18 aprile 2011

ULIVO

foto Loretta Campomaggi
Ieri mattina tutti con il ramoscello di ulivo in mano... Domenica delle Palme.
Assalita dal desiderio di spiegare e raccontare mi sono ritrovata "arrampicata sui finestrini" della nostra macchina.
Già non è facilissimo avere le questioni ben chiare in testa (si parla mica di fesserie, parliamo della Pasqua e della Resurrezione di Cristo); figuriamoci riuscire a spiegare a dei bimbetti... valori etici direi, più che religiosi.
Vado in rete e cerco; vi propongo un paio di cosette. In realtà ne farei un mix sintetico... molto sintetico perchè alla terza frase solitamente Francesco pensa già ad altro.

foto Loretta Campomaggi
"I greci antichi consideravano l’olivo una pianta sacra e la usavano per fare delle corone con cui cingevano gli atleti vincitori delle olimpiadi (...) Nella Bibbia si racconta che calmatosi il diluvio universale, una colomba portò a Noè un ramoscello d'olivo per annunciargli che la terra ed il cielo si erano riconciliati. Da quel momento l’olivo assunse un duplice significato: diventò il simbolo della rigenerazione, perché, dopo la distruzione operata dal diluvio, la terra tornava a fiorire; diventò anche simbolo di pace perché attestava la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini. (...)"

"Potremmo iniziare a spiegare al bambino che Gesù è stato molto buono con gli altri perché sua mamma, cioè Maria, la Madonna, gli ha insegnato le buone maniere e ad essere gentile e giusto.
Gesù ci ha indirizzato ad amare il prossimo e va ricordato per questo insegnamento di amore, lealtà ed altruismo. Ma i bimbi devono comprendere che nel mondo non tutti sanno essere buoni e giusti come fu il Cristo, in questo senso potremmo presentare ai piccoli una esemplificazione dell’ultima cena: nei giorni di pasqua Gesù organizzò una cena invitando tante e tante persone per mangiare tutti insieme, ma tra i molti invitati vi era però qualcuno che non era buono come il Cristo. In questo modo si cerca di chiarire al bambino che è buona cosa essere bravi e solidali, che la gentilezza è una virtù esclusiva, ma che non tutti siamo uguali e che a volte si possono incontrare persone meno buone, prepotenti ed invidiose. Si offre al bambino piccolo uno strumento per diversificare il bene dal male, scegliendo il primo e rifiutando il secondo"

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