23 gennaio 2012

UNA MATTINA ORDINARIA

A volte mi stupisco di quanto io mi stupisca...
Dopo molti giorni di assiduo lavoro, venerdì mattina sono stata a casa.
Nella nottata ho avuto tanto mal di testa, nausea forte e un pochino di vomito.
Nella ore successive si è alzato un vento fortissimo che ha decisamente peggiorato la situazione.
Così ho deciso di non andare a lavorare.
Con qualche senso di colpa, quando accade, mi domando se in realtà io non debba "tenere duro" ancora di più.
Ad ogni modo; in balia di un forte senso di stordimento, con molta lentezza ho iniziato a fare, in casa e da sola, una serie di piccole cose: musica a basso volume, raccolta del bucato steso in camerina, riordino di qualche gioco sparso, lettini a posto, verdura... Cose banali. Ero proprio felice!
In seguito, sono andata, accompagnata, a prendere i miei turulli a scuola, all'una: una festa, uscire presto è sempre una festa, soprattutto se a prendere c'è mamma (=io).
Da quando è finito l'inserimento alla materna di Davide, Ale e Chiara, è la prima volta che mi concedo questo lusso.
Constatare che siamo inseriti in un sistema in cui il valore di questa "banale" quotidianità non è ufficialmente condiviso, mi irrita. Se lavoro (così) è perchè devo e non perchè lo voglio.
Che fare? Circondarci il più possibile di persone che la pensano come noi...


foto Loretta Campomaggi

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