29 aprile 2011

RACCONTO - TRISTE

Si parla sempre di punti di vista, ne sono consapevole…
Un episodio sgradevole questa settimana…
La ragazza che abita al piano sotto (ha pressappoco la mia età) mi ha “sgridato” perché i miei figli hanno fatto rumore a lungo, di pomeriggio, dopo le quattro (prima dormono sempre).
Non dico di essere perfetta e di non avere torto… ma il modo è stato assolutamente deprimente.
Il tono era molto arrabbiato, decisamente inquisitorio, insomma… sono la classica maleducata di città che viene in provincia a rovinare la quiete.
Poco importa che in questa casa c’è l’abitudine estiva di far giocare i bambini e urlare e cantare fino alla mezzanotte negli spazi comuni…
Poco importa che nel parco sotto casa gli adolescenti del paese vengono sino alle tre di notte, ubriachi, a fare pericolosi giochi con i motorini…
Poco importa che ogni alloggio a piano terra ha un cane da guardia che abbaia ogni volta che arriva qualcuno non abituale per la casa (per esempio noi, tutti i nostri parenti e amici…)
Poco importa che questa simpatica e tanto a modo ragazza ha due gemelli e che qualche anno fa ci stupivano per la loro vivacità…
La gente è strana…
Non chiedo la tolleranza nelle persone che incontro, neanche la comprensione… e la pazienza ancor meno; non mi permetto di pretendere un sorriso da persone che non vedo quasi mai (questa casa è abitata al massimo due mesi e mezzo l’anno).
Di fronte ai miei figli cerco sempre di mantenere il sorriso da ebete senza mai cogliere le provocazioni della gente; da sempre musona, questa è una delle cose belle che la mia prole mi ha imposto e quindi insegnato.
Spero di farcela a proseguire a lungo, almeno fino a quando lo sapranno fare anche loro…
E mi auguro che i miei figli lo facciano con meno rabbia della madre.
foto Loretta Campomaggi

26 aprile 2011

AUTO PER LA FAMIGLIA

Vero, per alcune cose non c’è prezzo.
Tra queste, vedere Francesco contento perché possiamo ospitare nella nostra auto altre persone…
E non riuscire a dirsi una parola perché tutti i bimbi contemporaneamente stanno raccontando cose, esaltati dalla gioia per gli invitati all’interno dell’abitacolo (che ha quasi le dimensioni di una sala da ballo).
foto A.G.

Le prime cose che vengono in mente quando ti dicono: “Signora, è una trigemina” sono: i soldi, l’auto, la casa (ne seguono altre… ma andrei fuori tema).
La prima questione per noi è ancora sospesa…
La seconda (che non è così tanto indipendente dalla prima) la abbiamo affrontata solo dopo la nascita dei gemelli… scaramanzia.
Non è stato facile scegliere e investire più dei nostri risparmi per una scatola che si muove su ruote.
Viviamo a Torino, a casa nostra pochissimo parcheggio, niente soldi per affittare un posto auto.
Stare in sei più uno sette sulla Atos ci è subito apparso improbabile.
Dopo molto cercare abbiamo trovato uno Scudo della Fiat da otto posti, usato ma in garanzia.
Una martellata il costo… ma abbiamo immediatamente capito che non avremmo potuto farne a meno; c’è posto per Stefano e anche per la nonna, quando vuole stare con noi.
Il bagagliaio ci permette di mettere due passeggini doppi o uno triplo; e quando usciamo senza passeggini possiamo caricare in auto quattro biciclette.
Non vi sto a raccontare il disagio quando non possiamo usarla perché non troveremmo parcheggio al rientro, oppure quando è ora di pagare il bollo, oppure quando dobbiamo fare il pieno…
Più di una volta abbiamo pensato di venderla.

Siamo una famiglia numerosa dove non si può mai stare soli un istante, neanche seduti in bagno.
Scrivo l'esperienza auto perchè mi sento appagata nel vedere nei miei figli la voglia e la gioia nell’avere “altri” oltre "noi"… le cose, mi viene da pensare, stanno andando nella giusta direzione.

25 aprile 2011

TURNO

GEMELLI. ISTRUZIONI PER L’USO

foto Loretta Campomaggi
Ieri abbiamo trascorso una giornata molto molto molto bella!
A pranzo parlavo con Alessandro il quale mi ha ricordato alcune righe scritte a proposito dei miei schemi di sopravvivenza.
Così oggi vi segnalo questo, attualmente in uso insieme ad altri di cui vi parlerò prossimamente.
I mesi passati sono stati i primi in cui i nostri turulli hanno iniziato a “chiedere cose” (da cuccioli a bambini); la sensazione frustrante e perenne è sempre stata quella della coperta, stretta, che tiri da una parte e dall’altra ma non basta mai…
Non so quante volte ho sperato di poter avere più tempo, tanto altro tempo da dedicare a loro.
Le psicologhe ci hanno spiegato che solitamente i gemelli si abituano in modo abbastanza istintivo alla regola del turno.
Una volta a te e una volta a me; e ci hanno più volte spronato ad abbandonare i sensi di colpa per concentrarci su questo modo organizzativo.
Insomma, anche se il tempo è poco, l’importante è spenderlo bene.
Ho così elaborato lo schema che vi allego per annotare i turni; il primo uso è stato per la lettura della sera (a chi tocca leggere con mamma? Nel mentre gli altri ascoltano).
Poco per volta i bimbi hanno anche imparato la sequenza (da sinistra a destra, mentre il cambio della riga è ancora di difficile interpretazione).
Riconoscendo ognuno il proprio segno, la lettura dello schema funziona alla grande…
Quello che ancora è da perfezionare è il gradimento di quanto viene indicato…
Come dice Davide tutte le sere, aggiungendo un ghigno quando sa di mentire: “Ca ca io” (trad. “Tocca a me”).
foto Loretta Campomaggi

24 aprile 2011

PER DIRE GRAZIE

foto Loretta Campomaggi
Stiamo trascorrendo giornate fatte di persone e non di orari da rispettare. Sono giornate belle, di pace e tempo passato insieme… e a me questo appare tanto prezioso.
Non voglio essere retorica e non voglio essere melensa…
Sono in un posto verde e qui da sempre respiro meglio.
Sono nel posto dove sono nati il mio babbo e la mia mamma, dove trovo esempi e silenzi che istruiscono.
Stiamo rinascendo dalla fatica e dalla disperazione; ancora oggi mi fermo a pensare a quanto è stato complesso reggere per anni la mancanza di sonno e di riposo.
Mi fermo a pensare a come sia andato tutto così bene, nonostante i rischi e i pericoli.
In cuor mio so che abbiamo degli angeli che quotidianamente vegliano su di noi.
Alcune righe per dire grazie… a tutti coloro che negli ultimi quattro anni hanno pregato per noi, per la mia famiglia, prima malata e poi moltiplicata.
Lo sento dentro la pancia e dentro ogni emozione e ne sono certa: stiamo tutti bene grazie alle preghiere / ai pensieri rivolti a noi, di stima, di affetto e anche di compassione.
I miei figli sono circondati da persone che li amano, più che con le parole, con i fatti e gli esempi.
Nessuno ci sostituisce nelle necessità di tutti i giorni, nelle scelte da rinnovare ogni momento, nelle cadute… ma non siamo soli.

A tutti voi una rigenerante Pasqua / primavera!

23 aprile 2011

VETRINI DEL MARE – quinta puntata CIONDOLI


foto e manufatto Loretta Campomaggi
Nella mia vita precedente, come dico sempre, ossia quella da "senza figli", mi dilettavo molto con carta e vetrini (ma questo forse lo avete capito!!!)
Vi presento un paio di ciondoli, tra i primi che ho creato...
Per darvi una idea della tempistica, la riproduzione dei manufatti è stata fatta su pellicola, stampata 10x15 e passata allo scanner!
A me sembrano sempre belli; e quando i miei figli saranno grandi e non avranno più così tanto bisogno dei miei abbracci - :((( - allora ricomincerò a "fare".




22 aprile 2011

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

foto Loretta Campomaggi
http://www.giornatamondialedellaterra.it/

Cito dal sito...
"Cosa sono le Azioni del Buon Senso?
Sono quell’insieme di azioni che ognuno di noi può compiere quotidianamente per dimostrare il proprio amore per la natura e per il Pianeta che lo ospita, o magari solo per risparmiare del denaro.
Sono azioni di buon senso perchè non è necessario avere un’etichetta per compierle. Non sono azioni di destra o di sinistra, non sono dettate da un’anima ambientalista, animalista, vegetariana o altro ancora. Sono solo frutto del buon senso."

Fate un giro su questo sito, ci sono tantissimi cose da leggere... ma proprio tante!

21 aprile 2011

LA RUSPA DI CARTA

Abbiamo già parlato della nostra abitudine di ritagliare disegni, cartoncini ecc... per giocare e reciclare.
Vi racconto di Davide la settimana scorsa; si è arrampicato sul tavolo dove appoggio i ritagli e i materiali per proporre loro (e a me stessa) attività varie.
Stava giocando con la ruspa (tridimensionale) che un paio di anni fa Anna ha regalato a Francesco.
E ha trovato il ritaglio che ho conservato in una busta trasparente insieme ad altri; proviene dalla scatola in cui era imballato il giocattolo.
Mi ha chiesto di averla.
Per un'ora circa, in preda ad una strana euforia, ha giocato con due ruspe, una di cartone e una di plastica, una piatta e una voluminosa.

foto Loretta Campomaggi

20 aprile 2011

A OGNUNO IL SUO COLORE

GEMELLI. ISTRUZIONI PER L’USO

foto Loretta Campomaggi
Scrivo rapidamente perchè mi rendo conto che questa abitudine l'avete tutti... ma proprio tutti.
Sapete che il tema di questi ultimi post riguardanti i gemelli è l'individualità.
Bene, oltre ai disegni di "riconoscimento", abbiamo adottato un colore a testa per le posate, i piatti, i bicchieri, le ciotole per la colazione.
La modalità è stata accettata con più facilità rispetto al disegno; assolutamente impensabile mangiare con le cose di altri.
Come potremmo fare senza Ikea?
I colori dei set proposti sono sei e li abbiamo così ripartiti:
- rosa = Chiara
- azzurro = Francesco
- blu = Stefano
- giallo = Davide
- arancione = Alessandro
- verde = lavandino del bagno per i denti

Fortunatamente i costi non sono elevati e così ci siamo concessi due corredi degli oggetti più utilizzati.

19 aprile 2011

CARTA DELLE UOVA DI PASQUA

Attenzione!
Non buttate la carta delle uova di Pasqua...! Allertate parenti e amici che non hanno bambini (o ne hanno meno di voi!) per raccoglierne quanta più potete.
Molti di voi la useranno già ma nel dubbio meglio parlarne; il mio ripostiglio è già pieno di uova.
Negli asili nido lo dicono spesso, in prossimità di queste festività; non buttate, i bimbi ci giocano volentieri.

foto Loretta Campomaggi
Affascinanti sono i colori, le dimensioni, per non parlare del rumore e del piacere tattile.
Con la carta delle uova si possono realizzare semplici  fiocchi, festoni o carte regalo.
A volte tagliamo i disegni per riutilizzarli nei modi nostri che in parte già sapete.
Vista la leggerezza e la vivacità vanno benissimo per fare girandole e striscioline colorate tipo stelle filanti.
Possiamo usare la carte delle uova di Pasqua anche per rivestire oggetti o per farne origami.
foto Loretta Campomaggi
Noi ne abbiamo un scorta riposta assieme alla carta di recupero. 
Capita che i bimbi la prendano per giocare; la allargano, ne fanno lenzuolini, la stropicciano, ci coprono orsi e bambole.
Soprattutto adorano mettere in fila un foglio dopo l'altro per camminarci sopra.
Vi segnalo queste cosette trovate in rete; guardate e prendete spunti per questi giorni di festa.
Se il tempo non è dei migliori, questo è un gioco semplice e poco ingombrante per fare contenti i nostri bimbetti.




Aspetto i vostri esperimenti; mandate foto e racconti e li pubblicherò per condividerli.

18 aprile 2011

ULIVO

foto Loretta Campomaggi
Ieri mattina tutti con il ramoscello di ulivo in mano... Domenica delle Palme.
Assalita dal desiderio di spiegare e raccontare mi sono ritrovata "arrampicata sui finestrini" della nostra macchina.
Già non è facilissimo avere le questioni ben chiare in testa (si parla mica di fesserie, parliamo della Pasqua e della Resurrezione di Cristo); figuriamoci riuscire a spiegare a dei bimbetti... valori etici direi, più che religiosi.
Vado in rete e cerco; vi propongo un paio di cosette. In realtà ne farei un mix sintetico... molto sintetico perchè alla terza frase solitamente Francesco pensa già ad altro.

foto Loretta Campomaggi
"I greci antichi consideravano l’olivo una pianta sacra e la usavano per fare delle corone con cui cingevano gli atleti vincitori delle olimpiadi (...) Nella Bibbia si racconta che calmatosi il diluvio universale, una colomba portò a Noè un ramoscello d'olivo per annunciargli che la terra ed il cielo si erano riconciliati. Da quel momento l’olivo assunse un duplice significato: diventò il simbolo della rigenerazione, perché, dopo la distruzione operata dal diluvio, la terra tornava a fiorire; diventò anche simbolo di pace perché attestava la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini. (...)"

"Potremmo iniziare a spiegare al bambino che Gesù è stato molto buono con gli altri perché sua mamma, cioè Maria, la Madonna, gli ha insegnato le buone maniere e ad essere gentile e giusto.
Gesù ci ha indirizzato ad amare il prossimo e va ricordato per questo insegnamento di amore, lealtà ed altruismo. Ma i bimbi devono comprendere che nel mondo non tutti sanno essere buoni e giusti come fu il Cristo, in questo senso potremmo presentare ai piccoli una esemplificazione dell’ultima cena: nei giorni di pasqua Gesù organizzò una cena invitando tante e tante persone per mangiare tutti insieme, ma tra i molti invitati vi era però qualcuno che non era buono come il Cristo. In questo modo si cerca di chiarire al bambino che è buona cosa essere bravi e solidali, che la gentilezza è una virtù esclusiva, ma che non tutti siamo uguali e che a volte si possono incontrare persone meno buone, prepotenti ed invidiose. Si offre al bambino piccolo uno strumento per diversificare il bene dal male, scegliendo il primo e rifiutando il secondo"

16 aprile 2011

MUSEI

Lo so... lo so...
arrivo tardi: la settimana è bella che andata, o quasi.
Però: questa possibilità a costo zero mi entusiasma e poi pensavo a quanto tempo passerà prima che si riesca ad andare in un museo tutti insieme.
Il primo luogo in cui è entrato Franci è stata la GAM; era piccolo e dormiva nel passeggino...
Voglio indicarvi anche questa iniziativa per festeggiare il vostro compleanno; se già la conoscete abbiate pazienza e andate oltre!

14 aprile 2011

RACCONTO

Ferma al semaforo di Corso Agnelli guardo l'incrocio.
Vedo due uomini più o meno della stessa età che si guardano intensamente e a lungo... tipo duello...
Uno dei due era sulle strisce pedonali e teneva tra le mani le maniglie di un passeggino.
L'altro era fermo per il rosso, accanto a me, e stringeva il manubrio di una Harley Davidson.
Uno aveva una bella camicia portata in modo informale, mocassino e capelli lunghi spettinati dalla brezza; l'altro un bel casco, un giubbotto e tante frange cadenti...
Mi sono chiesta cosa ci stesse dietro a quello sguardo così prolungato...
Può essere che stessero pensando ai fatti loro... e invece ho avuto la sensazione che si domandassero: "Ma quel co...ne lì mi starà invidiando???"
Poi è scattato il verde...
Rintronata dal rumore assordante della moto, con la mia auto e le sue tre alzatine + un seggiolino, sono partita... fronte alta e sguardo concentrato.
La Harley era già un piccolo puntino... fermo all'incrocio successivo.
foto Loretta Campomaggi

13 aprile 2011

CONDIVIDERE I GIOCHI

GEMELLI. ISTRUZIONI PER L’USO

Mi capita spesso di raccontarvi cose che possono apparire scontate-banali-ovvie...
In realtà se finiscono in questo blog è perchè così banali per noi non sono state...
Francesco quando sono nati Davide, Ale e Chiara non aveva neanche due anni.

foto Loretta Campomaggi

Aveva però i suoi giochi (per non parlare dei suoi piccoli spazi...), ereditati in parte dalle cuginette e in parte guadagnati sul campo.
Per un buon lasso di tempo i giochi di Franci sono stati usati da tutti, eccezion fatta per quelli con cui i gemelli avrebbero potuto farsi male.
Ovviamente quando arrivano dei fratelli in casa si insegna a condividere perchè è "giusto" ed economico.
Per noi è stato un sollievo quando abbiamo iniziato a sentire pronunciare i primi "è mio!".
Vi ricordate i nostri simboli utilizzati per identificare ognuno dei nostri quattro monelli?
Il primissimo utilizzo che ne abbiamo fatto è stato per assegnare una scatola personale dei giochi.
Poco per volta abbiamo fatto a ognuno di loro dei piccoli doni, in modo da arricchire il contenuto.
Nel marasma generale i bimbi si ricordano perfettamente la divisione delle proprietà.
E trovo che questo li abbia aiutati, e abbia aiutato anche noi, a formare-leggere quella sfera di specifica individualità che spesso con i gemelli si tende a dimenticare.
I giochi che un tempo erano di Francesco sono stati diversificati; ha scelto gli oggetto (pochi) che per una questione affettiva istintiva sono solo suoi. Il resto è diventato di tutti.
La regola che vige in questo caso è che non si prendono i giochi che altri stanno utilizzando... e non sono neanche concessi morsi, spintoni, sgambetti per far abbandonare la presa!
I giochi delle scatole personali possono essere presi ma se il legittimo proprietario li reclama sono da restituire.
foto Loretta Campomaggi
Non so se è facile da immaginare; quando abbiamo visto i nostri quattro turulli affezionarsi ognuno a un differente peluche o a una differente pallina ci è sembrato di iniziare una nuova, gioiosa, fase.

8 aprile 2011

VETRINI DEL MARE – quarta puntata LE MIE LUMACHE

Sapete quelle cose che si scrivono quando si ha paura che qualcuno "prenda in prestito" idee e lavori senza neanche dirlo... E tu magari su quei progetti negli anni ci hai investito dei soldi e non ne hai mai guadagnati... E poi arrivo "uno" a un certo punto che su si prende quel tuo sognare...
Insomma, non si fa, no... non si copia.
Ancora non ho avuto la voglia di dilungarmi (come andrebbe fatto) sulla proprietà delle mie immagini.
I lavori che propongo, tutti, non voglio vengano rubati...
Lo so, sono gelosa delle mie cose... è un mio difetto!
Oggi vi propongo uno dei miei "giochi" con i vetrini del mare...
Non tra i primi, anche se le ho fatte più o meno da dieci anni.
Ci sono molto affezionata e con emozione ve le presento...


foto e manufatto Loretta Campomaggi


7 aprile 2011

GIRANDOLE

foto Loretta Campomaggi
La primavera è arrivata e si raprono i balconi.
La scorsa settimana ho iniziato a fare girandole.
Ho preso un foglio di carta A4 e ho tracciato un quadrato.
Ho attaccato con la colla alcuni disegni che si trovano dentro agli ovetti: la carta è molto sottile e le riproduzioni sono colorate, intriganti da guardare perchè piccine e allegre.
Al centro ho tracciato un cerchio e sino a questo punto ho tagliato con la taglierina sulle diagonali.
Piegato poi e puntellato con spillo (o piccolo chiodo).
foto Loretta Campomaggi
Come  bastoncino per fissarla può andare bene una matita; io ho usato la bacchetta del ristorante cinese.
I bimbi si sono divertiti meno della sottoscritta e la girandola ha già smesso di girare... però voi potreste essere più fortunati!

6 aprile 2011

L'UNIONE FA LA FORZA

GEMELLI. ISTRUZIONI PER L’USO


foto Loretta Campomaggi
Piccoli, quasi impercettibili segnali di cambimento. Non che non si vogliano bene; si cercano, si abbracciano, si baciano. Quello che più ci viene in mente però è il litigio, la rivalità e la gelosia.
Tante discussioni, per dividere i giochi, mamma e papa, il lettone, il posto più bello in auto ecc...
Abbiamo modificato e sperimentato strategie differenti per differenti situazioni. E su questa strada si prosegue: cambiamo tutti insieme (a me stanno venendo tantissimi capelli bianchi ma anche una irrefrenabile voglia di giocare...)
Da qualche giorno però è apparso all'orizzonte un piccolo segnale di cambiamento: la collaborazione per un beneficio comune. Sino ad oggi l'unica forma di unione che ricordo è quella rivolta a "distruggere" mamma o papà o tutti e due insieme.
Lunedì Chiara, triste perchè mamma è andata via senza di lei, ha cercato conforto e chiesto coccole a Francesco, il fratellone grande (!) di quattro anni.
Ci accorgiamo che mentre giocano si chiamano tra di loro per realizzare cose che altrimenti non potrebbero fare.
L'altro giorno erano in quattro a spostare la scatola grande delle macchinine che con fatica si riesce a sollevare.
Francesco di recente più volte mi ha detto che vuole solo un fratello più piccolo e non tutti e tre. Questa collaborazione mi sembra la strada giusta per iniziare a sperimentare il bello che c'è dall'altra parte di questa grande e pesante medaglia.

5 aprile 2011

TUTTA UN'ALTRA MUSICA

Abbiamo regalato a Francesco un salvadanaio di latta per raccogliere le sua prime monete.
In tutto sono tre: una regalata dal papà, una da mamma e una data da nonna.
Un divertimento per tutti: quando arrivano a quel ripiano della libreria e lo prendono siamo a cavallo! A Alessandro e Davide piace molto suonare il salvadanaio; anche a Franci.
Oggi è martedì ed è la sua giornata musicale; a scuola frequentano un laboratorio molto interessante sull'uso di alcuni strumenti a suono indeterminato. I suoi racconti sono spesso di difficile comprensione ma dal poco che condivide si capisce che l'appuntamento con i suoni e il movimento, mondo nuovo e da scoprire, è divertente e piacevole.
Abbiamo notato che è una forma di educazione che lo sta sensibilizzando e arricchendo.
Ripensando a quando riempivo i contenitori del sapone con i ceci e/o i fagioli (c'è qualcuno che non lo ha fatto?), ho cercato in rete del materiale.
Ve lo propongo, ripromettendomi di tornare sull'argomento per parlarne in modo più specifico.
In particolare, ho letto come costruire strumenti musicali in casa.
E ho visto questo sito:
http://www.terredaria.it/  di una associazione che si occupa dello sviluppo della creatività musicale.
Mi è piaciuto molto.
Nel sito avete a disposizione video esplicativi e molte idee stimolanti.
Divertente è anche:

4 aprile 2011

AMORE

foto Loretta Campomaggi
Sono giornate difficili; il cambio dell'ora ha modificato il ritmo del sonno dei bimbi e anche il nostro precario equilibrio. Faccio fatica a concentrarmi, sono stanca e a volte preoccupata; niente di specifico, uno stato generale di disagio.
Per questo blog inizialmente avevo scelto di alternare post dal contenuto differente; in parte per alleggerire i toni e in parte per dare spazio all'autoironia di cui non potremmo fare a meno.
Nell'ultimo mese Francesco mi sta mettendo in grande difficoltà perchè quando è stanco è nervoso e provocatorio.
Sta cambiando e lentamente perdendo l'allegria spontanea e l'umorismo che lo caratterizzavano.
E a me sembra di non comportarmi al meglio.
Non scrivo da tre giorni, è la prima volta che mi fermo così a lungo; non posso però proseguire senza raccontarvi cosa mi ha detto Franci la settimana scorsa, di sera, mentre si metteva il pigiama.
"Mamma, ti voglio così tanto bene che noi non muoriamo mai".
Più ci penso e più penso che, sommando tutto, se a casa l'amore c'è, una scappatoia in qualche modo si trova sempre.