11 giugno 2012

IL RESPIRO DELLA NOTTE – QUESTA ULTIMA SETTIMANA


foto Loretta Campomaggi

Ho passato una dozzina di notti accudendo Franci, dormendo a terra accanto a lui o sdraiata al fondo del suo letto.
Ho passato giorni a domandarmi se, al lavoro, mi prendono per una fessa a cui si può chiedere tutto, una a cui non servono pagamenti straordinari e gratificazioni. Ho passato giorni a domandarmi se a fine luglio una Carrambata mi riserverà qualcosa… ma ho dei forti dubbi.
Una festa di fine anno è andata e una sta per arrivare; con questa, in un sol botto, salutiamo chiusura anno di Davide, Franci e Chiara. E, con questa, diplomiamo Franci.
Ho passato ore a fare conti su conti e a smazzare fatture.
Ci siamo quasi: tra una settimana arriveranno le prime mattonelle e forse il primo cesso.
Il 30 giugno ci consegnano le porte e il 3 luglio io voglio traslocare a casa mia.
Ho passato una dozzina di ore a piangere, con qualche breve pausa, seduta al centro della camera di nonna dove dormono i turulli, ascoltando il loro respiro, i loro respiri, quattro, lievi e diversi.
Ho passato poi una giornata intera “strafatta” di mal di testa e tachipirina. E ho dormito ore e ore… senza dar retta a alcuna voce.
Una fatica, una gran fatica… quasi come prendere una laurea (chiusa in un cassetto).
Il desiderio del silenzio, solo del silenzio… con tanta voglia di essere ascoltata senza parlare.
Penso a tutte le cose che mi ha insegnato Aurelio e, alla fine, penso che mi sta bene tutto così come è… che è sempre meglio del niente.

Bene… Avete letto? Questo è stato e in parte è, perché mi sento ancora stordita… Ma si riparte, state certi...

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