io ho tanti cugini; siamo cresciuti in momenti diversi e in luoghi diversi. 
Da adulto ti accorgi che con qualcuno c'è una sorta di estraneità, con altri ci sono similitudini e affinità, con altri ancora ci sono legami irrazionali e importanti. In qualche modo i cugini sono come dei fratelli e delle sorelle.
Fabio è mio cugino, uno dei tanti; uno dei più storditi e imbranati, un omone che aveva le movenze poco delicate e che non intendeva presentarsi come un vincente (nello stile, nelle scelte, nelle abitudini).
Questo modo suo di atteggiarsi e di scegliere è stato, quando più quando meno, accettato, così come si accettano gli eventi che si muovono in famiglia. Le critiche, però, quelle non se le è risparmiate. Non so dire se abbiano in qualche modo interferito con il modo di vivere e con il sentimento di Fabio, questo non lo so immaginare.

No, di consueto e ordinario Fabio non aveva molti atteggiamenti ed è per questo che a me il cancro, proprio al cervello, è sembrato un segno scritto con la stessa identica penna.
Tra la realtà e la malattia, per settimane, c'è stato un confine indefinibile che, con persone ben più inquadrate, non ci sarebbe stato.

Fabio è uno dei "cugini giovani", quelli del mio taglio più o meno di età.
Il suo babbo, zio Peppe, è morto a 59 anni ed è il terzo fratello dal basso degli otto di mamma (lei è l'ultima, la più piccola - io sono la cugina ultima, la più piccola).
Le prime immagini che mi arrivano sono quelle degli anni insieme, quelli in cui si era più figli che padri, quelli in cui si passavano ore d'estate insieme. 
Io, di Fabio, ricordo benissimo i piedi, sempre nudi e neri, mentre si stava davanti casa di zio Natale e zio Armando.
Ricordo le spalle larghe, quando si arrivava insieme alla Madonnina; maglietta a terra e subito di corsa in acqua a fare il bagno.
Io vedo Fabio nuotare a farfalla.
Alto e grosso, mi ha preso sulle spalle infinite volte per farmi tuffare o per fare la battaglia tra cavalli.
Ricordo quando, neo patentato, di ritorno dal mare, si è preso uno dei tanti cazziatoni che zio molto spesso gli riservava: aveva inchiodato col giallo e non era passato.
Zio Peppe: ho nelle orecchio il meraviglioso accento romagnolo e quel tono ragionato e ansioso e pianificatorio che da giovane vedevo anche nella mia mamma e oggi vedo splendidamente in me.
Di Fabio ricordo il suo disgustoso modo di mangiare, la sua fisicità prorompente, i capelli perennemente fuori posto, il suo sorriso e la risata ... che non ho visto mancare mai... Quante volte ci siamo domandati se ci era o ci faceva...
Ricordo con tantissima tenerezza il suo soggiorno a Torino per fare il militare; eravamo stati bene, fuori da Marche e Romagna, dove in parte si cercava di essere quello che gli altri desideravano.
Negli anni del seminario io Fabio l'ho visto e sentito poco; sono gli stessi anni in cui cercavo di dare una direzione alla mia vita; la laurea, la convivenza, il matrimonio e la ricerca dei figli. Ho sempre avuto sue notizie da mamma (la sua madrina) che invece al telefono lo sentiva spesso. Mamma ha sempre avuto il grande pregio si riportarci tutte ma dico tutte le notizie della famiglia allargata.

La sua malattia ha camminato parallelamente alla malattia della mia amica Nicoletta, la mamma dei tre gemelli  nati 12 ore prima dei turulli; tante volte ho pensato che Fabio avrebbe barattato la sua vita per quella di Nicoletta, neo mamma di tre splendidi bambini. E invece se ne sono andati tutti e due nello stesso mese, a distanza di pochi giorni.
Fabio malato in ospedale io non sono andato a trovarlo mai... 
Sono andata al suo funerale perché volevo stare "insieme". E sono contenta di averlo fatto. Perché è poco descrivibile quello che, al cuore di tutti noi, è arrivato quel giorno e nei giorni da li in avanti.
Certo, dice R., altra cugina: Fabio, negli anni passati, lo sapeva che aveva un atteggiamento che non era né condiviso né condivisibile... 
Sta il fatto che ha realizzato più, molto di più.... di quanto noi non immaginassimo, di quanto non ci si aspetta da una persona "come" Fabio.

tratto da: multimedia.quotidiano.net
http://multimedia.quotidiano.net/data/images/gallery/2011/26640/38.JPG

tratto da: corriereromagna.it
http://www.corriereromagna.it/sites/default/files/foto-gallery/2011/09/16/5406.jpg?1316167426

tratto da: corriereromagna.it
http://www.corriereromagna.it/sites/default/files/foto-gallery/2011/09/16/6527.jpg?1316167427
Dei miei tanti cugini, due se ne sono andati.
Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa: A. che tutte le persone valgono.
Fabio che si possono giudicare i modi delle persone ma non il cuore; il cuore è altro e non si può "valutare".







5 agosto 2012

BOLLE DI SAPONE

maestrasandra.it

ww2.raccontidifata.com

bimbonaturale.org


L'altro giorno Carlo e Manuela sono venuti con noi al mare.
Hanno dato ai bimbi una pistola sparabolle (bellissima) che, adesso, è da ricaricare :)
Così ho spiluccato in rete e, guardate...
Condivido qualche link molto divertente.

Come fare le bolle di sapone giganti di Focus Junior
http://www.focusjunior.it/Cose_curiose/Special/2012/giugno/come-fare-in-casa-bolle-di-sapone-giganti-e-resistenti.aspx 
Fare bolle di sapone
Piccola guida per bolle giganti

Buona lettura e buon divertimento!

3 agosto 2012

FERIE DI AGOSTO

foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Sono qui che salto tra un argomento e un altro; ogni tema e ogni bozza preparata mi sembrano fuori luogo.
Perché in realtà ho voglio di scrivervi che stiamo bene e siamo felici.
Quasi fa ridere, no? Un pensiero infantile, occorre trovare qualche pippa mentale da produrre attorno perché così è una banale considerazione.
Così, è così e basta!
Siamo felici; molto più che in altri momenti di vacanza. 
Attenzione; capricci e testardaggine e problemi (forti) di udito continuano a persistere.
La crescita dei turulli mi sta aiutando a superare la mia paura "del mondo"; in questi anni, poco per volta, sono nate delle ansie: timore di fare troppo rumore, di essere troppo ingombrante, di essere fermata per strada per la solita domanda, di essere negativamente giudicata... 
Durante questa vacanza ci stiamo finalmente aprendo e così siamo, giorno dopo giorno, circondati da persone meravigliose che ci vogliono bene, molto bene, ci insegnano generosamente, condividono tempo e sorrisi.
Ci stiamo divertendo; e quello che volevamo da queste giornate si sta avverando: stiamo insieme, contenti di farlo. Non desidero ricominci la scuola, non desidero tornare a lavorare, non desidero che altri stiano con loro. 
Sono felice di avere tempo per giocare, dormire, stare al mare, passeggiare, parlare! Quanto ci piace...
A me piace tantissimo sentire le loro voci. 
E spiegare e sentire zia Mafalda che racconta loro dei conigli e Giacomo che ha un modo nuovo ogni giorno per attrarli e interessarli.
Siamo tanti e, solitamente, la nostra quotidianità è fatta di corse per aggiudicarsi l'ultimo biscotto (prima che finiscano tutti), corse per arrivare al gabinetto (prima che altri lo occupino), voce alta (prima che altri sommergano le parole), abbracci a mamma e mapi (prima che vengano dati ad altri e arrivi troppo presto l'ora della nanna).
Sono felice perché possiamo goderci ognuna di queste cose con calma (Ndr: tutto tranne il cesso, ecco, per capirci... :))
Dunque scusate se in questi giorni scriverò meno...
Di sera la coccola è più lunga a meno che i grandi non si siano addormentati insieme ai piccoli nei loro letti.