16 febbraio 2012

GIOVANNA - passaggi

In questi giorni molte mamme  si staranno chiedendo in quale scuola elementare mandare i propri figli. 
Eh sì, il passaggio materna/elementare spaventa e mette in moto un sacco di pensieri.
Io ci sono passata lo scorso anno, la mia fortuna è stata: non posso permettermi di andare fuori zona per motivi organizzativi, la scuola vicino a casa è una buona scuola, mi hanno consigliato due brave maestre. 
Mi bastava questo e nessun dubbio se andare qui o là.
Diverso è se uno non ha una buona scuola vicino, se non ha riferimenti, una rete intorno, magari vorrebbe che il proprio figlio continuasse l’amicizia con il compagno ecc.. 
Tutte buone ragioni ma attenzione che il salto c’è lo stesso, ed è prima che dobbiamo lavorare per preparare i nostri figli. 
Le nostre ansie e i nostri pensieri non devono investire anche loro, noi dobbiamo attrezzarli per reggere i cambiamenti, imparare ad autogestirsi in situazioni nuove, a trovare piccole strategie per  poter affrontare da soli i cambiamenti. 
Il mio problema era: come farà la mia bambina a fare pipì nella turca? Come reggerà otto ore di scuola tutti i giorni? (alla materna ogni tanto usciva all’una) 
Magari non capiterà con nessun amico, soffrirà ? 
Bene, un giorno in cui pensavo ad alta voce a queste cose, lei mi ha detto: mamma, in qualche modo farò! 
E ho capito che dovevo darmi una calmata ma soprattutto che i bambini hanno un sacco di risorse, che sanno stare al mondo perché si fanno molti meno problemi di noi! 
Con questo non voglio dire che non sia importante questo cambiamento, credo fortemente che la scuola elementare sia fondamentale, dura cinque anni, getta le basi per lo studio, la scelta va certamente studiata.
Ma è anche un bel passaggio, i bambini crescono, li vedi imparare alla velocità della luce, ti raccontano un mondo diverso... 
Adesso che sono passati sei mesi, che la turca non è un problema, che la mensa non è un problema, che i compagni non sono un problema, mi piace quando la mia bambina legge per strada le parole dei cartelloni pubblicitari o mi racconta che a ginnastica ha fatto un salto lunghissimo, che la maestra l’ha mandata a chiedere una cosa alla bidella perché è grande... 
Queste sono le cose che vi ripagheranno da tutte le ansie!
foto Loretta Campomaggi

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