7 giugno 2012

FRATELLI E GEMELLI

Leggevo ieri alcune righe sulla difficoltà della scrittura; è faticoso, a volte più a volte meno.
Sono settimane in cui molti nodi vengono al pettine; sul lavoro e nei rapporti con le persone che ci circondano. 
In generale, noi famiglia particolare, numerosa, rumorosa e a volte nervosa, siamo fonte di molto parlare e spettegolare.
Scoprire che colleghi "decennali" ci deridono e criticano per la scelta - decisione di avere quattro figli... Frustrante...
Scoprire che il proprio capo si fida di te e dunque ti affida lavori che saranno tramutati in soldi per le nuove leve (che vanno, giustamente, incentivate)... 
Frustrante...
Siamo tutti con le pezze al culo (la crisi, chi più chi meno, tocca tutti) ma scoprire che parlare di soldi e risparmio è un tabù e argomento di imbarazzo... Frustrante...
E la nostra situazione gemelli in casa? Dopo un anno di scuola materna? Dopo un anno dall'ultimo colloquio con le psicologhe del Progetto Gemelli?
Ho molte osservazioni e poche risposte.
Stiamo crescendo.
Noi coppia forse abbiamo perso il sorriso sempre presente e tanto lodato nei mesi passati.
Francesco è molto geloso e impaurito; nostalgico della sua casa e delle sue cose (e, forse, anche della sua mamma la cui testa vaga spesso altrove). 
Dice al babbo (= Mapi, proprio così! - da tanto tempo) che vuole portare a scuola molti giochi perché: "Mapi anche se ho tanti amici, io a scuola a volte mi sento solo..."
La maestra N. mi invita a dedicare cose e tempo solo a lui; ed è vero, gli fanno bene e non ne fa mistero: è felice di stare solo con me (e io, con lui, mi diverto un mucchio). 
La faccenda è che a me sembra di farlo da quando sono nati i gemelli...
Tante volte mi sono domandata "come farò" quando dovrò fare per ognuno di loro le stesse cose che faccio con Fra.
Di fatto, Davide, Ale e Chiara hanno già passato da mesi l'età che aveva Franci quando sono nati.
E io le attenzioni che davo a lui "non gemello" a loro non le do. Punto e basta.
Mi giustifico pensando che "loro" hanno "loro stessi"; hanno condiviso la pancia e adesso condividono la stessa età e la loro intimità in cui Francesco non entra.
Non sempre ne sono convinta, però...
L'aggressività e la rabbia di Davide potrebbero diminuire se avesse maggiormente la mamma solo per lui? E forse Ale si piscerebbe meno addosso e farebbe meno il buffone di corte? 
E Chiara si sentirebbe esonerata dal consolare i suoi fratelli... "Dai Davide, non piangere... Franci fa questa cosa qui perché non è stato bene, vedi che piange?".
Ho analizzato la dose di spiegazioni che diamo ai turulli e la dose dei "è così e basta".
Mi sembra un buon equilibrio...
Però, forse complice la stanchezza, la paura che qualcosa possa andare storto io ce l'ho.
Davide, sedato dalla scuola materna e dalle coccole che fino ad oggi si è accaparrato (forse più di quelle che ha a casa), è nuovamente molto nervoso; sta misurando con il centimetro le attenzioni dedicate a Franci. 
E così cerca briga, con me e con lui; e diventa pericoloso perché si fa male e perché fa male agli altri. Con me riesce a essere insopportabile e né urla, né coccole, né punizioni simboliche placano le ire.
Ale sembra si rifugi in un mondo suo e, se non si isola, si comporta come un bambino piccolo, molto piccolo... quasi con deficit.
Io, ex bambina per nulla serena, con tanta voglia di piangere e tanta solitudine nel cuore, me lo ricordo bene come mi sono sentita in quei vent'anni che sono passati dagli 8 ai 28...
Se possibile, vorrei proprio evitare...


foto Loretta Campomaggi


Nessun commento:

Posta un commento