10 maggio 2012

Huggies Little Swimmers

foto Loretta Campomaggi
 
Ma come! Con tutta questa fatica per far uscire scatoloni da casa, proprio adesso arriva un pacco per me!? In regalo?!
Non ci credo! Ebbene… sì.
Sono stata selezionata (credo) per scrivere un post sul mio blog riguardante i pannolini Huggies Little Swimmers.
Mettiamo subito in chiaro un paio di faccende: mi hanno regalato dei pannolini e dovrebbero pagarmi per le righe che pubblico… anche se in merito a questo non è che abbia capito un granché.
Dunque sottolineo che: è un post sponsorizzato!
E specifichiamo che scrivo solo cose che penso e su argomenti di cui mi piace parlare…
Mi ci vedete a scrivere recensioni su locali della movida torinese? Mi piacerebbe, certo… ma ultimamente non mi sento pronta.
Cosa posso dire: se mi si chiedono opinioni su pannolini, tettarelle, passeggini ecc… sono contenta!
Eccheccavolo! Famiglia numerosa e con gemelli… almeno l’esperienza la vogliamo condividere?
I pannolini Little Swimmers sono “quelli” per andare in acqua.
Sapete perché mi diverte parlarvene?
Innanzi tutto perché se volete portare i vostri figli in piscina (esperienza bellissima, un giorno ve la racconterò), non potete farne a meno (l’acqua è limpida, insomma… si vede benissimo… ogni cosa!).
Poi perché mi riporta a un paio di scenette della scorsa estate.
Primi giorni al mare (stile Corsica anni 80), tutti i turulli nudi; abbiamo collezionato in una mattinata:
-         svariate pipi su asciugamani… non nostri
-         una cacca sul bagnasciuga super affollato (tralascio dettagli)
Da quel giorno abbiamo iniziato a usare le mutande-costume di Huggies.
Non solo; il primo tentativo lo abbiamo fatto con i pannolini comuni. Uno sfascio: ci siamo ritrovati con uno mezzo sciolto e altri che pesavano qualche chilo e avevano triplicato il volume.
Così abbiamo scelto di semplificarci la vita e smetterla di arrabattarci.
I bimbi con questi costumi si gasavano tanto perché i disegni colorati e allegri hanno il potere di annientare ogni protesta contro lo spargimento di crema protettiva.
E poi in un secondo si strappa di lato e si toglie (senza fare spremute!).
Lo devo ammettere, che sia per la piscina che sia per il mare che sia per le montagna o la campagna, infilare la mutanda anziché impacchettare il pannolino è una grandissima li-be-ra-zio-ne!
Per noi è stato così.
 
E, dalle chiacchiere che ho avuto con le mie amiche e colleghe di "gemellari", non sono la sola.
Parlando di questo articolo, dei pannolini, facendo un bilancio costi-benefici, sono emerse opinioni diverse... si sa, alle mamme piace mooolto parlare tra di loro.
Tra tutte, condivido con voi la traduzione in parole del racconto fatto da Anita.  
 
Ammetto che il pannolino per andare sott'acqua non l'avevo mai preso in considerazione.
Poi, in piscina, accade il fattaccio: Matteo e Simona, in tenuta costumino contenitivo, dopo pochi minuti di acquaticità iniziano ad emanare strani odorini. All'inizio gli sguardi con le altre mamme sono ironici e complici ma poi... l'atmosfera si fa irrespirabile e ci costringe ad uscire dall'acqua.
Fuori dalla piscina, eccomi pronta a comprare il meglio sul mercato  'il primo pannolino per andare sott'acqua'. Ormai la frittata è fatta: ho ceduto con piacere all'acquisto degli Huggies Little Swimmers. Pratici, comodi e veramente contenitivi.
Certo, l'idea della libertà da figli dei fiori era il mio ideale ma.....adesso preferisco andare in piscina a testa alta e senza fare figuracce!

Anita, mamma di Matteo e Simona ( 1 e 2 anni e mezzo)

 

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