18 gennaio 2012

BONUS PER L'ANSIA


foto Loretta Campomaggi
Esiste?
Così per dire...
Se moltiplico per quattro volte quello che passa per la mia testa... Abbandono il gioco, sul serio.
Andando a ritroso...
Hanno smontato l'installazione Luzzati in piazza Castello: ore sei e mezza, rallegrava il tragitto del 56 per andare a lavorare.
Stamattina nuovamente niente colazione causa vomito.
Alle tre della notte trascorsa ero sveglia; alle due della notte trascorsa ero sveglia; dalle ventitre all'una per certo ho dormito. Sino a quando sono rientrati i nostri vicini di casa, giovani e poco sereni, che urlando e litigando (a volte ci fanno paura) e ci hanno svegliati.
Ieri sera Francesco mi ha voluta vicino al suo letto per parlare: "Mamma, voglio stare con te; voglio quando mi sveglio che ci sei tu a vestirmi". Una mamma rassicura sempre, vero? Anche quando infilerebbe la testa sotto a tutto ciò che volete... E così ho fatto.
Nel pomeriggio è arrivata la convocazione per l'assemblea di condominio e il relativo preventivo: una barcata di soldi e, in più, morosi a volontà. Odio andare alle assemblee di condominio, è una cosa che mi agita tantissimo...
Sono andata a fare la spesa e, schiacciata dai sensi di colpa e dandomi dell'egoista, ho comprato quattro piccoli regali (per quattro euro totali) per i turulli, cosa che avevo promesso a me stessa di non fare senza un motivo "ragionevole".
Ho pianto in auto, dopo aver lasciato Francesco insieme ad altri due bimbetti alla scuola dell'infanzia all'ora di pranzo, ingresso ritardato dovuto alla visita alla scuola primaria.
Lo hanno dovuto staccare a forza perchè in preda a un pianto disperato si aggrappava alla mia giacca: "Mamma ti voglio, non lasciarmi". Ripetuto per più di venti minuti insieme a un pianto straziante, ha ben assestato il senso di frustrazione che si era già insinuato in mattinata dopo le venti parole scambiate con la Direttrice del Circolo Didattico tanto ambito.
Ebbene sì! Alla fine ci sono andata a parlare; tutti mi hanno vivamente consigliato di farlo: "La vostra situazione va raccontata, devi andare"; colleghi, parenti, amici...
Verò è che mi è caduto il tablet, la cartellina con mille fogli... so parlare, però sì, questo lo so fare, abbastanza. Molto gentile, cordiale, un tentativo anche di conoscenza... ma... "Sono spiacente, non avete punti; non abbiamo mai tenuto in considerazione numero di figli e/o prossimità con scuole frequentate da fratelli".
Uscita dalla scuola, con Franci bravissimo e molto paziente al seguito, ho pensato che, scartati per scartati, avrei preferito di molto esserlo senza questo poco costruttivo dialogo.
Ribaltando l'ordine a ritroso degli eventi, siamo andati da qui a parlare con il Direttore della scuola dell'infanzia per avere qualche delucidazione, conforto e confronto; e poi all'open day della famosa succursale.
Qui Franci, piangendo, ha detto che col cavolo che andava con la maestra e gli altri bimbi a visitare la scuola: "Voglio stare con mamma". Alla fine, triste e in lacrime, è andato...
Ovvio; l'unico primino a fare così... E io, ovvio, innervosita e senza risorse... Se non con qualche abbraccio che però non aiuta il distacco.
Dimenticavo l'assistente amministrativa che ha ritirato la nostra domanda di iscrizione: cordialissima con la signora che mi precedeva e acida con me: "E, signora, tanto non avete punti lo vede??".
Insomma, la giornata non ha portato molti frutti...
La nottata in bianco sì, però, e anche le telefonate con Laura e Giovanna.
Perchè ho deciso che gastrite e figli vanno ascoltati e dunque cercherò di fermarmi e di stare più a casa e con loro; perchè, assodato che non sono una "vincente" e che sono una delle tante laureate con le pezze al culo, preferisco che i miei figli, se possono così accrescere la serenità, hanno il diritto di andare in una scuola meno stimata e di minor qualità.
Pezze al culo, mie e di Danilo, ma consapevoli e presenti e contenti di quello che siamo-abbiamo.
Perchè non esiste mai in ogni realtà solo il bianco o solo il nero.
Perchè l'istinto va ascoltato e se "mi sento delle cose" non devo negare mai nulla.
Perchè, seduta sul cesso con l'orologio che segnava le tre, ragionavo che Nicoletta a tutto questo non può provvedere.
Perchè stamattina abbiamo deciso di andare a modificare la domanda di iscrizione lasciando solo la preferenza per la succursale che ci è comoda, che è piccolina, graziosa e dove quasi sicuramente non entreremo.
Perchè aver fatto questa scelta mi fa sentire sicura di fare il giusto, di rispettare i desideri e le volontà di ognuno di noi, grandi e piccoli.

1 commento:

  1. questa me l'ero persa.. adesso che le cose hanno preso un "ordine", che poi le risorse arrivano, che poi tutto sommato c'è chi sta peggio di noi e lo sappiamo, ma a volte vorremmo che tutto, ma proprio tutto andasse nel verso giusto, allora torniamo in noi e accettiamo di essere genitori come possiamo, ma sicuri di dare il meglio..sempre.
    giovanna

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