29 giugno 2012

NON DIVENTARE GRANDE MAI... - Finardi

Non diventare grande mai 
(Finardi)

Non diventare grande mai
non serve a niente sai
continua a crescere più che puoi
ma non fermarti mai

E continua a giocare a sognare a lottare
non t'accontentare di seguire
le stanche regole del branco
ma continua a scegliere in ogni momento

Perchè vedi l'avere ragione non è un dogma statico una religione
ma è seguire la dinamica della storia e mettersi sempre in discussione

perchè sai non basta
scegliere di avere l'idea giusta
assumerne il linguaggio ed il comportamento
poi dormire dentro

E il tuo dovere è di migliorarti di stare bene di realizzarti
cerca di essere il meglio che ti riesce per poi darti agli altri

E a ognuno secondo il suo bisogno
e da ognuno a seconda della sua capacità
e anche se oggi potrà sembrare un sogno
da domani può essere la realtà
da domani deve essere la realtà

Non diventare grande mai
non serve a niente sai
continua a crescere più che puoi
ma non fermarti mai

E continua a giocare a sognare a lottare
non t'accontentare di seguire
le stanche regole del branco
ma continua a scegliere in ogni momento

Perchè vedi l'avere ragione non è un dogma statico una religione
ma è seguire la dinamica della storia e mettersi sempre in discussione

E il tuo dovere è di migliorarti di stare bene di realizzarti
cerca di essere il meglio che ti riesce per poi darti agli altri

E a ognuno secondo il suo bisogno
e da ognuno a seconda della sua capacità
e anche se oggi potrà sembrare un sogno
da domani può essere la realtà
da domani deve essere la realtà

Non diventare grande mai
non serve a niente sai
continua a crescere più che puoi
ma non fermarti mai
ma non fermarti mai
ma non fermarti mai

E continua a giocare a sognare a lottare
non t'accontentare di seguire
le stanche regole del branco
ma continua a scegliere in ogni momento

E a ognuno secondo il suo bisogno
e da ognuno a seconda della sua capacità
e anche se oggi potrà sembrare un sogno
da domani può essere la realtà
da domani deve essere la realtà

E non ascoltare chi ti viene a dire che tanto non è successo mai
vuol dire solo che per la prima volta funzionerà qui da noi
funzionerà qui da noi.

Continua a crescere più che puoi
ma non fermarti mai
ma non fermarti mai
ma non fermarti mai

E continua a giocare a sognare a lottare
non t'accontentare
continua a giocare a sognare
continua a cercare


Diesel - 1977

LA PORTA A SINISTRA E LA PORTA A DESTRA

Oggi mi ronzano in testa le parole di:  "Non diventare grande mai"...
Sono qui a lavorare, sola, e saltello come un grillo... Non riesco a stare ferma... perché senno penso... e se penso oggi piango...
E non devo piangere! No... perché non è che qualcuno di noi sta male o che la nostra casa è crollata o che abbiamo perso il lavoro (.... insomma, vabbè, lasciamo stare...)
Semplicemente Francesco tra poche ore non è più "uno dei gialli", non è più un bimbo di Nella e Maria Grazie e Roberta, non entrerà più saltellando dalla porta di via Braccini al mattino prestissimo quando i bimbi presenti si contano su una mano.
Non rompetemi le scatole! I passaggi di Franci mi agitano più dei passaggi degli altri tre! Molto molto molto di più.
Perché è la prima volta che io li vivo e perché lui è più fragile di loro.
Ieri, 7.45, li ho accompagnati io e lasciati... credo per l'ultima volta tutti insieme, alla scuola dell'infanzia comunale di via Braccini.
E lo guardavo entrare, lui avanti e noi dietro, così come si è ripetuto tante volte nei mesi e anni passati.
Che impressione, ragazzi, non potete immaginare, o forse sì.
Mi sembra ieri che con i suoi neanche tre anni compiuti, ha iniziato la scuola materna. L'armadietto! Ora si staccheranno nome e foto, non ci credo! Sul serio...
I turulli porta a sinistra, asilo nido, e Franci porta a destra, scuola materna; per due anni.


Poi un anno ad entrare tutti a destra.
Invasione di campo e fastidio corposo, che possiamo chiamare anche gelosia, di Francesco...
"Ma come: a casa hanno "riempito" spazi, silenzi e tempo; adesso che ho il mio equilibrio qui a scuola, i miei affetti, le mie maestre, la mia aula, devono arrivare anche qui?!?"
Questa arrabbiatura si è smussata molto negli ultimi tempi...
Al punto che sembra quasi li stia cercando e stia cercando, anche fuori scuola, di giocare con loro... ora che le strade si separano...
Lo scorso venerdì la classe di Franci e Chiara e la classe di Davide sono andate in gita.
E a me, a posteriori, mi è spiaciuto molto non aver pensato di permettere a Franci di partecipare da solo alla sua ultima gita con queste maestre. Lui mi ha detto, invece, con un sorriso enorme, che era contento perché "se voglio stare con loro almeno ci sono".
Poi, per tutta la giornata precedente ha rassicurato Chiara sulla sua presenza disponibile e protettiva; lei, ovvio, non ne ha bisogno ma adora Franci e dunque lascia fare!
Le emozioni che dovrei dettagliare sono tante; perché i nostri sono stati anni fortunati, molto fortunati!
Anni in cui, tra nido e materna, ad occhi chiusi ho lasciato i miei figli. 
Anni in cui ho saputo, e so, che ho avuto proprio quello che una mamma può desiderare.
Sono stati anni intensi, di lutti, crisi, cambiamenti e grandi crescite.
Sono stati anni intrisi di speranza e ottimismo.

Ora io dovrei parlarvi di ciò che sento rispetto all'inizio della scuola elementare... e non è che io abbia buoni presentimenti...
Così trascuro il gonfiore agli occhi e vi aspetto per i prossimi racconti e aggiornamenti.




28 giugno 2012

CON UN POCO DI ZUCCHERO... AL CENTRO COMMERCIALE

Caldo è caldo! E poi se uno ha poche ferie ed è senza casa non è che può dire ai figli: qualche giorno ancora di pazienza e si preparano le valigie...
Ennno, ragazzi miei.
Noi, prima di fare bagagli, dobbiamo: 
- finire i lavori in casa
- comprare i materassi per far dormire i turulli
- comprare una lavatrice
- raccogliere tutte le cose portate da nonna 
- pulire la casa
- traslocare !!!
- capire dove sono le valigie :)
Non mi è mai piaciuto portare i bambini a fare la spesa; non sopporto i "mi prendi questo?" che si sentono ogni attimo.
Così, da sempre, sostengo che "i miei" non lo faranno...
In parte è vero, in parte no...
Devono imparare a girare in un supermercato e devono anche imparare a rinunciare, se è il caso, o a scegliere, se è possibile.
Così, anche se un briciolo il concetto mi fa ribrezzo, decido che una modalità per passare il tempo insieme è visitando centri commerciali... 
Non semplici supermercati, no; veri e propri centri. A parte che l'aria condizionata, a piccole dosi, fa tornare il buon umore.
Trovo piacevole avere a che fare con una serie di "cose di architettura moderna (!)".
Mi piace che abbiamo la possibilità di imparare più linguaggi possibili; così, a parte l'ironia che scuserete, trovo interessante che visitino luoghi "strani" come quello delle immagini (Parco Dora - Ipercoop).
Ascensori vetrati, scale mobili, rampe, specchi, colori e movimenti. 
Tutto legato da una nuova modalità di muoversi e di orientarsi in una piazza.
Il loro modo di interagire mi da ragione... nonostante al supermercato non si sia preso neanche un giochino piccolo piccolo...






26 giugno 2012

CARTONE PER FARE UNA CHITARRA

Ieri, in strada, ho visto un signore che svuotava l'intero furgoncino e metteva nel bidone del riciclo enormi quantità di cartone.
Istintivamente stavo per fermarmi per prendere qualche pezzo (da mettere chissà dove... - forse sotto un ponte se la nonna si stanca di ospitarci).
Carta e vetrini del mare fanno ancora questo effetto!
Come rivedere la foto del primo amore...
Mentre cercavo in rete informazioni e idee su vari cartamodelli, sono cascata in questo sito dove già ero passata;  lo condivido con voi.
Dopo aver visto Davide distruggere la seconda chitarra (la prima era di Franci, la seconda era arrivata con Babbo Natale), avevo ragionato sul fatto che questa idea è eccezionale.
Il manufatto è bellissimo!

http://www.makeit-loveit.com/2011/03/mister-make-it-and-love-it-series.html

http://www.makeit-loveit.com/2011/03/mister-make-it-and-love-it-series.html


25 giugno 2012

PENSIERI SAGGI

Quante quante quante cose da raccontarvi.
Il periodo, si sa, è impegnativo; i nostri bambini stanno terminando l'anno scolastico con più o meno coscienza del divenire.
Sabato siamo andati nuovamente in montagna; ci siamo rilassati e divertiti e appassionati insieme.
Ammetto che vederli così a loro agio in mezzo a un bosco e su un prato mi fa stare molto bene.
Franci è più sereno rispetto a qualche settimana fa. Io così così.
Voglio tornare a casa mia, rimetterla a posto, pagare tutte le fatture, prendere 10 giorni di congedo senza stipendio, partire con la mia famiglia per andare dalla mia famiglia.
Ho tanta voglia di vacanza.
I nostri turulli sanno essere proprio simpatici e di compagnia; e ci insegnano un mucchio di cose.
Se, nei mesi passati, qualcuno mi avesse chiesto: meglio quattro o niente... avrei tentennato. 
Se qualcuno mi avesse chiesto: meglio uno o quattro... avrei risposto meglio uno, ne sono quasi certa.
Ieri, a pareggiare la giornata strepitosa di sabato, una giornata di merda, complice anche il caldo e le ulteriori piastrelle finite (una settimana prima del trasloco...!).
Mentre di fronte a noi c'era un paesaggio mozzafiato e stavamo tutti e sei in fila a guardare, come al cinema, dopo lunga passeggiata, ho detto ai bimbi: "Noi siamo felici, non trovate? Non vi sembra che stiamo proprio bene?" La risposta è stata: "Sì, stiamo proprio bene o io sono contento..."
E Francesco ci ha raccontato che gli spiace lasciare le maestre della scuola dell'infanzia, e Davide ha detto che sono sua amica, e Ale ha detto che sono bella.
E poi, Chiara, dopo la nanna, dopo aver giocato con i fratelli nel fiume, scendendo sulla via del ritorno, ha detto: "Io, tanto tanto tanto tempo fa, quando ero piccola, prima di nascere ero un albero" :)
Se qualcuno mi rifacesse oggi la folle domanda, senza ombra di dubbio, risponderei: meglio quattro!
E questo sarebbe bene non scordare mai!

foto Loretta Campomaggi

22 giugno 2012

GIOVANNA - felicità


Ho sentito da poco al telefono la mia amica; voglio dedicarle questo (suo) articolo. 
Me lo ha inviato a marzo e, sino ad oggi, è rimasto nella mia penna usb.
Questo, Giovanna, è il mio abbraccio forte!


"Ci sono alcune cose che mi rendono veramente felice. 
Vedere la mia bambina crescere e filosofare sulla vita è una di queste, vedere mio marito che si riempie d’orgoglio quando ho un successo sul lavoro, anche. 
Poi ci sono tante piccole cose che mi capitano ogni tanto e che mi danno veramente un’energia positiva. Riuscire a sentire la musica con l’mp3 al mattino, sul tram, seduta e magari mandando qualche sms agli amici. Riuscire a bere un caffè con calma, leggendo il giornale, prima di entrare al lavoro. 
Sapere che ho quel libro che mi aspetta e che stasera nel letto potrò leggerlo. 
Organizzare una serata per me e mio marito fuori, da soli e sapere che avremo ancora voglia di dire un sacco di cose. 
Scrivere su un blog che ha fatto bene a tantissima gente. 
Pensare che le vacanze non sono poi così lontane, che quest’anno ho imparato a vivere, che l’importante è restare uniti, che gli amici veri ci sono eccome, che il mio lavoro è un lavoro pieno di sorprese.. a pensarci sono tante le cose che mi rendono felice!"

foto Loretta Campomaggi

20 giugno 2012

GHIACCIOLI FATTI IN CASA

Ci piacciono molto, ci aiutano a risparmiare; farli è un bel momento per stare insieme...
...e mangiarli è festa :)
Così cerco in rete... in realtà ho in testa due post che ronzano; scriverli mi fa molta fatica. 
Vi anticipo i titoli: la moglie di papà e Don Fabio Giacometti.

Non voglio faticare e così condivido con voi questa allegria.

http://comefare.com/featured/come-fare-i-ghiaccioli-fatti-in-casa/
E poi... leggete qui!
Che bontà :)
"occorre solo il latte di mandorle quello confezionato,se non lo preparate in casa.
oppure ,serve latte di mandorle fatto in casa e 2 cuc.ai di miele o sciroppo di riso,mescolati insieme"

da http://luby78.blogspot.it/2012/05/ghiacciolo-alla-mandorla-fatto-in-casa.html



E infine... guardate che roba! Dal sito: http://www.uncommongoods.com/product/ice-pop-mold-set-of-6#tab2


19 giugno 2012

QUERCETTI - diamoci una regolata


Allora...
Con un discreto orgoglio (è di Torino) vi dico che i giocattoli Quercetti sono stupendi!
E tanto lo sapete già :)
A casa vostra si usano le costruzioni con i tubi? E i vostri figli le trasformano in armi dolorosissime??
Bene.
O le regaliamo ad altri monelli oppure troviamo una via d'uscita. Opto per la seconda...
E così invito Davide a farne altri oggetti che non siano pistole o bastoni :)
A voi qualche suggerimento (nel caso foste messi come noi...)


















16 giugno 2012

VIVERE CON I GEMELLI

Non penserete che l'amore, la pazienza, l'attenzione e la calma aggiustino tutto, vero?
Non è così; la teoria a volte conta. 
E anche l'esperienza sul campo di chi è passato prima di noi.
Queste convinzioni ci hanno portato al Progetto Gemelli e alla conoscenza delle attività proposte.
Pensavo proprio in questi giorni che ci farebbe bene una revisione e un nuovo incontro individuale...
La responsabile del Progetto è la Professoressa Piera Brustia.
Ed è proprio pensando al beneficio che ne abbiamo tratto noi che voglio farvi conoscere questo libro: Vivere con i gemelli, Espress Edizioni.
La scorsa settimana ci è arrivata una mail di presentazione e vi riporto alcune righe, sicura che un certo tipo di lettura possa semplificare e arricchire la vita. 

"Cosa vuol dire essere gemelli, in età evolutiva, in adolescenza, ma anche nell’età adulta? Cosa significa diventare genitori di gemelli e come relazionarsi con loro? A scuola: insieme o separati? E quando sono più di due?(...) Una guida semplice, discorsiva e ricca di esempi esplicativi, che nasce dall’esperienza sul campo degli autori. Per affrontare le complessità riguardanti la crescita e l’educazione di gemelli o plurigemini, ed evitare che, a causa di preconcetti ed errori educativi, la positività del vivere in coppia si trasformi con il passare degli anni nell’impossibilità di vivere separati. 
Per chiunque voglia saperne di più delle tematiche relative alla gemellarità; per le famiglie, gli operatori dell’infanzia (dirigenti, educatori, puericultrici, vigilatrici d’infanzia), operatori scolastici (dirigenti, insegnanti, pedagogisti, psicologi), operatori sanitari (medici, ostetriche, infermieri, psicologi, assistenti sociali) e tutti coloro che, a vario titolo, si trovino a confrontarsi con le tematiche gemellari" 



15 giugno 2012

SAM IL POMPIERE


Sam il pompiere (testo della sigla)
Sam lui sempre all’erta sta
a ogni allarme lui è già là…
Sam, pompiere superjet,
in sei secondi fa toilette!
Sulla scena c’è Sam,
il pompiere,
col camion va Sam,
il pompiere,
puoi crederlo è
un grande piccolo eroe!
Per le strade un gran via vai:
Sam passando fa bye bye…
C’è chi sta aspettando te:
corry Sam, su, corri, alè
Sulla scena c’è Sam,
il pompiere,
col camion va Sam,
il pompiere:
puoi crederlo è
un grande piccolo eroe!

Vicino casa di nonna c'è la caserma dei pompieri. 
Uno dei sabati mattina più belli da quando il babbo va a Bologna è quello trascorso al giardino dei pompieri (da quel giorno soprannominato così). 
Quando non siamo osservati mi piace giocare con loro; e così ho proposto di scendere dalla pertica dei pompieri, come Sam, per andare sul camion perché era suonato l'allarme...
Ci siamo divertiti come pazzi, giuro!








12 giugno 2012

WORKING CAPITAL ACCELERATOR


Dare vita a un progetto di ricerca. 
Domenica sono andata al cinema e, guardando il cartone, mi sono domandata come sia possibile che con così tanta creatività esistente e di cui l'uomo è capace, ci siano tante difficoltà nel vivere.
Approfittiamone!
IN BOCCA AL LUPO :)

Viral video by ebuzzing

11 giugno 2012

IL RESPIRO DELLA NOTTE – QUESTA ULTIMA SETTIMANA


foto Loretta Campomaggi

Ho passato una dozzina di notti accudendo Franci, dormendo a terra accanto a lui o sdraiata al fondo del suo letto.
Ho passato giorni a domandarmi se, al lavoro, mi prendono per una fessa a cui si può chiedere tutto, una a cui non servono pagamenti straordinari e gratificazioni. Ho passato giorni a domandarmi se a fine luglio una Carrambata mi riserverà qualcosa… ma ho dei forti dubbi.
Una festa di fine anno è andata e una sta per arrivare; con questa, in un sol botto, salutiamo chiusura anno di Davide, Franci e Chiara. E, con questa, diplomiamo Franci.
Ho passato ore a fare conti su conti e a smazzare fatture.
Ci siamo quasi: tra una settimana arriveranno le prime mattonelle e forse il primo cesso.
Il 30 giugno ci consegnano le porte e il 3 luglio io voglio traslocare a casa mia.
Ho passato una dozzina di ore a piangere, con qualche breve pausa, seduta al centro della camera di nonna dove dormono i turulli, ascoltando il loro respiro, i loro respiri, quattro, lievi e diversi.
Ho passato poi una giornata intera “strafatta” di mal di testa e tachipirina. E ho dormito ore e ore… senza dar retta a alcuna voce.
Una fatica, una gran fatica… quasi come prendere una laurea (chiusa in un cassetto).
Il desiderio del silenzio, solo del silenzio… con tanta voglia di essere ascoltata senza parlare.
Penso a tutte le cose che mi ha insegnato Aurelio e, alla fine, penso che mi sta bene tutto così come è… che è sempre meglio del niente.

Bene… Avete letto? Questo è stato e in parte è, perché mi sento ancora stordita… Ma si riparte, state certi...

7 giugno 2012

FRATELLI E GEMELLI

Leggevo ieri alcune righe sulla difficoltà della scrittura; è faticoso, a volte più a volte meno.
Sono settimane in cui molti nodi vengono al pettine; sul lavoro e nei rapporti con le persone che ci circondano. 
In generale, noi famiglia particolare, numerosa, rumorosa e a volte nervosa, siamo fonte di molto parlare e spettegolare.
Scoprire che colleghi "decennali" ci deridono e criticano per la scelta - decisione di avere quattro figli... Frustrante...
Scoprire che il proprio capo si fida di te e dunque ti affida lavori che saranno tramutati in soldi per le nuove leve (che vanno, giustamente, incentivate)... 
Frustrante...
Siamo tutti con le pezze al culo (la crisi, chi più chi meno, tocca tutti) ma scoprire che parlare di soldi e risparmio è un tabù e argomento di imbarazzo... Frustrante...
E la nostra situazione gemelli in casa? Dopo un anno di scuola materna? Dopo un anno dall'ultimo colloquio con le psicologhe del Progetto Gemelli?
Ho molte osservazioni e poche risposte.
Stiamo crescendo.
Noi coppia forse abbiamo perso il sorriso sempre presente e tanto lodato nei mesi passati.
Francesco è molto geloso e impaurito; nostalgico della sua casa e delle sue cose (e, forse, anche della sua mamma la cui testa vaga spesso altrove). 
Dice al babbo (= Mapi, proprio così! - da tanto tempo) che vuole portare a scuola molti giochi perché: "Mapi anche se ho tanti amici, io a scuola a volte mi sento solo..."
La maestra N. mi invita a dedicare cose e tempo solo a lui; ed è vero, gli fanno bene e non ne fa mistero: è felice di stare solo con me (e io, con lui, mi diverto un mucchio). 
La faccenda è che a me sembra di farlo da quando sono nati i gemelli...
Tante volte mi sono domandata "come farò" quando dovrò fare per ognuno di loro le stesse cose che faccio con Fra.
Di fatto, Davide, Ale e Chiara hanno già passato da mesi l'età che aveva Franci quando sono nati.
E io le attenzioni che davo a lui "non gemello" a loro non le do. Punto e basta.
Mi giustifico pensando che "loro" hanno "loro stessi"; hanno condiviso la pancia e adesso condividono la stessa età e la loro intimità in cui Francesco non entra.
Non sempre ne sono convinta, però...
L'aggressività e la rabbia di Davide potrebbero diminuire se avesse maggiormente la mamma solo per lui? E forse Ale si piscerebbe meno addosso e farebbe meno il buffone di corte? 
E Chiara si sentirebbe esonerata dal consolare i suoi fratelli... "Dai Davide, non piangere... Franci fa questa cosa qui perché non è stato bene, vedi che piange?".
Ho analizzato la dose di spiegazioni che diamo ai turulli e la dose dei "è così e basta".
Mi sembra un buon equilibrio...
Però, forse complice la stanchezza, la paura che qualcosa possa andare storto io ce l'ho.
Davide, sedato dalla scuola materna e dalle coccole che fino ad oggi si è accaparrato (forse più di quelle che ha a casa), è nuovamente molto nervoso; sta misurando con il centimetro le attenzioni dedicate a Franci. 
E così cerca briga, con me e con lui; e diventa pericoloso perché si fa male e perché fa male agli altri. Con me riesce a essere insopportabile e né urla, né coccole, né punizioni simboliche placano le ire.
Ale sembra si rifugi in un mondo suo e, se non si isola, si comporta come un bambino piccolo, molto piccolo... quasi con deficit.
Io, ex bambina per nulla serena, con tanta voglia di piangere e tanta solitudine nel cuore, me lo ricordo bene come mi sono sentita in quei vent'anni che sono passati dagli 8 ai 28...
Se possibile, vorrei proprio evitare...


foto Loretta Campomaggi


6 giugno 2012

GIVEAWAY - IL PRIMO VERO E PROPRIO... IL VINCITORE

Eccoci!
Oggi estrazione secondo e ultimo premio.
Ancora tanti ringraziamenti a Fabio :) che, se ben ricordate, ha devoluto la sua vincita!
La vincitrice è: STELLAAMARINA!
A lei, complimenti... e ai restanti partecipanti... GRAZIE!
Mi sono molto divertita...

5 giugno 2012

MUSEO NAZIONALE DI SCIENZE NATURALI

Visto che proprio non ne posso più, faccio finta di nulla, continuo, diciamo... 
Sappiate che nel frattempo spero che qualcosa cambi...

Vi presento oggi una gita che abbiamo fatto un paio di mesi addietro; la consiglio vivamente, a tutti: Museo Nazionale di Scienze Naturali.
E a chi non vuole proprio venire a visitare Torino, consiglio di cercare analoga esperienza perché, anche in questo caso, i pargoli ci fanno osservare cose che noi non vediamo (più).
Ci siamo divertiti come matti; e l'insieme è stato affascinante. 
Penso che il merito sia da attribuire più ai turulli che non all'orso bianco :) anche se, lasciate che lo ammetta, un discreto fascino l'orso ce l'ha!