10 maggio 2011

UN SEGNALE

foto Loretta Campomaggi
Se c'è un aspetto della nostra vita (a tratti molto incasinata) che ancora mi intristisce, è la mancanza di tempo da dedicare singolarmente a ognuno dei miei figli...
Raramente si può trascorrere del tempo solo in due: passeggiare, raccontantarsi, guardare...
Con Francesco ce lo eravamo imposto; quando sono nati Davide, Alessandro e Chiara si è cercato di salvaguardare la sua sanità mentale ritagliando dei momenti, pochi, che fossero suoi (non aveva compiuto due anni...)
I nostri gemelli, per motivi di salute, durante i primi mesi di vita sono usciti molto poco.
Da qualche tempo ormai lo spazio della famiglia è vissuto tutti insieme; so che a loro farebbe molto bene amplificare il rapporto singolo ma quando sono stanca non voglio rinunciare a nessuno...
Non ridete di me...
Tutte queste righe per descrivervi un segnale (un pochino è segreto - non ditelo tanto in giro...) che condivido quando vado a passeggio con i miei turulli (i due che tengo per mano in quel momento)...
Lo chiamiamo proprio così: quando Franci è arrabbiato e non risponde mi dice che il segnale è andato in vacanza... poi passa e mi fa dieci segnali uno dopo l'altro... sempre più forti.
Parlo della stretta di mano...
Una stretta io a lui/lei e lui/lei una stretta alla mamma...
Poi, lui/lei, mi guarda, col sorriso che attraversa il viso da parte a parte... Con la gioia di chi sa che quel gesto e quel momento è tutto e solo per lui...
So che non durerà a lungo questa intimità ma al momento ricompensa e aiuta a guarire...

2 commenti:

  1. ci credi che ho i brividi. stringi forte la sua mano. io credo che quest'intimità durerà per sempre. forse non nei gesti ma nel cuore sarà sempre presente.

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